domenica 5 settembre 2010

Ciao Shoya...

Immagino molti troveranno patetico questo post, ma è uno sfogo di rabbia che mi viene impossibile tenermi per me. Shoja Tomizawa non ce l'ha fatta: l'ho saputo pochi minuti fa e ho spento la tv. Non è tanto l'incidente mortale ad avermi provocato questa reazione: guardo gare di moto da più di vent'anni e purtroppo anche a livello mondiale di incidenti mortali se ne sono visti. Piuttosto è quello che è successo in pista nei momenti immediatamente successivi all'incidente ad avermi provocato una reazione di vero e proprio schifo, e ancora peggiore è stato sentire le parole di Franco Uncini prima della partenza della motogippì.

Tomizawa è caduto ed è stato investito in pieno da altri due piloti: c'erano tre ragazzi sdraiati sulla pista e la corsa non è stata interrotta. Sono stati presi come sacchi di patate e portati fuori nel tempo di un minuto di orologio: uno dei barellieri che soccorrevano Tomizawa è anche inciampato, perdendo la presa sulla barella. Uncini, responsabile della sicurezza in pista ed ex pilota, ha detto a Beltramo cose che nemmeno un alieno credevo potesse tirarsi fuori dalla testa in un momento del genere. La corsa non sarebbe stata interrotta perché, a suo dire, non è compito della direzione ma dei soccorritori giudicare il da farsi in situazioni del genere, e sapere se sono in grado di liberare la pista in tempo. Si sta parlando di sanitari che arrivano sul posto, trovano tre ragazzi per terra e in meno di trenta secondi di orologio dovrebbero decidere con freddezza se chiedere (come?) l'interruzione della corsa e soccorrere i piloti sulla pista oppure tirarli via in fretta e furia prima che arrivino gli altri al giro successivo. Paolo Beltramo gli ha fatto notare che se intanto si blocca la corsa, forse le cose si possono fare meglio... e lui in sostanza non ha saputo far altro che tirar fuori la solita "fatalità" con cui avvengono cose del genere, ricordando che molti anni fa lo stesso incidente è successo anche a lui e che si tratta solo di fortuna raccontarla o meno. Questo può anche essere vero, non lo metto in dubbio, ma non sono queste parole che può dire il responsabile della sicurezza in pista del massimo campionato mondiale di motociclismo, tanto più se è stato a sua volta un pilota. Probabilmente Tomizawa sarebbe morto comunque, ma la corsa doveva essere fermata e non ci sono giustificazioni per non averlo fatto... tanto meno quelle che ho sentito da Franco Uncini. Che dopo esser stato un ottimo pilota è diventato un ottimo politico... complimenti per la carriera.

Sono tutte puttanate, siamo d'accordo: scusate lo sfogo. E un ciao a Shoya Tomizawa... uno che andava anche forte!

22 commenti:

  1. è una cosa vergognosa. da medico ( sono laureato da 12 anni e specialista da 7, dunque parlo con cognizione di causa), sentire le parole del dottor costa e di quell'altro con gli occhiali responsabile dei soccorsi in pista, posso affermare di vergognarmi per l'ennesima volta di essere un medico. che ipocrisia. come si puo' lavorare e soccorrere delle persone con tutta quella carne da macello in pista? qui stiamo davvero esagerando. credo anche io sarebbe morto lo stesso, anzi, era gia' morto nel momento dell'impatto, piu' o meno, pero' mettere a repentaglio i soccorritori, gli altri piloti e eventualmente cio' che rimaneva di tomizawa( nel caso fosse stato possibile recuparare qualcosa) è solo ridicolo.
    da motociclista sono inorridito di cosa possono dire i piloti...sol orossi ha osato protestare. lo stesso Pasini prima dice in una intervista a Motosprint che la moto2 è una roba indegna solo per smanettoni e non piloti professionisti, poi in diretta tace. che reale bassezza di eventi. non mi stupisco chi va a pescare tra le tifoserie a caccia di soldi spostando le masse come fossero merda. perche' per me sono solo merda allo stato puro, dal primo all'ultimo, compresi quelli in ressa a farsi autografare magliette ai vari Day ducati, yamaha, honda e compagnia bella.
    buon divertimento.
    off topic: la tristezza dei tecnici ducati xerox dopo la vittoria di haga è un'altra vergogna cui del torchio dovra' dare conto.
    e enrico, non sono puttanate, in pista io ci vado ogni tanto, se mi succede qualcosa lo so che a soccorrermi sara' un testa di cazzo che è li solo perche' quel giorno non sa che fare e possibilmente ce la metterebbe tutta con la sua ignoranza a ropmpermi cio' che è ancora sano. no, non sono puttanate, qui è roba seria, mi spiace.

