lunedì 26 settembre 2011

"Il Senior" - parte terza e ultima


Questa foto la scattai l'anno scorso. Ero capitato da Rinaldo Angiolini per altre cose e avevo visto sul banco da lavoro la 60 appena finita di restaurare; non avendo altro che il cellulare, feci qualche foto e la pubblicai qui..
Quando la vide, l'amico Marc mi contattò e mi chiese di tornare da Rinaldo per fare qualche foto "vera" dato che della 60 non ne aveva da inserire nel libro a cui stava lavorando. Feci le foto e dopo averle pubblicate qui le mandai a Marc e quasi per caso le portai insieme ad altre da un amico fotografo: lui vide questa e gli piacque. La 60 in primo piano e Rinaldo, uomo schivo e poco incline alle "pose", preso quasi per caso. Mi fece un ingrandimento che mi proposi di regalare a Rinaldo in segno di riconoscenza per la disponibilità che mi aveva sempre dimostrato. Il libro di Marc nel frattempo era stato pubblicato e Sauro se n'era procurata una copia in più da portare proprio a Rinaldo. Un po'per mancanza dell'occasione di andare fino a Montepulciano insieme, un po'per la solita brutta abitudine di rimandare, è passato quasi un anno e da Rinaldo non ci siamo più andati.

La cosa brutta è che abbiamo fatto tardi e l'abbiamo saputo solo oggi. Al di là della sconfinata competenza tecnica di questo grande vecchio della meccanica bolognese, a me resta il ricordo di un uomo di incredibile modestia e di grandissima disponibilità, oltre che di una simpatia fuori dal comune. L'importante nozione tecnica secondo cui ai cuscinetti del cannotto di sterzo ci sta attaccato l'osso del collo l'ho appresa da Rinaldo, e potete star tranquilli che non me la dimentico.

Grazie di tutto, davvero...

lunedì 19 settembre 2011

La Mimma


Questa foto è stata appesa per molti anni in un ufficio del magazzino alla Ducati, dove andavano i concessionari a ritirare le moto. La moto dal vivo l'ho vista una volta sola prima che venisse smontata per un restauro e varie modifiche che non sono mai state finite.
Venne costruita sul finire degli anni 80 da Stefano Bianchi. Mi raccontava che avrebbe speso molto meno a comprarsi una F1 Montjuich, ma voleva farsela da se. Ovviamente posso capirne le motivazioni, e posso immaginare le difficoltà incontrate, in un periodo in cui la facilità di reperimento materiali dovuta ad internet era ancora lontana da arrivare, ed ancora più lontana era l'attuale moda per le special e le moto più o meno autocostruite (o presunte tali). Il telaio era un DM in tubi Columbus con geometrie un po' riviste rispetto al TT2 standard, il motore un 750 Pantah fatto apposta derivandolo da un 500, con camme spinte, carburatori Dellorto ex36, pistoni ad alta compressione albero equilibrato ecc. Forcellone Verlicchi in alluminio, non quello standard delle F1 ma un pezzo racing con capriata in tubi tondi, leggerissimo. Forcella Marzocchi con foderi in magnesio. Pinze Brembo racing ricavate dal pieno, dischi Discacciati, pompe radiali racing dell'epoca (quelle introvabili color oro), cerchi in magnesio Federiconi, scarico ex Lucchinelli (regalato da Lucchinelli stesso che ci aveva corso a Laguna Seca), serbatoio in alluminio fatto a mano "dall'omino di Bologna che li faceva per la Ducati". La carrozzeria era opera di Stefano così come la sella. Il risultato era una supersportiva da 160kg, magari non facilissima da guidare, ma sicuramente emozionante ed efficace nelle mani giuste. Una moto che credo ancora oggi farebbe il suo figurone a qualunque salone.

lunedì 12 settembre 2011

La solita storia

Mi riferisco a quando uno racconta che siccome il motore l'ha dovuto aprire per una riparazione, tanto vale modificarlo.
In effetti è così, non avrei mai aperto il motore del 900 se non fosse stato per quel cuscinetto di banco che ha deciso di mollare, e siccome la parte alta del motore mi sembra già abbastanza rimaneggiata ho pensato di fare un'altra cosa importante che però non so fare, o meglio, non ho mai fatto, ciò l'equilibratura dell'imbiellaggio.
Ovviamente ne stanno risentendo i tempi ed anche il costo del lavoro, ma non ho fretta, ed il grosso della spesa era comunque da mettere in conto.
Il lavoro di equilibratura è senzaltro interessante, sia per i benefici che porta a prestazioni ed affidabilità, sia per il tipo di lavorazione necessaria, che è di quelle non solitamente incluse nella lista delle cose che si fanno in elaborazioni da catalogo, quelle del tipo smonta e rimonta ormai tanto diffuse.
Non lo so fare. Il motore del mio 900 andava già come un missile da sbilanciato, e per quanti chilometri percorre avrebbe senzaltro potuto camminare parecchi altri anni senza problemi una volta riparato. Il punto è che volevo imparare a farlo. Le motivazioni sono fondamentali, se avessi semplicemente voluto guadagnare qualche altro decimo di cavallo avrei sicuramente lasciato perdere.
Parecchio tempo è passato a lasciar maturare l'idea, parecchio altro tempo ad osservare ed ascoltare amici che mi hanno fornito le dritte giuste (grazie Lore), e poi via, mano ai ferri, una bella borsata di pazienza, ed il lavoro procede. Per il momento anticipo qualche foto dei lavori in corso, prossimamente le evoluzioni.