martedì 30 marzo 2010

UNGIRINGIRODUNGIORNOSOLO


Le ferie per me sono una cosa strana. Passo mesi ad aspettarle e a programmarmi decine di itinerari in moto, viaggi spettacolari e lunghissimi... poi arrivo al dunque e quasi sempre mi trovo assalito da una preoccupante pigrizia. Come questa volta.
Avevo un miting di lavoro a San Casciano dei Bagni da domenica a pranzo a lunedi pomeriggio: voglia di dedicare la mia domenica al lavoro, non retribuito, pari a zero. Quindi ho deciso di impiegarla produttivamente almeno in mattinata, andando a trovare Sauro e Anarky a Magione, che dista solo una cinquantina di chilometri. Ho così evitato il terrificante autobus aziendale che ha portato tutti gli altri, a mezza strada fra una gita scolastica e un carro bestiame (visti soprattutto alcuni dei colleghi).

Ripartito purtroppo in anticipo da Magione, ho avuto modo di arrivare a San Casciano dei Bagni in perfetto orario essendomi perso circa trentadue o trentatre volte. Qui mi sono trovato in un centro benessere decisamente vips e decisamente frequentato da vips: giusto per darsi il buongiorno la prima cosa che ho visto è stata una strappona bionda ripartire su Ferrari azzurra con a fianco il papy che aveva accompagnato alle terme. Ma forse era il nonno, non so. In ogni caso ho avuto conferma che le brave ragazze esistono ancora e che i valori della famiglia sono ben saldi anche a certi livelli.


Rinfrancato dalle nuove certezze acquisite, ho passato il pomeriggio fra il corso sugli aspirapolvere e i trattamenti termali, scoprendo per esempio che tuffarsi in una vasca di acqua a -12° dopo il bagno turco a 280° non è cosa così piacevole come te la raccontano. I lettini fyghi da relax infatti probabilmente li mettono proprio lì accanto per adagiare eventuali cadaveri che si possano accumulare nella vasca fredda. Io sono riuscito a rialzarmi con le mie gambe giusto in tempo per la sauna a 80° reali, e la mia già bassa pressione ha ringraziato. Per fortuna (?) che c'è stato abbondante modo di gozzovigliare fino alle dieci e mezza di sera, gonfi a pressione di ottimo vino, e di andare a letto con l'aria confezionata non funzionante e una temperatura prossima a quella della sauna del pomeriggio. Mattina seguente dedicata a dei geni di una agenzia di formazione del personale pagati dal fornitore per insegnare a quaranta venditori di elettrodomestici come vendere una lavatrice piuttosto che un'altra a seconda del cliente, pranzo con vino spettacolare... e via verso la libertà, gonfi come piccioni.


A questo punto il mio programma prevedeva la partenza in direzione Rionero in Vulture dove avevo già allertato l'amico Donato, un giro delle Dolomiti Lucane nella giornata di martedi, per poi ripartire il mercoledi per la Penisola Sorrentina in modo da fare un giretto in moto con Guido Macchiaverna che qualcuno di voi conosce. Sarei tornato venerdi sera per essere di nuovo al lavoro sabato mattina, ma tra devastanti trattamenti termali, allucinanti cene e divertenti corsi di vendita... quando è arrivata l'ora di lasciare quel posto ero ormai alla frutta, e ho pensato fosse meglio andare a casa. Fortuna ha voluto che avessi la forza di volontà di non prendere l'autostrada ma di fare un po'di bella strada, perché in effetti ero davvero provato.


Da San Casciano dei Bagni sono partito alla volta di Sarteano e poi di Radicofani, tutti paesini carini ai piedi del Monte Amiata; se vi dovesse capitare di passarci, a Radicofani c'è il ristorante "La Grotta" dove a detta sia di mia zia che di Cigolla si mangia in modo spettacolare con una spesa davvero contenuta. Le strade che girano intorno all'Amiata sono piuttosto piacevoli, ma a dire il vero la mia Chiantigiana è tutt'altra storia, per non parlare dei passi appenninici tosco-emiliani e tosco-romagnoli... però una volta vale la pena di farci una capatina.


Quello che lascia VERAMENTE senza parole è la Val d'Orcia. Di chilometri in moto comincio a poter dire di averne fatti, e di posti posso dire di averne visti qualcuno... ma i paesaggi della Val d'Orcia sono qualcosa di una bellezza difficile da descrivere. Il verde dell'erba sembra corretto con Fotoscioppe, ma è proprio quello: ti fermi in mezzo alla campagna e ti pare di essere dentro a una cartolina. Non ti viene voglia di guidare con il coltello fra i denti perché ti perdi quello che hai intorno, e te ne frega veramente il giusto se le strade alla fine non è che riservino quella gran meraviglia di tracciati, benché non siano per nulla brutte.


