mercoledì 27 ottobre 2010

Gran Finale



Sabato scorso si è svolta l'ultima gara del campionato italiano Classic Endurance.
La gara era prevista sulla distanza di 200miglia, cioè 120 giri di Franciacorta, ma è stata interrotta al 105° giro a causa dell'imprevedibile sopraggiungere del buio. Noi ovviamente eravamo presenti come spettatori, ma a dirla tutta sia il clima che l'organizzazione in una sola giornata non avrebbero invitato piu di tanto ad esserci. In pianura padana a fine ottobre diciamo che è molto probabile trovare clima umido e freddo, inoltre dovendo fare tutto in un giorno non c'è tempo di lavorare per un'eventuale riparazione, un problema di messa a punto o qualunque inconveniente possa (incredibilmente) capitare.
La gara comunque è stata bella e movimentata da qualche caduta e da una foratura con relativo cambio gomma e grande rimonta fino alla 2a posizione della Guzzi 344 di Sardi e Zaccarelli.
La vittoria nella 1200 è andata a Marziali e Petrassi su Guzzi, terzi il duo Gatti-Bernotto su Ducati TT1 e quarti i ragazzi del tem La Fortezza Junior Bargiacchi-Bonacchi-Quisti su Pantah 750. Un'altra bellissima gara quindi per i nostri amici ducatisti.
Io ho stabilito un personalissimo record, in tutta la giornata ho fatto quasi 800foto, e quasi tutte brutte! Le posterò un po' alla volta, almeno quelle non bruttissime.

ps. ingresso gratis, niente vip, e tanta passione.















Podio classe 500

Podio classe 750

Podio classe 1200


Classifica gara

Classifica campionato


martedì 12 ottobre 2010

XR1200x









Sabato mattina, alla concessionaria Harley Davidson di Firenze c'era un pienone di gente, varie tipologie di essere quasi umano, il tipico arleista col gile e gli stivalidi pelle, la pancia da bevitore di birra e lo sguardo di quello che non saprà mai raccontarti qualcosa di interessante, vari esemplari di guidatore di Mini o Cheyenne o Range (a seconda delle tasche), tanto alla moda nell'abbigliamento da essere disprezzato dal soggetto sopra citato, quanto poi simile nella motivazione di certe scelte. E poi, a parte un paio di facce da "impiegatostataleprossimoallapensioneincercadicosaregalarsiconlaliquidazione", c'era uno con la faccia (brutta) spaesata, indossante semplici geans con scarpe da ginnastica, giacca da motociclista anonima e casco incredibilmente integrale. Ero io.
Non chiedetemi quali motivazioni mi hanno portato li a provare una moto, vi basti sapere che ci sono, e se avete voglia leggete le mie scarse impressioni di guida.

Della XR1200 ho scritto qualche tempo fa, quando feci un post ispirato ad un'articolo apparso su inmoto riguardante la comparativa con il Monster, ed in particolare parlavo di impianti frenanti e di come bla bla bla, andate a rileggervelo se vi interessa.
Sono spesso curioso di provare le nuove moto ma lo faccio di rado. Di questa mi incuriosiva assaggiare come in HD abbiano cercato di riporatre in auge la sconosciuta tradizione sportiva delle XR da short-trck ma anche da pista. Quando la vidi la prima volta sui giornali pensai "finalmente si sono decisi, chissà perche continuamo a buttare soldi nella Buell", poco dopo lessi l'annuncio della chiusura della Buell.
Ho fatto un giretto cittadino di poco più di mezzora sulla XR1200x, dove la x finale sta per sospensioni Showa completamente regolabili con ammortizzatori con serbatoio separato, e poi motore nero scarico nero, e tutto il resto invece nero, il motore, nella forma del carter lato destro ricorda piacevolmente nelle forme il motore della prima Sportster 750 a valvole in testa. La forcella, iteramente regolabile, è montata su particolari piastre di sterzo con una inclinazione ridotta di qualche grado, in pratica la forcella sta più verticale rispetto al cannotto di sterzo, in Hd di solito fanno l'inverso. Può sembrare una soluzione strana, o solo di apparenza, in realtà a ben guardare si tratta di un modo come un'altro per aumentare l'avancorsa della moto, che qui risulta aumentata (130mm) rispetto alle altre sportster di cui questa moto usa il telaio. Anche il cannotto di sterzo è più verticale ma solo perche questa moto sta più alta dietro. Per ottenere lo stesso scopo in passato c'è chi ha usato forcelle a perno arretrato (BMW K a sogliola), o chi ha usato piastre di sterzo praticamente prive di avanzamento (Bimota). Qui credo che volessero dare all'avantreno anche un'aspetto più sportivo, dopo che Buell ha scioccato il mondo con sterzi inclinati soli 21°, mentre questa sporsterina ha un caster di 29,3°, praticamente quanto una tranquilla Alazzurra.
Per chi è abituato a guidare delle sportive, trovarsi a non avere niente da stringere fra le ginocchia è un po' strano, qui il serbatoio è talmente stretto che ci si trova a non avere niente si acui appoggiarsi. La moto da ferma da l'impressioen di essere grossa e pesante, ma appena si scende in sella cambia tutto, la sella è a meno di 800mm da terra, le pedane sono abbastanza avanzate ma non troppo, il manubrio è vicino al busto ed un po' rialzato, largo e con le estremità correttamente inclinate, gli specchietti sono poco più in alto del dorso delle mani e la visibilità è incredibilmente buona, rispecchiano la strada e non il braccio anche senza dover piegare il collo.
Appena in movimento la moto stupisce per l'agilità che non ci si aspetta da una Harley, ma che mi è sembrata buona anche in senso assoluto. Si curva sullo stretto con una facilità imbarazzante, e ci si trova a fare slalom fra le macchine nel traffico come con uno scooter.
Il motore è tipicamente Harley, ma qui si trova una risposta al gas un po' più pronta del solito, la spinta è forte già da sotto i 2000 giri con la coppia tipica dei motori a corsa lunga e la progressione è buona, disturbata solo dalle vibrazioni, che ad uno che non è abituato a questi V di 45° possono risultare farstidiose e stancanti, soprattutto per gli avambracci.
A parte la guidabilità, che non ho potuto assaggiare più di tanto visto il percorso disponibile, mi è piaciuto l'insieme sospensioni e freni. La forcella e gli ammortizzatori mi sono sembrati di ottima qualità, con una sufficente escursione, ben frenati e dalla buona scorrevolezza, i freni mi sono sembrati da riferimento per una moto stradale, tanta potenza con una buonissima modulabilità e prontezza, insomma un buon bilanciamento genereale, un po' scarso il posteriore, ma tanto serve a poco, basta chiudere il gas e ci pensa il motore. L'agilità di sterzo è talmete alta che capisco perche per l'uso in pista viene adottato l'ammortizzatore di sterzo, comunque da quello che ho provato in qualche ampia rotatoria trovata sgombra dal traffico, non mi è sembrato che ci siano problemi di stabilità.

Per concludere, mi pare che in america si siano dedicati con serietà ad una moto che affronta una fascia di mercato a loro estranea, riuscendo a sfruttare bene cose che avevano già, tipo un telaio che non è certo nato per girare in 1'16'' a Magione, mentre altri costruttori, italiani e giapponesi, forti della loro tradizione sportiva, affidano a grandi forcelle e grandi freni mal accozzati e di scarsa qualità, aspetti che tanto la clientela ormai da per scontati.