domenica 26 settembre 2010

Renato Armaroli

Renato Armaroli è uno di quei tecnici che non è mai entrato a far parte del gruppetto degli uomini famosi per aver fatto grande la Ducati, eppure, anche se la sua storia non è molto nota, se lo sarebbe meritato sicuramente.
Dopo aver lavorato diversi anni nel reparto corse Ducati, Armaroli dopo il ritiro della Ducati dalle corse emigrò in Spagna alla Mototrans. Lì lavorò a diversi progetti, fra cui una 250 4 cilindri che non venne sviluppata a causa di mutamenti regolamentari ed un vittorioso 285 monocilindrico derivato dalla produzione spagnola.

La moto più famosa di Armaroli però, è senzaltro la 500 GP bialbero 4 valvole per cilindro con distribuzione a cinghia dentata, moto che venne progettata e realizata dal tecnico bolognese presso la sua struttura privata al ritorno dalla Spagna su commissione della stessa Ducati, e che non venne sviluppata a dovere proprio perchè, nata all'esterno senza la supervisione di Taglioni, non venne giudicata promettente come avrebbe meritato. Il motore infatti vantava soluzioni che in futuro sarebbero diventate lo standard sui motori OVD, cioè condotti di aspirazione molto rettilinei e rivolti entrambi verso il centro della V (con lo scarico del cilindro verticale girato in dietro), camere di combustione a tetto con soli 15° fra le valvole, candela centrale, distribuzione bialbero in testa azionata da una sola cinghia dentata posta sul lato sinistro (soluzione che mi è capitato divedere solo su un'altro motore, cioè il Britten V1000), insomma, mancava solo il sistema desmodromico e l'iniezione (prevista ma non arrivata in tempo) per essere la futura 748OVD. Il motore venne montato sul telaio che Colin Seeley aveva disegnato per le 500GP, e Spaggiari, l'unica volta che la portò in prova a Modena nel '73, giudicò la guidabiltà disastrosa, così il progetto venne abbandonato, e la moto iniziò il suo giro fra i vari collezionisti privati che nel corso degli anni l'anno depredata di alcuni particolari fino a renderla non funzionante. Recentemente la moto è stata affidata di nuovo alle cure di Armaroli, che l'ha restaurata e resa di nuovo perfettamente funzionante.


La 500GP però non fu la prima Ducati a cinghia dentata fatta da Armaroli.
Durante la sua permanenza in Spagna infatti, partendo da una 250 Mach1 S, costruì interamente a mano, una monocilindrica bialbero con distrubuzione a cinghia. Il progetto fu reso possibile dai rapporti che la Mototrans aveva con una ditta svizzara molto avanti nella costruzione di cinghie, e la moto subì anche interessanti modifiche al telaio (notoriamente non molto rigido e razionale). La moto non venne mai portata in gara perchè Armaroli doveva lavorare al 4 cilindri 250, ma fu sufficente per capire che le potenzialità erano notevoli.
Questa moto può essere considerata la prima moto al mondo ad adottare questo schema di distribuzione, quindi il lavoro fu di importanza fondamentale per quella che poi è stata la storia aziendale della Ducati. Nel 1975, prima della nascita del Pantah, Taglioni e Mengoli si recarono nell'officina di Armaroli per vedere da vicino la moto. La moto è di proprietà dello stesso costruttore ed è in attesa di un accurato restauro che la riporterà all'originario splendore.

Ringrazio Marc Poels per le foto e le informazioni raccolte in una visita all'atelier Armaroli durante il suo ultimo viaggio in Italia in occasione del WDW2010.



8 commenti:

  1. Dare a Cesare quel che è di Cesare: Nel caso di Armaroli citarlo è quantomeno doveroso, non farlo parlando della storia della Ducati sarebbe inqualificabile come dimenticanza, perché le cinghie dentate sono ancora li' a testimoniare la sua brillante e lungimirante idea. Bravi!

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  2. Il merito è di Marc, che con la sua proverbiale puntualità e passione ha approfondito molto l'argomento andando a parlare con il diretto interessato.
    Armaroli è legato a molte moto e motori Ducati, per esempio credo che fosse coinvolto anche nel progetto del V8 per la formula1 di cui abbiamo parlato in più occasioni, insieme a Taglioni Monetti (quello del giro del mondo).

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  3. Vorrei sapere se tra i lettori del blog, non sarebbe qualcuno che sia di Bologna, o non lontano, e ecco la raggione: ho passato una mattina completa con Renato a fare (più di) quatro chiacchiere sulla sulla carriera e è davvero un uomo molto modesto e gradevole. Mi ha lasciato vedere le cose che ho potuto fotografare e mi ha racontato molti ricordi poco connosciuti della storia della Ducati, tra quali cio che ha fatto con la Mototrans. Quando abbiamo parlato della 500 GP a cinghie dentate, mi ha lasciato fare vedere da suo nipote che lavorava con lui tutte le foto del restauro del motore che aveva apena fatto. Gli ho domandato di mandarleme per mail, cio che ha fatto (il nipote). Ma non sono mai arrivate per una raggione sconnosciuta. Gli ho telefonato per domandargli se suo nipote potesse spedirmele di nuovo, ma mi ha riposto che non l'aveva piu visto e che lui stesso non lo sapeva fare... Ho ancora provato dopo, ma senza risultato. Visto che sono un po lontano per andare a farlo io stesso, mi chiedevo se non sarabbe qualcuno della zona che potrebbe aiutare perche queste foto mi interessano moltissimo...

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  4. Sauro : lo del motore V8 desmo di formula 1, non credo che Armaroli ci ha partecipato, perche abbiamo parlato di tutto cio che ha fatto con Taglioni (Trialbero desmo principalmente) e di questo non mi ha detto niente... Ma non è impossibile perche successe nel 1960, periodo dove Armaroli era in effetto al fianco di Taglioni e mi ha detto che spesso lavoro si faceva nel garage di Taglioni, dopo le ore "normale", cio che fu il caso di questo motore...

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  5. domanda: ma il 500 GP non l'aveva il Peruzzi a casa???

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  6. La 500 GP fu rivendita recentemente a un collestionista italiano che l'ha fatta restaurare da Renato e era esposta al WDW. Non ho potuto sapere il nome del fortunato proprietario : Armaroli no se le recordaba !!!

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  7. Si Ale, la moto l'ha avuta in mano il Peruzzi per un secca di anni... Ma ora ha cambiato padrone.

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  8. Il v8 F1, non ricordo dove l'ho letta questa cosa, ma sono sicuro di averla letta.
    Forse sul libro che parla del giro del mondo di Monetti e Tartarini. Ovviamente non so se l'informazione è esatta.

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