Ho fatto tappa a Bagno Vignoni, dove ero già stato una volta... ho fatto qualche foto alla caratteristica piazza con la vasca termale in mezzo, e poi ho preso la strada per Siena per imboccare la Chiantigiana per Castellina. Da Siena a Castellina... stop per settare il precarico molla al massimo, e gasse!!! Tanto i paesaggi ormai da quelle parti li conosco...




Ultime considerazioni finali, spero chi legge mi perdonerà la chilometrica lunghezza del post.

La prima e più importante riguarda la superficialità con cui molti di noi, io per primo, consideriamo poco interessanti da visitare i luoghi che reputiamo troppo poco lontani. Fino a ieri pomeriggio io per esempio avevo girato in moto mezza Germania, avevo praticamente svitato le Dolomiti a forza di girarle, ma non sapevo che i paesaggi della Val d'Orcia a meno di cento chilometri da casa mia sono considerati Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.

La seconda, molto più terra terra, riguarda la qualità delle mie foto che con la nuova macchina mi pare nettamente migliorata. Nel suo software di gestione c'è anche una funzione per ridurre le dimensioni delle foto scattate in modo da non caricare sul server dei mattoni, e per le mie capacità va molto meglio di fotosciop. In particolare trovo che la penultima foto qui pubblicata sia la più bella che io abbia mai scattato. Si accettano pareri, purché sinceri ma non troppo.

lunedì 29 marzo 2010

Armata Pantahleone ontràc


Come promesso ecco le foto della sfortunata seconda sessione di prove dell'Armata Pantahleone, il cui pilota/meccanico Claudio farebbe bene ad avere rispetto per il qui presente responsabile delle pablic relescions, che a unico scopo di promuovere l'immagine del tim ha anco comprato la macchina fotografica nuova. Non è vero, ma fa scena.

Allora, dall'alto in basso:

Foto 1: la Pina in tutto il suo splendore all'inizio della mattinata o quasi.

Foto 2: il pilota veloce del tim in azione. Quello lento adduce improbabili giustificazioni alle sue scarse prestazioni.

Foto 3: gli sconsolati piloti dopo aver ricaricato la moto sul motoròm, a seguito dello sfortunato evento verificatosi. Si nota che Sauro per il dolore addenta una banana, con scarsi risultati di sollievo.

Foto 4: il futuro muletto dell'Armata Pantahleone, nella non casuale ed evocativa colorazione grigio-giallo K1200S.

