giovedì 30 agosto 2012

PENSA SE NON CI AVESSI PROVATO...

E' da un bel pezzo che non mi faccio vivo; se ci penso, la memoria mi porta alla mattina in cui tutto contento ho pubblicato il post con la foto del cimitero dietro all'hotel Hullen, in prossimità del Nurburgring. E il post precedente lo avevo lasciato poco prima di partire per IL viaggio: Capo Nord, meta sognata per vent'anni, stava per diventare realtà. O almeno così credevo.

Sì, perché non tutte le ciambelle escono col buco, e quando una cosa inizia male non può che finire nello stesso modo. Nella fattispecie, il mio viaggio per Capo Nord è iniziato con una perdita di benzina intorno a Milano, praticamente appena partito: in qualche modo la fortuna ha voluto che dopo alcune peripezie sono riuscito a far sistemare il problema, tra l'altro velocemente e con spesa davvero minima.
Rimettendo i bagagli sulla moto dopo la riparazione sposto la lampadina di ricambio che avevo comprato per precauzione dalla borsa serbatoio al sottosella (meno facile da raggiungere, ma più al sicuro da urti e schiacciamenti) e dico al meccanico: "Vuoi vedere che per come è iniziato questo viaggio esco da qui e rimango senza faro?". Bene: la lampadina si è bruciata dopo meno di cento chilometri dall'officina: segnali...


Nonostante le bizze del navigatore che mi hanno costretto a più di una sosta per ricaricare daccapo la rotta dal computer che avevo nel bauletto, quella sera sono comunque arrivato a Lorrach, subito fuori Basilea, per prendere il treno che mi avrebbe portato durante la notte fino a Hildesheim, poco sotto Amburgo. Durante il viaggio ho dormito poco e male; il tempo non prometteva bene, ma ho sperato che migliorasse: in questi casi si deve pensare positivo, nonostante i segnali... :-)


Infatti la mattina seguente, dopo aver smadonnato per un'ora buona a cambiare quella cazzo di lampadina di merda che non si bruciava da trentamila chilometri e che aveva deciso di bruciarsi la sera prima, mi si è parata ben presto davanti la peggior situazione meteo che si potesse prospettare in quello che in teoria doveva essere il miglior periodo dell'anno per andare verso la Norvegia. Ho attraversato il lunghissimo ponte di Malmo a sessanta all'ora nonostante il limite a cento pregando di non esser buttato a terra o peggio in mare dalle raffiche di vento, e per tutto il giorno non ho visto altro che acqua. La mattina dopo e per tutto il terzo giorno di viaggio ancora pioggia e freddo, con in più un abbigliamento antiacqua che mostrava sempre più evidenti i suoi limiti: la signora dell'affittacamere della prima sera in Svezia mi aveva richiuso con una spillatrice uno dei sopraguanti "impermeabili" che si era aperto come una cozza dopo tre volte che lo infilavo, e i miei stivali foderati in gore-tex avevano pensato bene di iniziare a imbarcare acqua dopo anni di onorato servizio. Per finire, la tuta da pioggia non riusciva a tenere tutta fuori una tale quantità di acqua, che trasudava verso l'interno e via via mi inzuppava.


In queste condizioni ho fatto più di mille chilometri, e ad ogni singolo numerino che scorreva sul contachilometri del cruscotto mi domandavo chi cazzo me lo avesse fatto fare di cacciarmi in quel casino.
Poi, inaspettatamente, alla fine del terzo giorno di viaggio la pioggia ha smesso di cadere e la mattina dopo sono ripartito con il bel tempo: alle sei e venti ero in sella e durante la mattinata ho perfino avuto caldo e mi sono potuto fermare a fotografare posti come questo, che mi hanno fatto ricordare il motivo per cui ero arrivato fin lassù.


Mi ricordo perfettamente la stanchezza che si faceva sentire, le poche ore dormite e il contrasto che tutto faceva con l'adrenalina che avevo addosso. All'ora di pranzo, nonostante i ferrei quanto ridicoli limiti a settanta/novanta all'ora degli infiniti stradoni svedesi in mezzo al nulla, avevo fatto circa quattrocento chilometri: ero contento, e sono ripartito con l'idea che se le cose fossero continuate in quel modo a fine serata ne avrei messi in fila almeno ottocento. Iniziavo a pensare positivo, questa volta davvero; forse non sarei arrivato alla rupe in quattro giorni come avevo ottimisticamente previsto, ma avevo anche messo in conto un giorno di tolleranza. Alla fine mi sarebbero comunque rimasti undici giorni per tornare a casa, e sapevo che il bello del mio viaggio sarebbe iniziato proprio dal punto di massima distanza da casa. Fin lì il viaggio non era stato esaltante per varie ragioni, ma quegli undici giorni me li sarei veramente goduti...



