sabato 17 dicembre 2011

Ma che colori e colori !!!

Oggi anche un daltonico si sarebbe accorto che il cielo era azzurro in una giornata resa bellissima dal sole, la prima bella giornata concomitante con il sabato, finalmente un po' di fresco, ed io ho deciso di fare un giretto in moto invece di stare a trastullarmi in garage. A dire il vero di giretti ne ho fatti due, uno la mattina con il 900, che a piccoli passi va sempre meglio di carburazione, e mi rendo conto che va veramente forte e bene, a dispetto della fama che i Dellorto si portano dietro da sempre. Nel pomeriggio invece ho preso l' 851 e ho fatto un centinaio di chilometri in Chianti. Negli ultimi chilometri di questo giro mi è venuto da pensare alla pista, non a una in particolare ma all'andare in pista con la moto intesa come attività. E' sicuramente più sicuro, più divertente per guidare forte, regala emozioni che su strada sono impossibili, ma le piste hanno il difetto che non portano da nessuna parte, e di solito non hanno bivi dove fermarsi per decidere da che parte andare.
Quindi per me poter usare la moto su strada come ho fatto oggi, ha ancora il suo maledetto fascino, che rimane immutato se le foglie secche e le chiazze di bagnato impongono un'andatura da passeggio, o se i carabinieri preferiscono fermare me a l'omino su Panda che procede a zig zag per tenere la doppietta carica in mano pronta a fulminare qualunque cosa gli sembri un volatile, meno male sono più grosso di un fagiano.

lunedì 5 dicembre 2011

"L'Histoire de Ducati" Tome 2

E' appena uscito il volume 2 del "L'Histoire de Ducati" di Marc Poels, la seconda puntata dell'appassionato racconto che il nostro amico belga ha dedicato alla storia della Ducati. Il libro è acquistabile qui. Chi fosse interessato e volesse risparmiare dividendo le spese di spedizione può contattarmi via e-mail.
Nella foto Philippe Weber con una piccola parte della sua collezione.

martedì 22 novembre 2011

L' eredità





Sono uno di quelli (mi piace pensare di non essere l'unico) che crede che le moto da 40 anni ad oggi siano rimaste sostanzialmente uguali. In una ipotetica discussione da bar, qualcuno potrebbe rispondermi " perchè 40 anni fa c'erano motori da 200 cavalli? ".
Ovviamente 40 anni fa i motori andavano più piano, i telai erano peggiori, gli ammortizatori anche, i freni non ne parliamo. Ma le moto funzionano ancora allo stesso modo, e soprattutto, un motore da 200 cavalli non è poi una grande miglioria per quanto riguarda le dinamiche di guida, la sicurezza attiva e la qualità della "vita da motoclisti".
Ovviamente so di esagerare, ma fino ad un certo punto.
Qualche sera fa un' amico mi ha messo in mano una copia di motosprint con  le foto della nuova Ducati di Valentino, quella famosa per il telaio in alluminio "completo". La prima cosa che mi è saltata all'occhio è stata l'attacco superiore dell'ammortizatore, che è tornato sul telaio invece che sul forcellone come era ormai da anni, fatto per primi dalla Honda era poi diventato uno schema diffuso anche su moto stradali quali CBR1000 e D16RR. Guardando bene le altre foto si vede che anche la Honda ha fatto lo stesso...
Ma come. Già fare un telaio come quello equivale ad un passo indietro di almeno 25 anni, ora anche l'unica vera innovazione nelle ciclistiche venuta del mondo dei GP è andata a farsi benedire.
Ora mi direte che sicuramente se hanno fatto questa scelta vuol dire che ci sono delle valide ragioni ecc. Vorrei vedere, delle valide ragioni ci saranno eccome, anzi andando ad approfondire si possono anche scoprire. Probabilmente le colpevoli sono le gomme, che sono le stesse per tutti, e che il costruttore ormai le fa come gli pare e piace, e poi sono i progettisti delle moto a doversi adeguare. Che spettacolo! E' proprio una gran bella categoria di prototipi.

Oggi i piloti sono abituati fin da piccoli a guidare moto tutte uguali e che si comportano con le stesse logiche. Basta che un telaio sia più rigido del solito per mandare in crisi il pilota, e le gomme, che viste le potenze in gioco hanno importanza sempre maggiore, vengono sviluppare uguali per tutti, quindi anche se un costruttore di moto decidesse di inventarsi qualcosa di nuovo, dovrebbe farsi anche le gomme giuste da se.

Una moto che sembrava portare una ventata d'aria relativamente fresca nel motomondiale era la Vyrus moto2, inizialmente svelata con una sospensione anteriore tipo Tesi "pura", con addirittuta il ritorno allo sterzo a comando idraulico, ebbene mi sa che anche loro stanno andando in cerca di compromessi per accontentare i suddetti pilotini ed i signori gommisti. Le ultime foto della Vyrus M2 infatti mostrano una moto che ha uno schema Tesi più simile (probabilmente per migliorare la comunicazione moto-pilota) con all' originario  Difazio, quindi anche qui facendo un bel passo del gambero.
Evviva l'innovazione.

Il motociclista comune impara da quello che vede in tv (prendendolo per oro colato) e deve adattarsi. Alcuni lo fanno contenti e fanaticamente convinti che la strada tracciata dai supercampioni sia quella giusta, altri lo fanno controvoglia, costretti dalla mancanza di alternative a guidare moto caparbiamente non evolute perche quei cervellonistrapagati sono troppo ansiosi di non sprecare i pochi anni della loro carriera a cercare di fare qualche passo avanti nella storia dell'umanità su due ruote.
Concludendo, il motomondiale ha portato sulle moto per tutti alcune fantastiche ed irrinunciabili innovazioni.
1- Le mappature. (ormai è la prima cosa che si chiede ad un venditore di qualsiasi mezzo a due ruote, anche le bici elettriche. Quante mappature ha?)
2- Il controllo di trazione.
4- La frizione antisaltellamento.
3- L'anti impennata.


Siamo o no fortunati?