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  2. http://repartocorsenumero6.blogspot.com/2010/07/incredibile-incompetenza-montmelo-2010.html


    e comunque è una abitudine oramai di trattare la gente come spazzatura. qui a montmelo' 2010( qualche settimana fa) si puo' vedere il marshall in rosso che strattona qeul cojone in divisa azzurra ...che iddio lo perdoni

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  3. Hai centrato il punto Enrico (io sono quello di Gigler).
    Interrompere la corsa magari non cambiava il destino di Tomizawa, pero' la gravita' dell'incidente era apparsa subito molto seria. Tanto da fermare la corsa e permettere ai primi soccorsi di agire con la massima sicurezza.

    Invece questo povero ragazzo viene portato via come un sacco, come se fosse piu' importante sgombrare la pista per la gara che salvare una vita.

    Che poi sia proprio Uncini a difendere questo modo di fare fa ancora piu' schifo.

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  4. Fantastichiamo....
    Rossi cade e si scalfisce l'unghia del dito mignolo del piede sinistro..... che dite fermeranno la corsa??? Oppure grideranno allo: scandalo!!! scandalo!!! nn hanno fermato la gara, a Rossi poteva incarnirsi l'unghia e nn correre per 2 gare....gli sponsor inviperiti sarebbero scesi in pista per protestare prendendo a calci i medici........

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  5. ecco,
    bravo beppe, sono tutte puttanate, e solo puttanate ( e retorica)

    è morto uno, chi é????
    mai visto ne conosciuto, come tutti quelli che sono morti prima e dopo lui, motociclisti e non
    e allora????

    io ho smesso di guardare la mototelevisiva all'incirca 20 anni fa, in quel periodo moriva gente in formula 1, qualche americano su una moto bianca e rossa rimaneva paralizzato......
    e allora???????

    finche la gente va allo spettacolo, o spettacolo deve continuare, e l'incidente, meglio se fatale, aggiunge spettacolo allo spettacolo, di cui i medici gli organizzatori i venditori di brigidini ecc., sono solo attori secondari, oserei dire guitti

    domani tutti noi, andremo a lavorare, perchè altrimenti come facciamo a pagarci la Vita, e di lui fra 24/48 ore (e penso di avere esagerato) non ce ne fregerà niente.

    sinceramente, a me di lui, non me ne fregava niente neanche prima

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  6. e no cazzo! prima le gare dei grandi si facevano in strade sui passaggi a livello, sono morti pasolini, saarinen e compagnia bella. oggi che abbiamo standard piu' sicuri che facciamo, ci giriamo sempre dall'altra parte? sono il primo a dire che il teatrino è sgradevole, i tifosi sono stronzi e le gare lontane dalle nostre realta', pero' io dico che fare dei soccorsi cosi fa cagare, scusa se è poco, se c'era un tuo parente credo te ne fotterebbe, o no? magari certe cose possono servire a qualcosa. certo snobismo mi preoccupa. tomizawa qui non è parente di nessuno.

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  7. ps
    magari fottiamocene anche dell'ecatombe di motociclòisti del 2010 su guardrail e ubriachi...tanto chi li conosce...?

