giovedì 13 gennaio 2011

Quando si dice "farsi un po'prendere la mano"...

La sera del 2 gennaio, domenica, eravamo a cena a casa mia. Io e Giulia, Sauro e Luna, Gianfranco; cena senza tanti fasti, giusto per passare una serata insieme a far quattro chiacchiere. Di solito, di queste quattro chiacchiere almeno tre vanno spese in motociclette, con buona pace di consorti&fidanzate, ma in quella occasione non è che la moto sia stata l'argomento principe della serata: solo verso fine cena, sul tardi, cascammo a parlare della mia Mito.

Ve la ricordate? Presa ormai da quasi un anno, per tutto questo tempo è rimasta quasi non cagata in un angolo del mio garage: mi sono prodigato mesi fa di ricomprare alcune parti fondamentali per la sua rimessa in funzione, ma arrivato al momento di riavviare il motore ho desistito praticamente al primo fallimento. Smonta e rimonta quel cazzo di carburatore (ehm... non proprio personalmente...), quel motore non voleva saperne di ripartire. Tanto che l'ultima volta che avevo portato il suddetto carburatore a Sauro e Gianfri per controllare che tutto fosse in ordine... lo riportai a casa e nemmeno lo rimontai sul motore. E dentro a quella busta di nylon è rimasto fino alla sera del 2 gennaio.

"Ragazzi... qualcuno si muova a compassione e mi dia una mano a rimettere in moto quel motore..." fu il mio appello.
E Gianfranco, alle undici e mezza passate, non fece una piega (come quando va in moto, insomma): "Dai... che ci vorrà a far ripartire una Mito? Fammi dare un'occhiata". E io: "Ma no... è una bega... non parte... ciò provato cento volte. E poi hai visto che ora è?". Ma lui irremovibile pretese di scendere le scale fino in garage. Dieci minuti per rimontare il carburatore, due pigiate di bottone di avviamento e........ BRIIM BRIIIM! Oh... ci son rimasto di merda. Quasi quasi non ero nemmeno contento... :-)

Fatto sta che tre sere dopo Gianfri è tornato "per capire in che condizioni è il motore". Ma poi come prevedevo s'è fatto prendere la mano e il risultato in poco più di un'ora è stato quello che si vede nella foto qui sotto. Ora la mia Mito giace in garage senza motore, motore che la mattina della Befana era già sbriciolato sul tavolo di Gianfri. C'è una testa da ricomprare dato che quella montata ha sofferto di una probabile sbiellata, ma il resto del motore pare essere in ottime condizioni. Il giorno dopo ci siamo risentiti mentre lui era al lavoro, e sentivo un fresino frullare: ho ingenuamente pensato che stesse lavorando, e invece sotto il fresino c'era il mio cilindro.

Negli ultimi sei giorni Gianfri ha girato come un cane da penna su subito.it e su ebay, si è iscritto al mitoforum e tempo un'altra settimana mi sa che si porta a casa una Mito anche lui. Nel frattempo si sta documentando dovunque per capire quanto possibile su marmitte, cilindri, teste e carburatori, in modo da allestire un motore il più possibile "performante". Che cazzo vuoi performare poi con trenta cavalli se va bene non si sa... però basta divertirsi!

Quarant'anni e non sentirli!

Grazie Gianfri!

mercoledì 5 gennaio 2011

Gelände / Straße















Una moto che di solito uno vede sulle pagine di un giornale, o su qualche blog, o esposta a qualche fiera (probabilmente c'è anche già stata). Trovarla parcheggiata fra scooter qualsiasi in una strada di città è stata una piacevole sorpresa.
Credo sia una GS1000 di non so quale anno, rimaneggiata profondamente con una qualità ed una competenza fuori dal comune.
Il motore mostra varie modifiche, oltre allo scarico, e ai Dellorto da 38 si nota una coppa olio maggiorata con probabili modifiche al circuito di lubrificazione, bellissimo il tappo di immissione olio aggiunto sul coperchio delle punterie destro. Sospensioni WP davanti e dietro con davanti una bella rovesciata con appositi adattatori per montare le pinze brembo originali. Telaietto posteriore artigianale in acciaio inox, parafanghi, manubrio, sella ecc. Il tutto fatto ed assemblato con una cura dei particolari davvero notevole.