venerdì 5 ottobre 2012

Collezione Saltarelli 1

 Foto: Marc Poels

9 commenti:

  1. Avevo letto che la collezione andava all'asta...

    Tu dove l'hai vista, Marc?

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  2. Mi pare di ricordarmi che l'asta era a Montecarlo, sbaglio?

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  3. No, è stato cosi, ci ero ;-)
    La collezione, non c'è piu, la piu grande parte è partita fuori d'Italia...

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  4. Non capisco bene perche la Ducati non ne ha aprofitato per iniziare una sezione del suo museo dedicata alle moto di produzione (con i soldi di Audi...). Sarebbe stato piu durabile di l'investimento nel n° 46... ;-)

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  5. Marc... io credo di saperlo, o almeno me lo immagino.

    Il fatto è che in Ducati la produzione passata oggi non interessa a nessuno, probabilmente perché non produce un ritorno "emozionale", per così dire, paragonabile a quello delle moto da corsa.
    Mi spiego meglio: diciamo che oggi come oggi come minimo il 70% della clientela Ducati (almeno per quello che vedo in giro qui in Italia) è composto da clienti relativamente nuovi... gente che guida un Hypermotard o una Diavel magari perché sono "alla moda", ma che non ha mai visto non dico un Pantah, ma nemmeno un 900SS a faro quadro.
    Questa, ragionevolmente parlando, è la gente che poi va a visitare il Museo Ducati: più tifosi che veri appassionati del Marchio, i quali possono restare colpiti dalla 916 di Fogarty perché magari fa ancora parte se non dei loro ricordi almeno di quello che è stato loro raccontato essere l'inizio del mito Ducati, ma che magari passano davanti alla moto di Hailwood (a proposito... è vero che quella al Museo non è realmente la sua?), danno un'occhiata distratta e passano oltre.

    In questa ottica, con questi clienti che loro stessi hanno scelto di avere... a chi serve a Borgo Panigale una collezione di moto stradali di interesse storico? Quanti di quelli che arrivano in sella a un Multistrada 1200 hanno mai visto un 900 Darmah o un monocilindrico a coppia conica escluso lo Scrambler?
    Tu Marc vivi all'estero, e immagino che tutt'oggi fuori dall'Italia i clienti e più in generale gli appassionati Ducati siano gente con una cultura motociclistica... ma qui ormai tutto sta andando perduto. Considerando che la grande maggioranza dei visitatori del museo sono italiani... chi se ne frega di offrire loro una cultura quando sono già attratti dal tifo? :-(

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  6. La tua analisi è certamente pertinente, caro Enri ma è vero che visto da fuori, puo essere un po' deludente. Forse avete in Italia troppo patrimonio cio che diminuisce l'interesso per cose secundarie, come le Ducati stradali...
    Per quanto alla moto di Hailwood che si trova al museo, ella appartiene al collezionista americano Auriana e ha tutta la ciclista della moto del TT78, ma il motore è quello que Wynne aveva preparato lui stesso e che non fu utilizzato per la gara. La storia non finisce la, ma il motore del TT si trova anche negli USA con la sister bike di la di Mike the Bike, riffatta da Wynne. Se ne vuoi foto...

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  7. Marc... in Italia tirarsi le martellate sulle palle è sport nazionale, che vuoi farci... :-))

    Quello che mi spiace è che le moto stradali del passato siano considerate "secondarie" da Ducati probabilmente perché meno facili da far apprezzare ai tifosi-clienti. Gli esaltati che fanno il tifo per la motoGP pensano alla sede Ducati come a una sorta di Mecca dove andare in pellegrinaggio... e il Museo è fatto ad uso e consumo di questa gente. Chi vuoi che si fermerebbe ad ammirare un vecchio Pantah? :-(

    Quanto alla moto di Hailwood, pare che abbiamo la ciclistica della gara con il motore muletto e il motore della gara sulla ciclistica muletto... interessante incrocio! :-)

    Se hai tempo mi farebbe piacere avere qualche foto, sì...

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  8. Non ti preoccupare Enri, ti communicaro qualche foto, un po di pacienza, che sono terminando il Tome 3 ;-)

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