lunedì 28 febbraio 2011

Occasioni perdute


Ogni giorno si impara qualcosa di nuovo. Io mercoledi scorso al Museo Piaggio ho scoperto l'esistenza di questa cosa meravigliosa, purtroppo accantonata fuori dallo spazio espositivo per non so quale ragione. Buttata in quel cantuccio, accanto a uno scUter, metteva una certa tristezza. Girovagando poi per la rete ho trovato poche informazioni e alcune altre foto di questa che avrebbe dovuto teoricamente chiamarsi Bimota GB1, dato che si tratta per quello che so della prima e purtroppo unica moto mai concepita da Bimota con un motore di produzione Gilera. Telaio e forcellone a traliccio in tubi d'acciaio, forcella tradizionale probabilmente di produzione Paioli, impianto frenante Brembo racing... e lo spettacolare monocilindrico della RC750 Rally dei primi anni '90. Tra l'altro quella che ho visto io ha la scritta Gilera sulla carena, a differenza di quelle delle poche foto che si vedono girando per la rete che portano uno strano marchio "nuova italmoto" del quale non ho trovato notizie.






Ecco come si presenta la moto nuda, in tutto il suo splendore, da una immagine trovata online:


Moto come questa alimentano ulteriormente il sentimento di amarezza per la triste fine che il Gruppo Piaggio ha decretato per il glorioso Marchio Gilera, ormai destinato a comparire unicamente su mezzi che sarebbero sicuramente più degni del nome Aprilia. Peccato...



12 commenti:

  1. E tu non hai visto le ragnatele... :-(

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  2. L'ultima frase si poteva benissimo evitare di scriverla...

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  3. In ogni modo qui ogni parere è ben accetto, e anzi mi farebbe piacere conoscere più approfonditamente il tuo!

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  4. Aprilia sconta un po l'età relativamente più giovane rispetto alle altre case italiane, ma questo non credo sia una mancanza di rispetto, solo un blasone ancora un gradino più sotto certi marchi storici e radicati. Questi ultimi meriterebbero di esistere non soltanto nei musei o sulla carta stampata, ma la crisi non aiuta a farli risorgere, tutt'altro (vedi Morini). Vorrei tanto vedere nuove e sportivissime Laverda, Gilera,Guzzi e Morini. So che si tratta più di un sogno che non di qualcosa di fattibile, ma sognare costa poco e in ogni caso è triste vedere che oltre al presente si trascura anche il passato e la memoria va a farsi benedire.
    Auguriamoci che cambi e non in peggio.

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  5. Sono daccordo, però credo che all'Aprilia oltre ad un po' di anni di storia, sia sempre mancata (almeno fino ad oggi) una indipendenza tecnica che invece Guzzi ha da sempre e Gilera Laverda Morini e Benelli hanno sempre avuto in abbondanza abbondanza. E questo per precise scelte strategiche che volevano privilegiare il rapporto fra investimenti e ritorno. Come sappiamo la storia di Aprilia non è andata poi tanto meglio rispetto alle concorrenti "spendaccione".

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  6. Cosa intendi per "indipendenza tecnica"?

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  7. Intendo dire che almeno nella "fase Beggio", le Aprilia erano moto fatte con motori presi già pronti da altri fornitori (Rotax, Suzuki) o comunque commissionati fuori come il 1000 dell'RSV. Questo comporta oltre all'ovvio risparmio economico, una certa mancanza di identità in mezzi come le moto dove il motore rappresenta ben oltre il 50% della sostanza.

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  8. Miopie...Ricorderete un monocilindrico evoluto che muoveva la nuova Saturno, le Nordwest (le motard prima che inventassero le motard), le RC600 (che, praticamente di serie, si piazzavano strabene nei raid africani), la XRT (che aveva il "becco" all'anteriore oggi tanto di moda) e persino qualche tassellato e pepato 2T (250 Rally) oltre alle cattivissime 125. Non 1 secolo fa. Oggi con quel marchio il gruppo Piaggio produce il tre ruote Fuoco...Vista così rivaluto anche l'ultimissima festione Ducati. Che pianto...saluti g.

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  9. ops...Intendevo "gestione" Ducati.

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