mercoledì 15 giugno 2011

VITA DA CANI


Io non ci volevo credere, ma poi mi sono messo a curiosare sul loro sito http://www.inviaggioconlola.com e ho scoperto un mondo. Il mondo di Lola e dei suoi padroni che pur di non lasciarla a casa si sono inventati il modo di farla diventare mototurista...

Tra l'altro il sito è molto ben fatto e contiene ottimi spunti per chi volesse idee su luoghi belli da vedere e da raggiungere. I miei complimenti!

lunedì 13 giugno 2011

ANSTOPPABOL PIPOL!


Fra problema al cardano e dente del giudizio dolente (che alla fine mi ha consigliato di non partire stamani, altrimenti sarei già oltre il confine sloveno...) era più o meno un mese che non uscivo con la Quattrostagioni. Stamattina, complici il tempo incerto e le gomme della Quattrostagioni ormai alla frutta, volevo prendere la SL, ma mi sono convinto che dopo la riparazione fortunosamente rientrata quasi completamente in garanzia anche dopo i 2 anni... c'era almeno bisogno di un breve collaudo. Mio e del mezzo...

L'idea era di andare a far visita a Cigolla, ma per la statale ci avrei messo 10 minuti. Quindi giretto per il Valico del Morellino fino a Radda in Chianti... e non m'era mai piaciuta tanto questa strada dimenticata da Dio e dagli uomini stolti. Arrivato a Radda vedo con la coda dell'occhio quattro moto con targa strana ferme al distributore: proseguo e solo dopo un po'faccio il collegamento mentale. Cazzo, i russi della settimana scorsa sull'Appennino!

Ormai proseguo... ma le nostre strade si incrociano di nuovo a Cavriglia e non posso fare a meno di fermarli e far loro i miei complimenti: oltre 5000 chilometri dalla partenza da Mosca, passando per San Pietroburgo e poi giù per tutta la penisola scandinava e la Germania... il tutto con mezzi non proprio nati per il mototurismo.


La morale è che alla fine non esiste la moto ANSTOPPABOL. Anstoppabol casomai in molti casi è chi alla moto ci sta sopra. Grandi!

mercoledì 8 giugno 2011

La confraternita del chianti



Quella con il bauletto è la mia nuova moto, quella con le valigie è la moto di un mio amico.
E' del tutto casuale che proprio con lui abbia fatto il primo giretto con la nuova Alazzurra abbastanza funzionante, sembrerebbe poco casuale vista la somiglianza estetica ed anagrafica delle due moto, ma è stato solo per un paio di telefonate casualmente al momento giusto che ci siamo trovati.
L'Alazzurra 650 GT protagonista del post è una moto che è stata nel mio garage, ferma e coperta di polvere, per circa 7/8 anni, poi dopo aver venduto la BMW ho deciso di tentare di usarla, e dopo un po' di lavori necessari per rimetterla in forma, eccola qua.
Alla luce dei fatti, e soprattutto delle impressioni di guida, avrei dovuto dire: Un giorno ho capito che non aveva senso tenere una BMW avendo un'Alazzurra in garage.
Al di la delle considerazioni estetiche che la vedono oggettivamente primeggiare al confronto con quasi qualsiasi altra moto (io l'ho abbellita ulteriormente con un pregevole bauletto Givi seminuovo), si tratta di un bel pezzo di ferro da usare. La guida è piacevolissima e facile, direi che non fa rimpiangere gran che moto piu moderne, l'unico aspetto che denuncia l'età è la sospensione posteriore, che su strada risulta troppo brusca e rigida specie nell'uso in due, sulla forcella ancora non mi pronuncio perche devo revisionarla, comunque, è una forcella.
Il motore fa il suo lavoro, è abbastanza tranquillo perche fa parte dell'ultima serie di Alazzurra GT, che avevano la frizione a secco ma anche alberi a camme più tranquilli delle precedenti (motore grigio), con una fasatura simile a quella delle successive 750 Sport, Paso, Supersport, Elefant ecc. Questo insieme alle marmitte originali decisamente tappate fa si che non sia un missile (ma va abbastanza per tenere dietro un K75). Ovviamente mi sono venuti subito pruriti elaborativi, ma almeno per il momento sarà il caso che la usi così, anche perchè attualmente è la mia unica moto biposto funzionante e visto che ho speso ben 36 euro per assicurarla per un anno, sarebbe un peccato sprecarli.

domenica 5 giugno 2011

ANSTOPPABOL?

Stavamo Preparando un viaggio in moto. Il primo VERO viaggio insieme: cinque giorni in giro per l'Austria tra Salisburgo e Vienna, quando la proverbiale affidabilità teutonica si è rivelata essere fuffa a pochi giorni dalla partenza sotto forma di una coppia conica probabilmente partita a 35000 chilometri. Aldilà della spesa non indifferente che la Quattrostagioni richiederà fra pochi giorni, le uniche due alternative erano restare a casa o partire in macchina: abbiamo scelto la seconda, con me un po'sconsolato e la Giulia sotto sotto rinfrancata. Sarà per la prossima volta.

Questa premessa per introdurre ciò che poi ieri pomeriggio al ritorno abbiamo visto nei pressi di Venezia: GS Adventure trivaligiata e bella carica con targa inequivocabilmente russa! Il mio pensiero è stato immediato: "ANSTOPPABOL!!!!", tanto che appena visti i due ho ritenuto doveroso affiancarli per testimoniare loro la mia stima con almeno un gesto della mano dal finestrino, gentilmente da loro ricambiato con un saluto. La mia fiducia nell'affidabilità teteska era immediatamente risalita a livelli esagerati: solo con un mezzo del genere si possono fare certe trasferte... tanto che quasi mi è venuta la voglia almeno di provare un GS. Cose grosse, insomma.


Facciamo circa altri 200 chilometri e imbocchiamo l'Appennino in direzione Firenze. Ci si para davanti una fila di quattro moto con targhe bianche che ci ricordano qualcosa. Riconosco una CBR600F/Sport, una Kawasaki Versys, una vecchia Yamaha Diversion e un agghiacciante castommone nipponico (forse Kawasaki?) con trasmissione a cardano funzionante, che belli belli salivano su a passo di parata con le loro brave targhe RUS.



A quel punto mi è tornato lo sconforto, ben abbinato alla enorme stima anche nei confronti dei quattro appena incontrati.
Quale è la moto per viaggiare, cazzo? Alla fine probabilmente ha ragione il vecchio Matteo che con la teoria del "quel che non c'è non si rompe" cerca una vecchia Africa Twin con cui poter andare in culo al mondo certo di non rimanere in panne per colpa di inutili sofisticazioni? O forse quel che è successo alla Quattrostagioni è da ritenersi uno spiacevole episodio che non mi deve far perdere la fiducia nel moderno? O forse ancora la cosa migliore è gettarsi sul genere nippon e cedere alla presunta infallibile affidabilità di tutto quel che è prodotto in Giappone?

Io non lo so, ma lunedi prossimo (mal di denti permettendo!) è programmata la partenza per la Slovenia e mi sta frullando un'idea malsana per la testa. Scomoda, vecchia, rossa e bicilindrica...