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  8. mah.....
    certe cose (la morte) DOVREBBERO sicuramente servire a qualcosa.....
    girarsi dall'altra parte no, mai, anche perchè poi, ci viene il torcicollo, e come facciamo a fare la giratina in moto
    tanta gente è morta e tanta gente morira, ma noi siamo sempre sopra la nostra poltrona o moto a dire che qualcuno deve fare qualcosa, anche per tre o quattro giorni di fila, poi ci alziamo dalla poltrona e andiamo a fare un giro in moto

    10 e passa anni fa si iniziava a dire che i guardrail sono pericolosi e mi ricordo che una manciata di motociclisti fecero delle "manifestazioni" per comunicarlo a chi di dovere. beeelle. a una c'ero pure io, li in fila a suonare il clakson, e c'ero pure alla seconda, sempre a suonare il clakson, alla terza c'ero solo io, e mi ero rotto il clakson, menre gli altri erano appoltronati oppure a comprare la moto nuova
    quindi scuate ma.....

    è morto uno...... e allora????

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  9. Quando morì A.Senna a Imola morì anche un'altro pilota,sapete dirmi il suo nome?
    Probabilmente no! perchè lui e Shoya erano sono e saranno figli di un Dio minore.
    La settimana scorsa negli USA morì un'altro pilota durante il GP in una gara di contorno
    Sul nostro amato e seguito blog non è apparsa una sola riga.
    Ora scusatemi ma ............

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  10. Cmq a Imola il giorno prima morì Ratzemberger (se si scrive così) cmq non è il punto del pilota morto, il fatto ci stà, è insito nel suo mestiere e nello sport che tanto ci piace, il punto è che dopo tanto chiacchierare di sicurezza si viene a sapere che chi deve decidere di stoppae una gara è uno stronzo della misericordia di rimini..... ridicolo...

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  11. Carissimo Anonimo,
    Del pilota morto a Daytona non ho voluto parlare per mia precisa scelta, così' come non avrei parlato di questo e avrei sconsigluiato a Enrico di farlo se ne avevssi avuto modo.
    Comunque il tema mi pare che sia più la mancata bandiera rossa che la perdita di per se. Inoltre anch'io di Ratzemberger mi ricordo benissimo.

    Ripeto, io avrei evitato di fare ulteriore polemica perche mi pare che ne abbiano fatta già troppa ieri in tv, e di solito una scoreggia fatta verso sinistra puzza quanto una scoreggia fatta verso destra.

    Antony,
    quel soggetto di nome Anarky che ha commentato sopra quando si è fracassato la spalla ad Adria lo scorso 17 Luglio è stato portato via con tutta calma dall'ambulanza entrata in pista perche appunto la gara è stata interrotta con bandiera rossa. Se lo avessero trascinato via prendendolo per il braccio rotto credo che per lui sarebbe stato lo stesso.

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  12. io dico, ok è morto non si puo' far molto. ma è il MODO di agire della macchina organizzativa la vergogna, non la morte in se. è quello che fa rabbia, non la morte. come buttare 13nni su moto che non competono, l'ennesima vergogna. io posso solo manifestare dissenso, come giustamente hai fatto tu piu' di me in passato molto attivamente. il fatto per me importante è che se tu invece di romperto due clavicole in gara, per disgrazia divina e ( tocchiamoci le palle), ti fossi rotto altro di vitale, non so se la faccenda sarebbe andata bene con questo tipo di mentalita' che ci viene trasmessa tramite le gare in tv. se in motogp c'è questa sciatteria figurati a magione o a panzacorta ( una delle primissime volte che andai a panzacorta ebbi un colloquio col gentile direttore del circuito, e non ebbi assolutamente nessun problema davanti ad altra gente a dirgli in faccia che se fossi caduto seriamente, per copme era organizzata la sua struttura, sarebbe stato meglio mi fossi rianimato da solo). ora il sistema ci tramette questo. noi possiamo fare poco, almeno il diritto di incazzarci ...
    sauro, ripeto, se invece delle clavicole fosse successo altro e ognuno di noi fosse trattato come una busta di catalogna, il problema sarebbe ben diverso. c'è gente impreparata a fare queste cose, mettono persone che neanche forse sanno cosa è una clavicola, la dimostrazione la abbiamo avuta ieri per la ennesima volta. a montmelo' idem, ma nessuno è morto. ora se dobbiamo sempre parlare dopo il morto ok, io nel mio piccolo ne ho parlato senza morti in mezzo. ma io in genere vado in escandescenza x molto meno credimi.
    una altra vergogna sono quei circuiti dove non ci sono neanche i soccorritori, penoso.
    allora mandiamo affanculo costa macchiagodrena, e questo circo di idioti per far spazio a una taskforce che davvero faccia qualcosa di serio in questi casi e dia un esempio sportivo, invece di fare grandi pugnette nelle clinica mobile.

