martedì 24 maggio 2011

...in fondo sto parlando della MIA moto





Come scrive Enrico, il tempo passa...e gli anni pure.
E quando si ha sempre avuto la passione per un genere di moto, la
vecchiaia diventa un ostacolo di difficile gestione.
E la cosa si acuisce ancora di più quando si è affezionati a una moto.
A quella che Enrico definì, centrando in pieno l'obiettivo: Quella è
la TUA moto....
Per cui, mi sono trovato di fronte a un dilemma, le cui soluzioni
erano fondamentalmente 3:
- o la vendo
- o la lascio ferma in garage
- o la uso quel poco, con dolori e affaticamenti vari.
Ho optato per la soluzione 4.
Avevo visto una volta in giro una moto sportiva, una Yamaha mi pare,
con il manubrio alto; al momento inorridii, cercando di capire come si
fa a fare certi lavori.
Poi, dal mio meccanico, vidi una SS900 con quel kit, prodotto da
un'azienda tedesca; mi misi a sedere sopra e capii quale poteva essere
l'opzione 4.
Ci ho messo un pò a convincermi che poteva essere una strada
percorribile; dentro di me mi dicevo che la stavo snaturando, che era
una moto sportiva, che non era nata per quel tipo di manubrio.
Ma non potevo separarmi da lei...e la soddisfazione che provavo
guidandola era ancora intatta e pura.
Quindi mi sono procurato il kit e ho deciso di modificarla....cavolo,
gli anni passano anche per lei ed è giusto che venga adeguata alle
problematiche del suo padrone.
Per farla breve, ho montato il kit manubrio, ho realizzato 2 piastre
per abbassare un pò le pedane, ho montato il cupolino più
protettivo....e il risultato è quello che si vede nelle foto.
Certo, ha perso il suo fascino sportivo e pistaiolo...ma non del tutto...
Nel guardarlo ha qualcosa di...come dire...recondito, che parla ancora
del suo DNA, del suo carattere....
Dal punto di vista ergonomico, ora è tutta un'altra cosa...il busto
più eretto e leggermente caricato in avanti dà sicuramente meno
sofferenza nei tragitti; inoltre, la guida è decisamente meno fisica,
il che aiuta le mie acciaccate membra.
Ho abbassato un pò troppo il retrotreno e dovrò fare marcia indietro
in tal senso, giusto per caricare un pò di più l'avantreno, che
risulta alleggerito dalla posizione di guida.
Inoltre, esteticamente non mi pare una grossa bruttura....secondo me
c'è ben di peggio in giro...
Ma io non faccio testo...in fondo sto parlando della MIA moto.
Fabio

venerdì 20 maggio 2011

900 Superlight


La moto qui sopra è rimasta nel mio garage per qualche mese, diciamo tutto l'inverno scorso.
Il lavoro preventivato era quello di montare i pistoni nuovi ad alta compressione, sostituire i prigionieri e poco più, ma come spesso accade in questi casi, almeno a chi fa questi lavoretti solo per passione, mi sono lasciato prendere la mano e ha vinto la voglia di buttare fuori dal garage una moto che fosse stata personalizata e diciamo affinata al meglio delle possibilità, mie come meccanico e di Enrico come spenditore di euro. Siccome le sopracitate possibilità sono entrambe limitate, il risultato è quello che ora vi racconto.

Ovviamente la prima mossa è stata quella di smontare i gruppi termici e dare un'occhiata alle condizioni generali. Non abbiamo toccato il basamento per non incorrere in spese e lavoro eccessivi, visto che il peso dei nuovi pistoni era adatto a non ribilanciare l'albero, almeno nel caso di un motore che farà si e no 3000km all'anno e tutti su strada. C'erano ancora i prigionieri vecchio tipo (quelli non bruniti), quindi via i vecchi e su 8 bei prigionieri nuovi, e si fa presto a dirlo...
Come si vede nella foto non ho voluto sbriciolare la moto per cercare di fare tutto più velocemente possibile ma questo limita l'accessibilità sul motore.
Per le teste avevo intenzione solo di smontarle, controllare tutto raccordare i condotti in modo da togliere scalini ed eccessive rigosità, ma anche qui controllando è venuto fuori che le guide delle valvole di scarico avevano gioco decisamente oltre la tolleranza e quelle dell'aspirazione erano al limite, quindi teste in forno e via le guide, a quel punto è migliorata di parecchio la possibilità di entrare nei condotti con il fresino, di conseguenza mi sono voluto divertire a fare un lavoretto un po' migliore di quanto evevo fatto fino ad oggi su altri motori, non ho lavorato molto per allargare i condotti ma piuttosto per renderne regolare e pulita la forma. Fatto questo ho rimontato le guide, fatto rettificare le sedi e rimontato tutto includendo una coppia alberi a camme più spinti che ho fatto comprare apposta. A questo punto ho rimontato cilindri e teste e il lavoro sul motore era concluso.






