lunedì 29 agosto 2011

FRIZIONE 848

Se ne parlava ieri sera a cena. Mettere la frizione a secco su una 848 è un bel casino, sia a livello di lavoro che come spesa. Ma per chi proprio non riesce a far a meno del vecchio sAund Ducati, questo ingegnoso spagnolo ha inventato un kit di veloce installazione (diciamo plag en plèi...), costo limitato e sicuro effetto, che proprio non farà mancare nulla al Ducatista del terzo millennio:



Un genio.

sabato 20 agosto 2011

LA SCOPERTA DELL'ACQUA CALDA





E' risaputo che gli americani di moto non capiscono una mazza. E che la BMW è invece la Casa motociclistica che più negli ultimi anni si è distinta per innovazione e capacità di apportare tecnologia.

A testimonianza di tutto questo, i teutonici hanno recentemente presentato la loro touring per eccellenza: sei cilindri in linea, 1600 di cilindrata, elettronica a secchiate... 319 chili a secco di peso. E a testimonianza della loro arretratezza alcuni rincoglioniti americani stanno invece allestendo quella che si chiamerà Motus MST e sarà la sport-touring a stelle e strisce. Una moto fatta a forma di moto, con due borse laterali, un cupolino protettivo e stop. Gli stessi 1600 cc di panciuta cilindrata, ma ricavati in modo molto rustico tagliando in due (con il seghetto?) un classico V8 automobilistico e costruendici attorno una moto tanto semplice da sembrare antiquata. Un telaio a traliccio bello come il sole, un motorone grosso e tanto ignorante che da sotto quella semicarenina semplice semplice pare ti dica "cazzo guardi?" ogni volta che ci butti un occhio... siamo proprio sicuri che siano fuori strada?


Siamo proprio sicuri che ci vogliano più di 3 quintali di moto per andare a più di 50 chilometri da casa? Forse il paragone con la K1600 non è proprio azzeccatissimo, lo riconosco... ma anche se la destinazione d'uso è più prettamente turistica rispetto a quella della Motus in fondo la cilindrata è quella, e proprio per questo mi è venuto in mente questo faccia a faccia che poi è una riflessione su quello che realmente ci è utile per andare in giro con soddisfazione in sella a due ruote.


La Motus sarà una moto vecchia appena verrà presentata. Il sito non parla di controllo elettronico di trazione, anti-impennata, anti-piacere di guida: è una moto e come tale andrà guidata. Duecentoquaranta chili di ghisa americana, e cazzi di chi non saprà come gestire i quasi 17 chilogrammetri di coppia a 4500 giri accoppiati agli stessi 160 inutilizzabili cavalli di potenza massima del motore tetesko.


Siamo sempre e comunque nell'ordine del "troppo", ma io in questa Motus riconosco di nuovo la Moto con la M maiuscola, qualcosa che mi ricorda che in fondo esiste ancora l'essenza del concetto e che basta che qualcuno abbia la voglia di tirarla di nuovo fuori. Probabilmente sono stanco del "troppo", e in questa moto rivedo in qualche modo, pur se con le dovute proporzioni e alle dovute distanze, le vecchie Ducati ST e quello che mi sarebbe piaciuto fossero diventate. Moto turistiche senza strabordi, con un motore semplice, affidabile e economico nei consumi, e con una ciclistica classica ma comunque funzionale. Provate a pensare a quella Motus con un Desmo2 in mezzo al traliccio e ditemi se non vi viene da piangere a pensare che oggi l'acqua calda la scoprono gli americani...

sabato 13 agosto 2011

i don't want to grow up

video

L'Alazzurra mi ha abbandonato, un gioco assiale eccessivo sull'albero conduttrice della distribuzione e relativo trafilaggio d'olio dal paraolio dietro le pulegge conduttrici, oltre ovviamente al rumorino anomalo che mi ha indotto ad andare a controllare, mi consogliano caldamente di non usarla finche non avrò risolto il problema, e la coda di lavori si allunga.

venerdì 5 agosto 2011

LE MOTO NON HANNO UN'ANIMA (FORSE...)