Armata Pantahleone: prove a magione

ultime prove in pista prima della gara di Adria
una mattinata a Magiore era perfetta per provare tutte le modifiche fatte da sauro, tipo nuove cammes, nuova pompa freni, nuovi passaggi dell'olio, ecc. ecc., e le modifiche apportate da me, nuovi tappi in alluminio anodizzato fussia per i cerchi, le nuove manopole,m e il nuovo cronometro comprato su ebay a 1,50neuri, compreso la spedizione.
Sauro è il primo a scendere in pista, io al muretto box a prendre i tempi. I primi giri sono lenti, 4/5 giri sul ritmo di 1&36 (un minuto e trentasei secondi), lentissimi ma non preoccupanti dato l'incognita gomme haidenau nuove e mai provate e gli assetti completamente rifatti. I restanti 5 giri per un totale di dieci sauro viaggia sempre sugli stessi tempi, a questo punto decisamente troppo lenti. Rientra al "motorhome" decisamente preoccupato perche la moto ha un eccessivo sovrasterzo, e nei due curvoni veloci la moto balla troppo sull'anteriore e la passa a me nella speranza che possa capire che cosa non va nella moto.
Prima di cambiarmi provo la moto nel piazzale per un paio di giri, torno al motorhome con le idee chiare; la soluzione è chiara, una martellata sul serbatoio e un bel rigo di cacciavite sulla carena e la moto è pronta.
Mi cambio e entro in pista, la moto mi sembra perfetta, le modifiche da me apportate sono quelle giuste. Faccio dieci giri sull' 1&30, ancora lontanucci dall' 1&27/1&25 ma mi accontento, dopotutto sono prove per vedere il comportamento globale della moto, e poi sono portatore sano di famiglia a carico e mutuo casa.
Rientro e passo la moto a Sauro, dicendogli di provarla ora che mi sembra perfetta.
Per sicurezza, data la differenza di peso, gli rendo un altra martellata sul serbatoio.
Fin dai primi giri si nota la differenza e la bontà delle modifiche con sauro che gira tranquillo tranquillo su l'1&30 costante con puntatine sull'1&29 per una quindicina di minuti, fino a quando uno con una motaccia, un ducati super 8 (ah no quello era un vecchio formato per nastri audio/video), o un ducati 21/09/68 (no, nenche, questa è la mia data di nascita), vabbe, fino a quando una con un ducati di merda (uno di quelli nuovi) cade e la pista viene svuotata per fare entrare il trottore per il recupero moto, gia visto in un vecchio post del Armata Pantahleone, vero Sauro!!??!!
Al motorhome sauro è contentissimo, la moto è perfetta e non vede l'ora di rientrare dentro per iniziare a tirare, mentre io ero gia pronto per rimodificare l'assetto, ma sauro mi ferma perchè a forza di modifiche il serbatoio perde di capacità.
La piosta riapre e sauro si prepara a rientrare, io e luna (ebbene si c'era anco la compagna dio sauro con noi a fare il tifo) saliamo sul tetto dei box per vedere meglio la pista.
Da li vedo SuperPantah che affronta la prima curva con rabbia e determinazione come il falco sulla preda, alla seconda curva buca due R1 con precisione e destrezza, come una mangusta mentre attacca il cobra, lo perdo un attimo di vista e poi lo vedo comparire sul rettilineo principale come una pantegana ferma su un sasso a prendere il sole. é successo qualcosa alla moto, e la conferma mi viene dal rumore di concerto heavy metal (più metal che heavy) che viene dal cilindro superiore. Vabbe prove finite, ricarichiamo tutto furgone (basta chiamarlo motorhome), e con un coltello piantato sul fianco convinco beppeinmoto, in arte enrico (si c'era anco lui ma è arrivato dopo) a pagarci un caffe. Un paio di chiacchere, il caffè "gentilmente offerto" da beppe e via verso il garage per scoprire che cosa ha la Pina.
Un ora di viaggio tra supposizioni e eleco di quante motone ipergommate infilate curva dopo curva ci porta davanti al garage, dove nel tempo record di "da 0 a 100 4secondi &3" scarichiamo il furgone, portiamo la Pina dentro e la schiccoliamo, per arrivare a vedere che il concerto metal era dovuto alla rottura del fermo dello spinotto del pistone. Risultato: pistone rotto, cilindro andato ma recuperabile, testa da curare.
Oggi, lunedi mattina, grazie al mio forbitissimo inglese, invece di abbattere alberi, il mio abituale lavoro, rimango incollato al telefono per cercare ofcorse (di corsa) una coppia di pistoni. Contatto i maggiori fornitori mondiali di pezzi di ricambio compreso la monsanto e la bayer che come ben sappiamo, loro producono di tutto, dalle bombe atomiche al cancro.Propio quest'ultime due multinazionali, gentilissime, mi hanno risposto che i loro magazzini sono momentaneamente sprovvisti degli oggetti da me richiesti e che attualmente stanno preparando la parziale estinzione del genere umano per il 2012 e che non devo rompere le balle.
Alla fine ho trovato chi, forse, ci fa avere i pistoni in tempo per rimontare la Pina, ma vi diro il nome della ditta dopo che saranno arrivati i pistoni

Per ultimo volevo ringraziare Mirko; chi è mirko direte voi, ed è la solita frase che rivolgevo e rivolgo tutt'ora io a sauro. Comunque mirko è "MSOB83", e lo ringrazio perchè di sua spontanea volonta (senza costrizione da parte mia) ci ha donato una batteria nuova e avanza tempo verrà a dare un occhiata all'impianto elettrico della Pina, perchè secondo lui le giunzioni tra i fili dovrebbero essere saldate e non fatto il fiocco. Vabbe, io quello so fare.
Concludendo, vorrei invogliarvi a comportarvi come Mirko, non so se mio spiego, noi siamo ben disposti ad accettare tutto quello che avete da offrire, pezzi di ricambio (ultimamente pistoni), sacchettate di monete da un euro, buoni benzina, parole d'incoraggiamento. La preferenza va ai primi tre esempi, ma anche l'ultimo è importante, e comunque usate la vostra fantasia.
Adesso scappo perchè devo andare a riparare la lavatrice, altrimentri pistoni o no, a adria la mia compagna non mi ci manda

p.s le foto di magione non ci sono perchè le ha beppe e non ce l'ha volute dare

Chriss Clarke Guzzi







giovedì 18 marzo 2010

888 gendarmerie

Claude Fior


A parte le poche righe di Wikipedia (veramente scarse) e poche altre in giro nel web, non si trova gran che sulla storia di questo pilota e progettista francese. Quando qualcuno ne parla è usuale che venga dato risalto solo allo scarso successo che ottennero nelle competizioni le sue moto con ciclistiche particolari (vedi Meda/Reggiani). Era infatti famoso per i suoi avantreni tipo Hossack (aveva collaborato con Norman Hossack in persona). A me piacerebbe che invece venisse ricordato per la passione e la caparbietà con cui cercò di rendere competitive le sue soluzioni creando anche interessanti varianti dell' ormai classico schema, e che si parlasse anche di come c'è sempre stata una sorta di avversione e di silenziosa opposizione nei confronti delle cose un po' alternative da parte della maggioranza di piloti e tecnici. Insomma, tutti aspetti un po' romantici che di solito interessano agli appassionati, e non ai tifosi.