giovedì 21 giugno 2012

Oh... parto per davvero!


Ormai ci siamo. Quasi per scaramanzia non ho fatto l'annuncio ufficiale prima di stasera, ma sabato mattina si parte. Almeno nel mio immaginario questo è da sempre il viaggio della vita, quello che sogno da quando avevo forse 16 o 17 anni. Mi ricordo che avevo una cartina dell'Europa molto generica, la stessa che usai per il mio primo fallimentare "assalto" al Nurburgring, e che guardando su su su e ancora fino in cima fantasticavo di quanta strada mi divideva dalla mèta. Capo Nord.

Sogno questo viaggio da più di vent'anni, e sabato mattina girerò la chiave e il sogno inizierà a prendere forma concreta. Per adesso è un insieme piuttosto vago di vestiti imbustati e da imbustare che non entreranno mai nelle borse della moto, itinerari pronti e modificati mille volte, cose su cose da portare che vengono in mente ogni due secondi e che non cancelleranno mai la certezza assoluta che come la legge di Giulia sentenzia tutto l'inutile verrà portato ma sicuramente qualcosa di indispensabile rimarrà a casa.

E privo di quell'indispensabile qualcosa sabato sera arriverò alla stazione ferroviaria di Lorrach, appena fuori Basilea, e caricherò la moto sul treno che in una nottata mi porterà a Hildesheim, appena a sud di Amburgo. La stessa tratta che farò al ritorno, fra due settimane; questa è stata una decisione sofferta, perché Capo Nord è un viaggio che idealmente si sogna di fare tutto sulle proprie due ruote, ma poi la ragione ha prevalso. Ho solo sedici giorni per arrivare su e tornare giù, e in questo modo mi faccio quasi mille chilometri dormendo, sia all'andata che al ritorno. Tra l'altro l'attraversamento della Germania da fondo a cima è una cosa che ho già fatto due volte, e francamente non è una di quelle cose che uno ricorda con particolare piacere.
Alle sei e venti di domenica mattina scaricherò la moto dal treno, e conto di essere in Danimarca per l'ora di pranzo. Il vero viaggio inizia lì.

Ancora non ci credo nemmeno io...

martedì 12 giugno 2012

èppi bordei tu iù, èppi bordei tu iù............


Oggi compie vent'anni. Il suo libretto di circolazione parla chiaro: prima immatricolazione datata 12/06/1992.
Eppure è ancora lì, bella come il sole, ad aspettare con pazienza il giorno in cui finalmente mi deciderò a riattaccarle l'assicurazione per portarla a fare una giratina.
Pazienza... pazienza un cazzo, alla fine. Oggi mi pareva sufficiente farle sgranchire un poco i pistoni per celebrare l'avvenimento, ma lei si deve esser sentita trattare come una qualsiasi giapponese di merda e m'ha fatto un bel dito medio con tutte le ragioni di questo mondo: batteria scarica... tre o quattro borbottii giusto per farmi venire la voglia... e poi il silenzio. Con la batteria a terra ho preferito evitare di insistere, e ho considerato che alla fine ha ragione lei e ho torto io: se avevo voglia di sentirla in moto magari era il caso di pensarci un po'prima, e magari di portarla a fare un giro.

E poi dicono che le moto son pezzi di ferro senz'anima... :-)

Guzzi Piega