Ormai è da un pezzo che mi frulla per la testa. Ho anche cercato di andarla a provare, purtroppo senza fortuna dato che nonostante ciò che dice il sito Kawasaki non c'è una sola GTR da testare in tutta la Toscana. Ma il tarlo rimane, soprattutto in considerazione del fatto che la Quattrostagioni ha recentemente avuto un problema alla coppia conica che temo non sia stato risolto. Hanno fatto gli splendidi, mi hanno passato la riparazione quasi completamente in garanzia nonostante fosse scaduta da qualche mese... ma alla fine se la forzo a mano la ruota ha tuttora un leggero gioco assiale che non mi piace per nulla. E a 35/40000 chilometri son cose che non fanno piacere, soprattutto su una moto di una Marca che ha costruito una fama sulla propria affidabilità.

E allora la GTR resta lì e mi fa pensare. Se davvero riparare quella coppia conica mi costasse oltre mille euro... chi me lo fa fare? Con meno di 5000 probabilmente mi potrei portare a casa un usato di un anno praticamente ancora in rodaggio. Ne parlavo ieri sera con il Walter, che non è il mio pisello come ha pensato la mia fidanzata piccola fan di Luciana Littizzetto, ma il cuoco del Tasso. E alla fine mi ha fatto riflettere lui... pensa come son messo.
Oltre alle ovvie considerazioni sul fatto che 5000 euro non son 5000 noccioline, lui ne ha fatta una di carattere affettivo che proprio per la Quattrostagioni non avevo considerato: "Poi sai... dipende. Io per esempio alle moto mi ci affeziono: devi decidere cosa ci vuoi fare".

E in effetti ho cominciato a pensare al fatto che questa moto in quarantamila chilometri, in poco più di due anni, mi ha portato veramente in un sacco di postI. Sarebbe da vigliacchi tirarle un calcio nel culo alla prima bèga. E' la mia prima VERA moto da turismo, o almeno la prima con cui ho cominciato a viaggiare in modo meno che occasionale. Mi ha portato sullo Stelvio per il suo primo viaggio, e poi in giro per le Alpenstrassen austriache, in Costiera Amalfitana, in Basilicata, in Abruzzo, e poi ancora in Provenza per tornare da Bolzano, in Croazia, Slovenia e di nuovo in Austria... e sicuramente mi scordo qualcosa. Ha visto con me il Grossglockner, ha respirato la lavanda della Provenza e sofferto il freddo dell'Izoard e il caldo torrido della Basilicata.


E l'anno prossimo vedremo insieme Capo Nord.

mercoledì 3 agosto 2011

QUATTROSTAGIONI


Piccole soddisfazioni...

King Of Terror


Scusate se parlo sempre di lei, ma ormai.
Avevo scritto che dovevo ancora revisionare la forcella dell'Alazzurra, non l'ho ancora fatto, però ho almeno sostituito l'olio, cioè ho sostituito quella po' di fanghiglia che c'era dentro con una congrua quantità di olio per forcelle nuovo, gradazione 20, inoltre dato che c'ero ho aumentato un po' a caso il precarico molla facendo dei distanziali di 30mm al posto di quelli da 11mm che c'erano dentro.
Il risultato di questa operazione, costata 9,50 euro e mezz'ora di lavoro è stato positivo oltre le più rosee aspettative.

Vorrei ricollegarmi a questo post, e descrivere la sensazione che ho avuto.
La prima cosa che ho pensato risalendo in moto dopo i primi metri è stata: Mapporcosilvio! non frena più, sarà andato un po' d'olio sui dischi, eppure li ho puliti...
Dopo qualche chilometro e diverse frenate il dilemma ormai era chiarito, niente olio sui dischi, la moto frena come prima, solo che sembra che freni la metà perche la forcella funziona, non va più a pacco, quindi potrebbe sostenere ben altre staccate (millantatori di pieghe su 1098 fatevi sotto).
Mi sono un po' stupito perchè proprio io mi sono fatto fregare, e sostenevo che la frenata della moto fosse più che sufficiente, non mi ero reso conto che era solo un'impressione dovuta al fatto che tanto più di così non avrei potuto rallentare nemmeno con i dischi in carbonio.
Ora non mi resta che mettermi in cerca di una bella coppia di pinze ad attacco radiale, monoblocco e con pistoni in titanio, adatte ai dischi in ghisa da 260mm dell'Alazzurra.