giovedì 28 luglio 2011

panTIG




L'uomo mascherato è Furio Federiconi (un supereroe di quelli veri), al lavoro con la sua saldatrice TIG su un telaio del nostro amico Alessandro.
L'idea era quella di montare un motore con i carter senza cuscinetti o bronzine per il forcellone (in questo caso un motore Paso preparato da Ezio Piceni), in un telaio Pantah usando il forcellone di un' Indiana.
Problema di non facile soluzione, ma che come vediamo ha trovato via d'uscita con una brillante idea di Alessandro e magistrale realizazione da parte di Furio.
In pratica ha aggiunto una piccola struttura laterale du supporto al perno, in stile 916, dove a differenza di come accade di solito il perno è solidale al telaio ed al motore, ed i cuscinetti sono stati installati nel forcellone.
Inoltre come si intravede dalle foto, il forcellone sta subendo una metamorfosi in cantilever tramite un traliccio in acciaio imbullonato.
Prossimamente le ulteriori evoluzioni.

martedì 26 luglio 2011

PRIMOGIRINGIRO2011


Purtroppo è finito presto come ogni bel gioco che dura poco, ma è stato un gran bel giro. Cinque giorni a zonzo per... per... per dove, porco boia?



Ma forse il bello di partire, almeno per me, è proprio il non avere una meta ben precisa e di trovarmi quindi a decidere giorno per giorno cosa fare. L'idea era quella di scoprire Croazia e Slovenia, e mi sono trovato una volta di più a cazzeggiare fra un passo dolomitico e l'altro. Volevo vedere l'Istria e ne ho avuto un assaggio anche culinario con i favolosi moscardini alla piastra mangiati a Pirano; volevo vedere l'isola di Krk e il ponte che la collega alla terraferma e ci sono arrivato: posto bello oltre la più rosea aspettativa... ma non sono riuscito a rimanerci. Nonostante il paesino carinissimo, nonostante il mare che insolitamente mi attirava, nonostante i piaceri della tavola... nonostante tutto.


Ho passato un secondo giorno sotto tono in giro per l'interno della Croazia che onestamente è uno dei posti più brutti che mi sia capitato di vedere, per arrivare ai tanto decantati laghi di Plitvice. Belli, carini, un'oasi naturale... tutto quello che volete, ma dovevo ripartire.




E allora su, con una fermata alle grotte di Postumia e al vicino castello di Predjama costruito per metà dentro a una montagna, e poi fino a Lubiana che quasi stavo per escludere dal tragitto all'ultimo momento dopo un infruttuoso cambio di percorso fatto in corsa pensando di accorciare la strada. Lubiana è uno spettacolo, meriterebbe più tempo delle due ore che le ho dedicato... ma proprio non sono riuscito a restare di più. Ho preferito arrivare al lago di Bled anche solo per un'occhiata e una foto all'isoletta con la chiesa; in fondo la mia destinazione si stava delineando ogni minuto di più. Alpi. Dolomiti. Montagne. Avevo voglia di quelle che ormai considero le "mie" montagne anche se non ho l'occasione di vederle che una volta all'anno.

Ed ecco che, inaspettata come sempre, si materializza la cosa che ti resta di più di una settimana di vacanza. Avevo sentito parlare della strada del Mangart come della strada alpina più alta della Slovenia: "capirai...", mi ero detto fra me e me. Fortuna invece ha voluto che mi trovassi quasi per caso a salire su per il passo del Predil dalla Slovenia per l'Italia e che vedessi il bivio: per come avevo progettato il giro, per andare sul Mangart avrei dovuto fare una divagazione apposita. E il Mangart rimane il simbolo di questa vacanza: oltre i duemila metri arriva questa strada che non porta assolutamente da nessuna parte ma gira in tondo e scende di nuovo... ma ti fa sentire sul tetto del mondo. Sali sulla collinetta che sovrasta la strada e ti trovi sbattuto qua e là da un vento esagerato; guardi oltre il ceppo che delimita il confine tra Italia e Slovenia e vedi l'Italia mille metri più sotto... giusto oltre lo strapiombo che ti si para davanti.

Se poi qualcuno si domandasse chi cazzo me lo fa fare di andare ogni anno a finire sulle Dolomiti... beh... si faccia un giro per la Val Sarentino da Bolzano verso il Passo Pennes e poi Vipiteno. :-)

mercoledì 20 luglio 2011

lunedì 18 luglio 2011

Un uccio c'è sempre stato...


... che culo!