Non ho fatto in tempo a farmi girare a sufficienza per la testa queste allegre considerazioni che all'orizzonte ho iniziato a vedere di nuovo nero. Nuvoloni minacciosi e carichi d'acqua nei quali mi stavo di nuovo andando a buttare a capofitto. M'è preso lo sconforto, e ho visto le prime gocce di pioggia sulla visiera; mi sono fermato per mettermi l'antiacqua e lì, in quell'anonimo spiazzo lungo il tratto svedese della E45, si è deciso il mio viaggio.


Quella cazzo di piazzola non me la scorderò finché campo, credo. In quella piazzola ho mandato a fanculo tutto quello che mi veniva in mente, forse ho urlato per quanto ero incazzato e ho pianto per un sogno che si stava rivelando un incubo. Ero in vacanza, e fino a quel punto praticamente niente era andato come avevo previsto; quello che doveva essere il più bel viaggio in moto della mia vita si stava trasformando in una assurda corsa contro il tempo verso una meta che perdeva di significato ad ogni istante che passava. Anche perché andando ancora verso nord la situazione non poteva che peggiorare, e sapevo che non stavo tornando ma mi stavo continuando ad allontanare da casa: mentalmente questo ha fatto una differenza enorme. Quando sei di ritorno, da qualunque posto tu provenga, sai benissimo che non puoi fare altro che prendere quel che viene: devi comunque arrivare a casa; quando invece stai ancora "andando"... beh... puoi ancora scegliere. E io ho scelto.


Con questa faccia ma ho scelto di tornare indietro: a volte i sogni è giusto che restino tali, e io in quella piazzola dopo aver urlato e pianto ho girato la moto e sono tornato indietro. Mancavano ancora 1300 chilometri a Capo Nord, e il piacere di viaggiare era completamente scomparso. Volevo solo tornare a casa.

Ho continuato a convivere con la pioggia incessante fino in Danimarca. Ho comunque visto l'Atlantic Road, il Geirangerfjord, il Trollstigen e la chiesa di Lom. Ho visto Oslo e le foche in mare davanti alla spiaggia di Skagen, in Danimarca, e sei giorni dopo quel dietro-front ero comunque davanti all'hotel Hullen e al mio cimiterino. Ma niente è stato come avrei voluto, e la delusione è stata tanta che ci ho messo quasi due mesi a "elaborarla" e rendere partecipe chi abbia voluto leggere fin qui. Credo non tornerò mai più in Norvegia, ma è stato bello averci provato... 

Buona strada!

22 commenti:

  1. Alla fine credo ti resterà comunque un bel ricordo, anche senza raggiungere la meta, un viaggio è un viaggio, sofferto o meno che sia.

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  2. Un viaggio è un viaggio... arrivare o meno dove si era preventivato.

    E in effetti sarà un ricordo sofferto ma comunque tutti i viaggi insegnano qualcosa. Io questo forse, nonostante i mesi passati a preventivare l'itinerario, l'avevo preso un po'sottogamba e mi ha castigato senza che me lo aspettassi. La prossima volta, dovunque andrò, credo starò più attento...

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  3. Oh un viaggio deve essere un piacere mica una tortura... saluti dall'Ohio mi mancano molto le mie moto.....azzo !
    Ps qui il casco è facoltativo.......

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  4. Antonio, se non sono indiscreto... cazzo ci fai in Oàio??? :-)))

    Se è per andare in moto senza casco Napoli ce l'avevi più vicina... :-P

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  5. Ciao Enrico , felice di leggerti e mi chiedevo “ ma quando c@zzo ci fa questo resoconto dalle Rupe ?” mi sono messo nei tuoi panni , non ti preoccupare che non ci sei arrivato , siamo uomini e non macchine anzi il tuo viaggio è stato più speciale proprio per la sofferenza dei disagi patiti e della decisione di tornare indietro. Come hai detto tu non tutte le ciambelle escono con il buco , non prenderla come un fallimento in quanto non è tale . chi va in moto capisce ......Ciao un abbraccio Donato
    p.s. l’anno scorso sono partiti 5-6 amici del mio motoclub per capo nord con viaggio organizzato e furgone di appoggio in più guide e tutto prenotato-organizzato. no !!!!!!! meglio il tuo.