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  13. Anonimo... anche io ho volontariamente evitato di fare un post sul ragazzino morto a Daytona la scorsa settimana, per varie ragioni. La principale è che la sua vita non valeva né più né meno di quella di ogni ragazzino che viene ammazzato con lo scuter per le nostre strade dal cocainomane di turno, e se dovessimo fare un post per ogni ragazzino morto questo non sarebbe un blog ma una esposizione di necrologi.

    Io non ho discusso della morte di Tomizawa in sé, quanto di quello che è successo immediatamente dopo l'impatto. E sono d'accordo anche con Claudio che di Shoya Tomizawa nessuno sapeva nella migliore delle ipotesi quasi niente fino a ieri e non ricorderà niente da domani in poi, ma non è nemmeno questo il punto. Il punto è che in pista si cade, ci si fa male e si può anche morire: mi sta bene il principio e se voglio vado in pista sapendo tutto questo, ma quello che trovo allucinante è che in pista, oltretutto in una gara di campionato del mondo, un incidente possa essere trattato in quel modo. E soprattutto è incredibile che il responsabile della sicurezza in pista, uno che ha corso ed ha vinto un campionato del mondo, scarichi il barile in quel modo.

    Questo mi sta sul cazzo. Che tanto per cambiare nessuno ha sbagliato e tutto ha funzionato nel modo giusto; anche se nella fretta di non essere a sua volta travolto dalle moto in arrivo da un momento all'altro un soccorritore inciampa e quasi scarica il moribondo nella via di fuga...

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  14. Speta.. Ho detto che sono figli di un Dio minore.infatti Reggio durante la telecronaca prima dell'annuncio della morte affermò che se fosse stata una gara di MotoGP avrebbero dato la bandiera rossa,subito Guido Merda si dissociò da tale affermazione.
    Poi...io penso che fosse già spirato quando lasciò il circuito poichè Lorenzo dopo l'arrivo di MGP affermò di aver appreso della morte prima della partenza (questo al microfono di Paolone B.)Lo spettacolo deve continuare senza particolari turbamenti?

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  15. Ciao. Concordo con Enrico..la bandiera Rossa e le parole di uncini dopo non avrebbero canbiate le cose però...Si chiede un minimo, anche inutile, rispetto. Quello che non ho visto poi sul podio, con i tifosi 46 che urlavano e fischiavano Lorenzo, una gazzarra indegna. Rossi, date anche le circostanze, avrebbe potuto dare un segnale, fare un cenno e invece? Armstrong anche quest'anno ha ricordato Casartelli nella tappa del tour in cui morì, qui mancava poco ai brindisi...Non sono campioni perché nn sono manco uomini. Scusate. La motogp con me ha chiuso. Ciao Tomi.