La curiosità di vedere come sarebbe stata una SL senza il vecchio cantilever ma con il resto dell'estetica originale era tanta, e siccome anche il proprietario mi aveva fatto capire che avrebbe gradito...
In questo caso ho voluto tentare l'installazione del "mio Kit" full floater senza sostituire i collettori di scarico, e soprattutto in versione definitiva, cioè facendo le parti che compongono il supporto per il leveraggio in ergal, con forma e dimensioni come avevo disegnato 4 anni fa, visto che sulla mia ho sempre lasciato quella che era la soluzione provvisoria, fatta con materiali di recupero e con geometrie non proprio ottime (che comunque ha retto egregiamente).
Quindi ho dovuto per prima cosa ordinare il materiale, tagliarlo e mettermi a lavorarlo alla fresa, l'ideale sarebbe stato far fare tutto da qualcuno ad una macchina CNC, ma sarebbero aumentati sia i costi che i tempi, quindi, tanta pazienza, e ore di lavoro.
L'altro lavoro necessario è stata la modifica del forcellone. Sulle SS lo scarico che scende dal cilindro posteriore passa più vicino al motore, quindi per montare un forcellone Monster con collettore Supersport bisogna tagliare un traversino, chiudere il tubo e riportare dei rinforzi che ho messo piu per scrupolo che per necessità, visto che l'attacco del mono sul forcellone è una fusione fatta in un solo pezzo con la grossa parte centrale di unione, quindi potrebbe stare benissimo a sbalzo (come avviene tra l'altro in alcuni forcelloni aftermarket per 888).






Una volta rimontato il tutto mi è toccato fare un po' di lavoro extra per trovare una messa a punto decente (ancora non perfetta a quanto mi dice Enrico), ed altro lavoro sarebbe necessario per revisionare la forcella e mettere a punto le sospensioni, ma tutto sommato il risultato è già passabile. Ora bisognerebbe che Enrico mettesse in garage anche una bella SP4 da parcheggiarle accanto.

martedì 17 maggio 2011

Marriòrdo

Fellini era di Rimini e romagnolamente diceva Amarcord. Io non sono Fellini e chiaramente nemmeno mi ci avvicino, ma ho ritrovato delle vecchie foto della compianta SS3 e m'è venuto da dire "M'arriòrdo!", che poi per i non valdarnesi sarebbe come dire "Mi ricordo".

Sì, perché sono un po'le foto degli albori, dei primi viaggi che ho fatto e che mi ricordo con tanto piacere. Come alla fine mi ricordo con piacere la SS3 (SS3 perché è stata la terza di tre SS uguali, di cui le prime due prematuramente distrutte in due incidenti), nonostante tutti gli ammattimenti causati da quella irrisolvibile vibrazione in frenata che tante notti di sonno ha tolto a me e soprattutto a Sauro.
Però la SS3 mi ha portato in tanti posti, nei 60000 chilometri che ha passato sotto al mio culo secco. E mi piace pubblicare queste foto che testimoniano anche i vari cambiamenti che ha subito la moto negli anni, e io con lei. Perché se nel 2003 insieme a Cigolla partii per l'Elba con la tenda e i bagagli nei sacchi della spazzatura fissati sulla sella con il ragno (prima foto), già nel 2004 la seconda foto fa vedere come mi ero organizzato con il comodissimo borsone da sella Biker Factory per il giro al Nurburgring che mestamente mi portò invece prima ad Avignone e poi in Costa Azzurra. E fu un viaggio imprevedibile ma spettacolare: il primo in solitaria, se mi ricordo bene. Le ultime due foto poi sono dello Stelvio 2004, e vado ancora orgogliante del casco con finitura simil-cementite che tanto divertì Alfredo e tutti i compagni di viaggio di quella volta.

In definitiva... la SS fu una moto che in effetti qualche problema lo dette, ma chi dice che i ricordi sono positivi o negativi in senso assoluto e obiettivo? Io mi ricordo le varie moto che ho avuto anche e soprattutto in relazione alle esperienze vissute con ognuna, e la SS3 è stata la mia prima moto "da turismo". Deve essere per questo che me la ricordo veramente con tanto piacere, nonostante tutto.





E poi... non lo direi volentieri a Sauro... ma in fondo anche Bruttistrada me lo ricordo volentieri. :-)

martedì 10 maggio 2011

Britten Aero 1000


Questa mi risulta essere la prima moto fatta quasi interamente da Britten dopo la prima motorizzata Ducati 900 di cui la Aero 1000 riprendeva la parte estetica.
Risale al 1987, il motore era un bicilindrico Denco, un piccolo costruttore di moto e sidecar da short track neozelandese, che venne rielaborato pesantemente per essere adattato alle gare su asfalto. Venne stravolto addirittura nelle misure di alesaggio e corsa ed arrivò ad erogare circa 120 CV.
Come si vede dalle foto il motore aveva la lubrificazione a carter secco, le teste avevano l'alimentazione tramite carburatori Amal sul lato posteriore in stile Ducati e HRD.
La ciclistica, nonostante adottasse ancora una forcella tradizionale era molto particolare, il telaio era una monoscocca in fibre composite con motore parte stressata ,forcellone fulcrato sul basamento e ammortizzatore messo sotto al motore e azionato da tiranti e leveraggi.
L'evoluzione di questa moto fu la famosa V1000 con cui Britten stupì il mondo.























Foto dalla rete.