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  6. azzo ne so ho preso un aereo .non pensavo fosse un boeing... rientro domani...... volevo andare in un posto chic..... no è x lavoro ovvio.

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  7. Ciao Donato... felice di risentirti!
    Personalmente odio qualsiasi tipo di viaggio organizzato, figuriamoci un viaggio in moto che dovrebbe essere l'esaltazione dell'imporvvisazione e della libertà! E almeno loro hanno scelto una mèta tutto sommato impegnativa: penso a quelli che per fare un giretto per gli Appennini si iscrivono al "Ventimila Pieghe" e mi scappa da piangere... :-(

    Antonio... dai... non ci si crede che vai in un posto scic come l'Oàio solo per lavoro! :-)))

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  8. oddio , ecco perché non sei mai venuto alla
    " quattopassi " :'-(

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  9. ahhhahahahahh ecco perché non sei mai venuto alla " quattropassi "

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  10. senti Enrico... scusa la franchezza ma secondo me non la racconti giusta. c'è qualcosa nel tuo racconto che non torna o almeno non torna con l'Enrico che ho conosciuto sul web. ma come?? tutto il tempo di preparare il viaggio nei minimi dettagli, tutto l'armamentario al seguito compresa la lavatrice tedesca e le borse coordinate... e ti fermi per la pioggia? questa stronzata raccontala se vuoi al bar del paese ma tra noi motociclisti fuori la verità. cos'è successo? non voglio sentire le scuse del cazzo tipo mi si sono aperti i guanti antipioggiainsupergoretecstecnico. voglio sapere la verità. voglio sapere quello che non hai detto. col culo sul treno fino ad amburgo e poi? e poi si ferma per la pioggia. che cazzo. io non me la bevo. grazie comunque del post, ma non me la bevo per un cazzo. un lampeggio... Marco76

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  11. No, Donato... non sono così intransigente! Alla Quattropassi ci verrei volentieri, ma per tutta una serie di motivi che esulano dal semplice raduno.
    Ci verrei in primo luogo perché conosco te e mi farebbe immenso piacere tornare a farti una visita. E poi ci verrei volentieri per il viaggio che per me comporterebbe tornare giù fino in Basilicata, magari prendendomela comoda tutto via Appennino e facendo meno autostrada possibile: ecco, in questo modo mi farebbe molto piacere venire alla Quattropassi. Un po'lo stesso che andare al motoraduno dello Stelvio: non ci si va per il raduno ma si usa il raduno come pretesto per un giro sulle Dolomiti.
    E a me piacerebbe la Quattropassi per venire a trovare te con il tempo che necessita: purtroppo mi sono sempre trovato nel problema di non avere tempo sufficiente per fare un giro del genere in quel momento... ecco come mai non sono mai venuto. Ma chissà... :-)

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  12. Marco... apprezzo la franchezza e il tono bello fuori dai denti, e cercherò di risponderti con altrettanta franchezza.

    Con tutta probabilità insieme a un abbigliamento adeguato (che comunque avrebbe fatto la differenza, credimi) mi è mancata la condizione mentale per un viaggio che avevo in fondo sottovalutato.
    Ho vissuto fin da poco dopo la partenza uno strano stato di continua ansia nel quale non mi ero mai trovato prima e che è scomparso solo al mio ritorno a casa. Ogni volta che mettevo benzina avevo paura che la carta di credito facesse cilecca, ogni volta che ripartivo da un posto mi assaliva il dubbio di essermi scordato qualcosa; una volta ho veramente lasciato portafogli e macchina fotografica nel cesso di un autogrill...

    Non c'ero con la testa, non mi vergogno di dirlo. In più, mi sono trovato a far fronte a situazioni impreviste che hanno ulteriormente complicato le cose: prima la perdita di benzina, poi il navigatore che faceva le bizze, e alla fine un tempo che definire inclemente è un eufemismo.
    Ma devo comunque ammettere che quasi 1500 chilometri sotto il diluvio con l'abbigliamento che imbarcava acqua probabilmente mi avrebbero fiaccato anche in condizioni mentali diverse, soprattutto per la prospettiva che mi attendeva. Un conto è essere arrivati alla mèta, per quanto lontana, e trovarsi sotto l'acqua, un altro è prenderne tanta ma tanta da non poterne più mentre stai andando verso la tua destinazione. Nel primo caso sai che l'unica cosa che puoi fare è proseguire perché comunque a casa ci devi tornare a tutti i costi, nel secondo ti trovi davanti a una scelta e ti domandi se quel viaggio e quella mèta per te hanno la stessa importanza che avevano quando li sognavi e li programmavi. Proseguendo mi sarei tuffato nell'ennesimo temporale, e probabilmente avrei preso acqua per altri 1500 chilometri fino a Capo Nord e poi per tutto il ritorno. Per me in quella piazzòla il viaggio e la mèta avevano smesso di avere importanza, ero semplicemente stanco di soffrire freddo e umido per qualcosa che non sapevo nemmeno più definire. Potevo stringere ancora i denti e arrivare a tutti i costi, ma non sono proprio riuscito a trovare un motivo per farlo...