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  16. Prima che il buon Anarky mi riproponga come moderatore di discussioni inutili (parole sue) ci tengo a precisare che la bandiera rossa ci stava per rendere più veloce i soccorsi, ma tutti sti discorsi sul fatto che sia stato dato il via al motogippì che senso anno ? un pilota sà benissimo che la morte è un'eventualità una cosa che può accadere, lo sà il pilota pagato del motogippì-motodue e lo sà lo stronzo dello sportclassic, e purtroppo lo sò anch'io che faccio un mestiere comune che la morte è un'eventualità .... e allora che facciamo? smettiamo di lavorare ?

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  17. msob83
    ci sono dei protocolli ben precisi, non è che le cose vanno fatte secondo me secondo te o secondo franco uncini.
    l'abc del soccorso ha delle regole, in pista in gare cosi importanti ancora peggio... almeno vengano rispettate

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  18. Ripeto... quello che trovo scandaloso è che non sia stata fermata la gara, non che sia stata fatta correre la motoGP. E non trovo nemmeno giusto dare a Rossi la colpa di avere anche dei coglioni fra i suoi tanti tifosi.

    Quello che non mi torna è che sia stato tutto messo a tacere dicendo che fermare la gara sarebbe stato inutile. Il caso specifico è che Tomizawa era praticamente già morto quando ha smesso di rotolare sull'asfalto, ma poniamo il caso che si fosse fatto molto male ma non al punto di morire. Mettiamo il malaugurato caso che si fosse procurato una lesione vertebrale: io non sono un medico, ma so che in quei casi non è molto indicato prendere il ferito in fretta e furia, buttarlo su una barella e portarlo via dalla pista come un sacco di patate. In un caso come questo venir spostati nel giusto modo può fare la differenza fra tornare a camminare e passare il resto della vita su una sedia a rotelle, e di conseguenza mi fa incazzare il fatto che tutti parlino semplicemente in funzione del fatto che Tomizawa praticamente sia morto sul colpo.

    Dicono che non è stata fermata la corsa perché si faceva prima a portare il ragazzo fino all'ambulanza con la barella... e ammettiamo anche questo. Ma piuttosto che portarcelo di corsa prima di essere investiti da quaranta moto nel giro di un minuto forse era più logico avere il tempo di stabilizzarlo, caricarlo sulla barella in modo delicato e corretto e poi soccorrerlo come si poteva sull'ambulanza a bordo pista.

    Poi le cose sono andate come sono andate, ma il modo in cui tutti, giornalisti compresi, cercano di giustificare la cazzata che è stata fatta... beh, a me non piace.

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  19. Enrico via, ora finiamola senno si diventa ridicoli.
    Io sono daccoedo con Antony e con te, mi torna in mente l'incidente fatale di Senna, gara ferma, venne estreatto dalla macchina e venne fatto un primo tentativo di rianimazione sul posto con tanto di tracheotomia ecc... che mi sembra il modo giusto di procedere.

    Il modo di giustificare che hanno avuto i giornalisti però, è lo stesso modo con cui tutti, te compreso, giustificano tutti. Rossi per i sui tifosi, i politici per le loro mafie, i giornalisti per i loro gossippp, i papi per le loro nazipedofilie ecc.
    O ti scandalizzi sempre, o lasci sempre tutto con un "è lo so ma lo fanno tutti".

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  20. senza scandalizzarsi, perche' siamo grandi, pero' bisogna mettere sempre i puntini sulle i e discuterne, senno' poi ci si addormenta . per me mai abbassare troppo il livello di coscienza civile, ( di questo trattasi quando i soldi vengono prima di ogni altra cosa e poi dottori in lacrime appaiono come guru davanti alle telecamere), perche' i prossimi potremmo essere noi, anche nelle piccole cose. per cui io preferisco quando possibile dire la mia.

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  21. Beh...direi che non servono altri commenti...

    http://www.repubblica.it/sport/moto-gp/2010/09/09/news/tomizawa_morto_in_ambulanza_primi_risultati_dell_indagine-6917108/?ref=HRERO-1

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  22. dai meno male che c'è la clinica mobile dei miracoli... li si che si fa poesia.

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