giovedì 26 aprile 2012

Alazzurra LWB

Tornare a fare un giro con la moto che preferisco, dopo averla abbandonata in garage per un cuscinetto rotto e poi smontata pezzo per pezzo per sistemarla, è stata una piacevole soddisfazione, ancor di più constatare che il lavoro pare sia venuto bene, dico pare perchè ancora ci sono piccoli aggiustamenti da fare, ma la moto è già funzionante ed utilizabile.
Il motore è quello di cui avevo accennato qualche post fa, ed è così composto: Basamento SS750, cilindri e pistoni Paso 750 modificati, teste originali Alazzurra 650 tornite per adattarle ai cilindri, condotti raccordati, rettifica sedi e valvole, alberi a camme 900SS carburatori, ovviamente due alberi del cilindro orizontale che hanno richiesto la fasatura tramite goniometro e comparatore. Ancora la carburazione non è a posto e la frizione slitta ma quello che si può già sentire fa immaginare tanta coppia e allungo a volontà.
Il telaio ha mantenuto le quote originali, ho aggiunto l'attacco del mono fatto in modo da poter regolare l'altezza a piacimento, inoltre ho aggiunto due tubi di rinforzo e delle fazzolettature sugli attacchi del motore. Il forcellone è ricavato da un forcellone originale, allungato e con l'aggiunta di una capriata presa dal forcellone di un 750SS, mentre l'ammortizatore viene da un monster 600.
La cosa che mi ha stupito di più di questa moto è stata la guidabilità, mi spiego meglio. Il forcellone lo feci un paio di anni fa pensando di usarlo su una moto da corsa con l'angolo di sterzo ridotto, e quindi abbondai con l'allungamento proprio per compensare in parte l'arretramento della ruota anteriore ed in parte allungare l'interasse, quindi mi sono trovato con un'alazzurra con il passo più lungo di 50mm (prorio 50, non 5). Francamente temevo di aver esagerato, ed invece la moto risulta migliorata sotto ogni aspetto, la guidabilità è ottima, sia sulle curve veloci che sugli stretti tornanti di montagna, e risulta sempre facile e maneggevole, non ha la tendenza a cadere dentro la curva e nemmeno quella ad allargare ne a centro curva ne in uscita. Nella guida con passeggera la differenza è abissale, l'avantreno non si scarica più e rimane sempre bello stabile, e la sospensione posteriore cantilever lavora ovviamente molto meglio del doppio ammortizatore.
Concludo con due domande. Chi ha detto che una moto per essere maneggevole deve essere per forza corta? La seconda non me la ricordo, ma appena mi torna in mente ve lo faccio sapere.

lunedì 2 aprile 2012

Socc'mel!


Ed eccoci qui. Dopo settimane di puzzle e di cori "Faccela vedé, faccela toccà", alla fine dal nuovo uebsàit Moto Morini si è finalmente mostrata la NUOVA Rebello1200.
Devo dire che ci avevo sperato, nonostante le voci che corrono sugli acquirenti del Marchio non fossero delle più beneauguranti. Un nuovo sito, una nuova moto e un nuovo modo di proporla, sia in merito alla presentazione che in merito alla commercializzazione. Però qualcosa leggendo le interviste sui giornali mi aveva un attimo fatto insospettire; quel modo tutto marketinghese di proporre come fyghe cose che alla fine altro non erano che i limiti dell'operazione ripescaggio di cui stavano parlando... beh... un pochino mi puzzava.
Niente concessionari: chi vuole una Morini ha diritto di andare in fabbrica, a Casalecchio, vedere e toccare con mano. Ok, bello... ma se uno invece che a Modena sta a Siracusa o magari a Bonn? E poi... se l'acquirente ha bisogno di monetizzare un usato... che fa? Aspetta di venderselo in proprio? Bel momento...
E ancora: Morini non è andata all'EICMA e non andrà in nessun altro salone. Sempre per la storia fyga che chi vuol vedere una Morini deve andare a vedersela a Casalecchio.
Ok, tutto bello e grondante passione come il nome della nuova moto: Rebello 1200. Nome evocativo, che crea grandi aspettative. Però... Dio buono, mi son detto con quel po'di accento emiliano che mi ha insegnato Crozza imitando Bersani che poi manco è bolognese... ma perché si deve sempre mettere una maschera alle cose? Avrei apprezzato molto di più che il signor Ruggeromassimo avesse detto "Signori, ci proviamo: i soldi per andare ai saloni non li abbiamo, e tanto meno quelli per tirar su una rete di concessionari o addirittura fare una moto nuova. Proviamo a ripartire con un restailing della moto che c'era e che era ottima... e vediamo cosa succede".
E invece questa "nuova" moto l'hanno chiamata Rebello 1200 e la presentano come nuovo modello, per di più in edizione limitata: correte signori che ce ne sono poche!!!
Dopo averla svelata pezzo per pezzo da dietro un puzzle per quindici giorni, oggi è stata mostrata per intero, e mi è venuto istintivo paragonarla alla "vecchia" ma tuttora validissima Corsaro.
L'estetica della Rebello è senz'altro più piacevole e originale. A me piace. Resta l'amaro in bocca di veder presentare un modello nuovo che poi è nuovo solo per cupolino, serbatoio, codino e marmitte, ma la consolazione è che la Corsaro era un gran bel ferro, e che la Rebello in fondo altro non è che una Corsaro ristilizzata e sicuramente abbellita.
E allora... come al solito mi stanno un po'sulle balle le operazioni di marketing che dietro non nascondono altro che fuffa, ma per fortuna qui oltre alla senz'altro presente fuffa c'è anche una gran bella moto: sono contrastato. Ma alla fine è sempre meglio vedere in giro una bella moto contornata da un po'di fuffa che tanta fuffa con dentro nascoste tante brutte moto come succede di normale. Quindi ragaSSi... siam paSSi? Siam mica qui a forgiare i cerchioni col martellino di gomma!

500 SL

Foto: Marc Poels