Di solito non commento qui il motomondiale, ma siccome sabato e domenica non sono potuto andare ad Adria a vedere le gare per moto che mi piacciono di più, ecco qui.
Guardare le corse di moto mi piace, mi è sempre piaciuto e probabilmente continuerà a piacermi, ma l'attuale motomondiale mette a dura prova questo piacere.
Da quando? Forse da quando è diventato normale essere imbecilli.
Se io mi ficcassi un dito in un orecchio per poi leccarlo, e ripetessi la stessa operazione svariate volte probabilmente verrei schifato da tutti i presenti e marchiato a fuoco con chissà quale aggettivo, se invece lo fa un vip è figo.
Sempre io, se quando mi metto la mia tutina in pelle seminuova, prima di salire in moto, venissi accarezzato dolcemente sulla schiena dal mio amico fidato, probabilmente... lasciamo perdere.
Valentino Rossi non va. E' un fatto, inutile girarci intorno. Meda Reggiani e co. datevi pace, non che sia una colpa sia chiaro, ormai ha vinto tutto il vincibile, e si sa che prima o poi il momento del declino arriva per tutti, casomai è una colpa percepire un tale stipendio per fornire tale prestazione, ma questa è un'altra storia e ci torno dopo.
Se Hayden fa il 7°, vista la differenza di stipendio, Rossi dovrebbe fare almeno il 4° (anche con un PX truccato) non il 9°, e con quella moto, o qualcosa di simile, hanno vinto delle gare almeno in 4, ed un australiano bruttino c'ha vinto un mondiale.

Si danno da fare per cercare di contenere i costi, di livellare le prestazioni, di riempire la griglia, e per farlo hanno inventato delle improbabili ed improponibili categorie con motori derivati dalla serie, ciclistiche varie, limiti di capienza carburante, monogomme ecc.
Poi vien fuori la Honda che siccome è in difficoltà economiche dice che dall'anno prossimo dimezza le moto ufficiali. Scusate ma non volevano aumentare lo spettacolo? Non hanno pensato che forse era meglio raddoppiare le moto ufficiali ma fare delle moto che costino la metà? Non hanno pensato che potrebbero ridurre drasticamente gli stipendi elargiti un po' a tutti, per primi i piloti? O per esempio, invece di propinarci il fantasmagorico camion ospitality della Pramac a ridotto impatto ambientale, con pannelli sul tetto, pale eoliche ovunque, peso ridotto facendolo tutto in alluminio riciclato, sedie in cartone ecc. Non potevano pensare di limitare il numero e le dimensioni dei camion officina e delle ospitality? Anche perche francamente, vedere tanto spreco di questi tempi è ridicolo, tanto più se poi senti dire alla stessa gente che non ha i soldi per cambiare le pasticche dei freni alla moto di Stoner.
A livello regolamenti, invece di tentare di regolamentare tutto, addirittura le misure vitali dei motori in moto che sono dei prototipi (assurdo !), non hanno pensato che invece potevano liberalizare tutto, lo sostengo da anni, e limitare, invece che il numero dei motori in una stagione, il numero delle gomme, non la marca, le dimensioni o il colore, ma proprio il numero. Se devi far durare le gomme per 3 gare dovrai per forza andare più piano, e allora diventerà anche inutile spendere tanti soldi per fare motori più potenti, potrai farlo comunque come vuoi, ma se poi ti straccia le gomme in 3 giri magari capisci che non serve farlo da 2000 cavalli.
Il motomondiale fin dagli esordi fu un pullulare di soluzioni varie per motori e ciclistiche, i tecnici si sbizzarrivano con frazionamentti, architetture e soluzioni fra le più varie, sia per i motori che per le ciclistiche, poi andavano a correre con furgoncini con appena una scritta della marca sui lati e lavoravano nei parchi piloti che spesso erano prati. Oggi ci sono le comodità dei box, le roulotte ed i camion, ma che senso ha arredare i box come se dovesse viverci una famiglia (ricca) per tutta la vita? E le moto, che sono l'oggetto centrale della manifestazione motoristica di più alto livello al mondo, sono tutte stupidamente uguali, come se i progettisti avessero perso l'ingegno.
Veniamo allo stipendio piloti. Si fa tanto parlare dello spettacolo che manca. Facile. Pagateli un tot a sorpasso, e magari un'altro tot a piazzamento o a punto, e poi ovviamente scalategli dalla busta paga i danni che fanno, come faceva il team manager di Colin McRae nei rally, se non altro per un po' di rispetto per la gente che quella roba la costruisce.
Veniamo alla sicurezza. Si è tanto inutilmente parlato di Simoncelli e di quanto sia stato maleducato, e addirittura cattivo, Pedrosa a non stringergli la mano per averlo mandato all'ospedale (mannaggia questi spagnoli). Ma perche è possibile vietare di correre nei circuiti pericolosi e non è possibile vietare un pilota pericoloso? A Simoncelli sarebbe stato giusto strappare la licenza. Altrimenti vuol dire che sarebbe doveroso per il mondiale tornare a correre sul vecchio Nurburgring e all' Isola di Man.
Ho esagerato? Di sicuro, ma come ho scritto all'inizio, è diventato normale essere imbecilli.
Prometto che non lo faccio più.