    In fondo ti ho detto le stesse cose che avevi letto nel post, non ti pare? :-)

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  13. Adesso vedi perche noi che abbitiamo nel (piccolo) Norte, preferiamo andare con la moto verso il Sud... ;-)

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  14. In effetti sì, Marc... :-)

    Speravo di poter andare verso sud anche io, la prossima settimana: era da un anno che sognavo qualche giorno in Puglia, ma all'ultimo momento le ferie si sono rese impossibili.

    Se ne riparla a ottobre... :-)

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  15. ma quale norvegia , viaggi sotto la tempesta, nord europa e trenini dell'amore in moto in 150....
    enrico, tu hai visto le dolomiti lucane, ma se vieni in puglia ( invito ufficiale open x estate 2013) , oltre a stazionare qui 2 giorni e vederti la puglia se vuoi, devi vedere la zona del pollino-tirreno-calabria verso sud ancora... passi montani tornanti cibo gente eccellente ( il pollino è il parco nazionale piu' grande d'europa...ricordo) ... io ci sono stato per disintossicarmi dagli usa, è un posto da fare in moto. pensaci!

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    1. OK Antonio, ci veremo nel 2013 allora se lo proposti ? Io preferisco Capo Sud che Capo Norte ;-)

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  16. Enri, grazie della risposta e dell'esserti messo a nudo come un naturista a Formentera.
    io penso che questo tuo secondo mini resoconto abbia molte meno foto del primo ma molta più verita.
    in particolare le prime 50 parole sono quelle importanti.
    un viaggio del genere non centra un cazzo con il tuo giretto in chiantigiana e la mia sparata al cento croci della domenica.
    forse questo è stato lo sbaglio. non aver capito che non bastava sognarlo da anni e organizzarsi un po per poterlo fare. ci vuole la determinazione giusta, la testa giusta o parti già battuto, e ti dimentichi tutto all'autogrill, mentre al posto delle mutande ti accorgi inesorabilmente che servirebbe un buon pampers.
    per carità, la pioggia ci ha messo del suo ma secondo me è mancata la testa.
    tutto qua.
    niente di cui vergognarsi.
    niente di più umano.

    buonanotte! Marco76

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  17. Antonio... ti ringrazio per l'invito e ci sta che non mancherò... chissà. Io e te ci siamo conosciuti prendendoci a male parole sul desmoblog e alla fine siamo più simili di quanto non pensassimo tutti e due: mi farebbe piacere davvero conoscerti di persona. Se non ricordo male l'anno scorso quando feci quei fantastici quattro giorni sul Gargano provai a cercarti tramite Sauro, ma sempre se non ricordo male eri fuori zona.
    Magari ci beccheremo dalle tue parti proprio insieme a Sauro e Marc; d'altronde anch'io l'anno prossimo prevedo di dirigermi più verso Capo Sud che verso Capo Nord! :-)

    Marco... in effetti il mio errore è stato forse quello di leggere troppi resoconti qua e là, troppi racconti romanzati fatti da tanti sconosciuti che raccontavano meraviglie e mi facevano passare in secondo piano le difficoltà del viaggio. Ho pensato fosse semplice, sì, e ho pensato addirittura che la pioggia a luglio fosse un evento passeggero in Svezia quanto lo è in Italia. Invece in Svezia piove un pochino più spesso e un pochino più a lungo... :-)))

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  18. si ero a padova purtroppo.
    ok allora se siete voi tre vi ospito in un bel posto , poi si puo' andare insieme a sud dove dicevo. pero' dobbiamo organizzare molto bene al millesimo , per motivi di lavoro.

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  19. Tempo non ne manca, Antonio... :-)

    Grazie ancora dell'ospitalità e... credo faremo tutti il possibile per approfittarne! :-)))

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  20. Ok mi farebbe piacere conoscervi . A natale accordiamoci

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  21. Tutti gli alpinisti non raggiungiono neanche la cima, Enri ;-)

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