venerdì 15 luglio 2011

Slovenientreffen



E finalmente ci siamo: domenica mattina si parte e questa volta si parte davvero. Fino a un paio di giorni fa ero bello carico e proprio non vedevo l'ora di mettere il culo sulla sella e levarmi dai coglioni per qualche giorno. Via dal lavoro, via dai pensieri, via da tutto per cinque giorni di assoluto distacco dalla realtà. Avevo l'occhio iniettato di sangue...

Poi ieri ho visto le previsioni del tempo e m'è preso un po'di sconforto, rientrato parzialmente oggi vedendo cose meno infauste su altri siti: in ogni caso ho pensato che sarà quello che sarà e chissenefrega. Mi sono messo a preparare i bagagli e ho notato che con due puttanate avevo già finito: cinque magliette, cinque paia di calze e mutande, un paio di jeans, un paio di scarpe e un maglione. C'è qualcosa che non va, ho pensato: di solito ultimamente quando parto da casa per più di mezza giornata avrei bisogno del carrello attaccato alla moto come quelli che si vedono dietro alle GoldWing. Ah, sì... piccolo particolare: parto da solo e la Giulia resta a casa.

E mi sta pigliando un po'male. Parto ma parto malinconico e non è un bel segno, soprattutto perché in realtà una vacanza in moto insieme noi non l'abbiamo ancora mai fatta, quindi non so nemmeno di preciso cosa mi manca. Ma mi sa che non è questione di moto macchina motoscafo o monopattino... :-)

Se ne riparla fra 3000 chilometri.

domenica 10 luglio 2011

Guareschi Moto ( Guzzi )



570 km in un giretto di un giorno in sella alla SP3 non li avevo mai fatti. La giornata è stata caldissima (8 luglio 2011) e la tuta di pella non facilita lo scambio di calore con l'esterno, la moto è di quelle che definire faticose è riduttivo, nonostante ciò è stata una bella giornata.
L'occasione è stato un ritrovo con relativo pranzo organizato da Claudio e Gianfranco Guareschi di Guareschi moto a Parma, l'invito mi è arrivato da Gianfry di Gianfry's Factory, il quale a sua volta è stato invitato da Gianfranco di Toscaninmoto.

Io e Gianfry ci siamo incontrati alle 6, partenza via autostrada fino a Barberino, dopodichè ci siamo arrampicati su Futa e Raticosa per incontrarci con gli altri 4 compagni di viaggio della giornata, è stato piacevole percorrere i due famosi passi di mattina presto, tanto presto che i rispettivi bar erano ancora chiusi, la strada era quasi deserta e la temperatura piacevolmente fresca.
Da li strada statale fino a Bologna, per poi riprendere l'autostrada fino a Parma.
Avevo ovviamente sentito parlare della concessionaria Guzzi della famiglia Guareschi, divenuta famosa per le vittorie di Gianfranco del campionato italiano Supertwins nel 2006 e della BOTT a Daytona nel 2006 e 2007 con la MGS01, ma quello che ho trovato non me lo aspettavo.
Quando siamo arrivati Gianfranco Guareschi stava facendi un rabbocco di olio dei freni alla moto di un cliente, spiegandogli che l'olio era sceso non perchè si fosse consumato, ma perche aveva le pasticche finite, quindi da cambiare al più presto, quindi un meccanico! Un pilota meccanico come ormai è quasi impossibile trovarne se non a livello amatoriale. Gianfranco oltre a correre con i risultati che sappiamo, lavora in officina con il padre Claudio, motociclista praticante, meccanico e preparatore e ovviamente grande conoscitore della storia della Guzzi e della storia motociclistica mondiale in genere. Siamo stati a lungo ad ascoltarlo incantati, mentre ci raccontava della MGS-01 "big bore" e di come non sia assolutamente una big bore qualsiasi, di quanto lavorano ed investono per sviluppare i kit di trasformazione per le V7 da trofeo, della sua personale passione per le moto ed il mototurismo ecc.
Non sono un guzzista, non credo che lo sarò mai, ma credo che se un giorno mi capitasse di voler andare a comprare una Guzzi o di aver bisogno di consigli o ricambi o di qualsiasi cosa per una Guzzi, ora so a chi rivolgermi.