venerdì 17 settembre 2010

Appuntamento in Belgio


Tre uomini importanti del motociclismo mondiale!

15 commenti:

  1. Bella foto! Riconosco Stephane Mertens e Falappa, ma il terzo acidenti mi sfugge, ho un lapsus...Accidenti quanto è ancora bella la 888!

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  2. Beh, quello al centro è il nostro amico Marc Poels: certamente non noto come i due ex piloti Ducati, ma grandissimo appassionato del Marchio Ducati da almeno quarant'anni. Oltre a questo, penso sia il caso di aggiungere che Marc è uno dei più grandi conoscitori della storia Ducati a livello almeno europeo, nonché collaboratore della rivista francese Desmo. Più di una volta con obiezioni ben mirate ha fatto fare il visino rosso all'"illustre" Livio Lodi... :-)

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  4. Mi fai troppo onori... Spero che Livio non passerà per di qui, non vorrei fare polemica :-) Per tornare al sogetto, la foto fu presa la settimana scorsa sul circuito di Mettet (Belgio) e le due moto (ufficiale) sono quelle di Stéphane della stagione 1992. La di destra, con il telaio rosso (!) e quella che ha avuto il famoso accidento in Australia ma che fu rifatta dal concessionario belga (di origine italiana!) Alfredo Bevilacqua che a l'epoca si occupava con il suo fratello Nicola delle moto di Stéphane.

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  5. Marc,
    grazie della spiegazione, che spettacolo!!!

    Ma se per la 1098 invece di copiare la 916 e l'F4 avevano copiato queste 2 non era meglio? :-))

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  6. oddio...se Livio Lodi passasse da queste parti (mi sembra che una volta già si sia affacciato) nn farebbe un gran danno!! Per fortuna la passione batte il lavoro e l'APPASSIONATO nn prende soldi da nessuno ma, anzi, li caccia!! La polemica c'è solamente quando si vogliono tenere certe posizione vuoi per partito preso o vuoi per "lavoro"......
    Marc hai tutta la mia invidia motociclistica ;-))

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  7. Grazie per i commenti :-) Ho avuto l'occazione di fare quattro (e cinque) chiacchiere con Stéphane (con Giancarlo purtroppo è più difficile...) e cio che mi ha detto sulle sue 4 stagioni con la Ducati gli lascia un po' di amarezza perche ha il sentimento chiaro di avere stato lasciato dalla casa allora che poteva lottare per il tittolo. Le ragioni furono due, secondo lui : il mercato del Belgio che non ripresentava niente per le vendite a paragonare con quelle degli USA (Polen) o della Francia (Roche) e anche il fatto che i construttori giapponesi provevano di fare cambiare il regolamento troppo in favore dei bicilindrici (pezzo) e che una vittoria (Polen) bastava, senza essere troppo spettacolare per non dare raggione a loro...

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  8. L' " illustre " Livio Lodi risponde al vostro blog.

    Ripeto quanto ho detto a Marc, che al contrario di quanto si dica o si possa pensare, non ha mai cercato polemiche. Tutt' altro, Marc si è pure complimentato con me per alcune attività che sono riuscito a portare a buon fine, così come mi sono complimentato con lui per il lavoro svolto. Anzi, doppie congratulazioni per il libro pubblicato, davvero notevole.

    Rimango invece piuttosto sorpreso da Enrico, al quale ho dedicato molta attenzione, durante la sua visita in Stabilimento, un pò di tempo fa. Caro Enrico, sai dove trovarmi, più volte ho rinnovato il mio invito a venire a visitarci, e vorrei davvero chiarire, qualora volessi, eventuali incomprensioni che per quanto mi riguarda non ci sono state. Tuttavia, ti chiedo cortesemente di abbassare i toni di una polemica che non esiste. A nessuno piace ricevere delle critiche, specie quando queste sono immotivate.

    Non passo dal Belgio dal 2003, sono già passati otto anni, ma da allora la mole di lavoro è semmai aumentata. Se la filiale volesse organizzare un' altra volta un tour come quelli del 2003, io sono sempre disponibile.

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  9. Livio... nessun problema, ci mancherebbe altro. La polemica da parte mia non esiste; esiste piuttosto un tono ironico che può non piacere e va anche bene farlo notare. Resta il fatto che la mia era una battuta e quello voleva rimanere.

    Magari la polemica sul tono ironico nasce quando si fa presente quello che non piace a distanza di cinque mesi dal momento in cui è stato scritto. Sicuramente sei stato molto impegnato, per carità, ma dopo tutto questo tempo forse era proprio il caso di lasciar correre.

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  10. Non è questione di cinque mesi o cinque secondi. Ho notato solo oggi quello che hai scritto, e per pura coincidenza. Altrimenti avrei risposto subito, credimi.

    Ad ogni buon conto, sono sempre a disposizione. Quando vuoi, e ripeto il mio invito a Sauro, potete venire a trovarmi.

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  11. Ciao Livio,
    io come sai sono spesso il primo a fare polemica o del sarcasmo, ma di solio lo faccio con delle motivazioni specifiche, e questo non era il caso, quindi neanche a me è piaciuto il commento in questione di Enrico, però mi pare che te la prenda un po' troppo.

    Non sono ancora venuto a trovarti perche non ho proprio avuto ne modo ne occasione di venire a bologna in un giorno feriale (e la cosa da un lato mi fa piacere visto che di solito ci venivo... al Rizzoli), però non mi sono dimenticato ed ho intenzione comunque di venire a fare quattro chiacchiere appena avrò l'occasione.
    Ciao

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  12. Ciao Sauro,

    Allora, vedo di spiegarmi meglio. Non è che me la prenda troppo perchè venga criticato il mio lavoro, o perchè me ne sono accorto dopo cinque mesi del commento.

    In generale, e parlo da Livio Lodi persona, e non come responsabile del museo, porto rispetto a tutti, ma lo pretendo pure.

    Se vogliamo essere proprio puntigliosi, Enrico è caduto due volte nello stesso errore: la prima in merito alla questione della 750 F1, alla quale poi ho risposto, fornendoti anche informazioni sulla tua 851 SP2. La seconda, adesso.

    Per la prima volta ho lasciato correre,ci sta un pò di sana critica, aiuta a migliorare il rapporto con gli altri, tanto è vero che non ne ho fatto alcuna polemica. Ma una seconda volta suona tanto come " perseverare est diabolicum ".

    Ho fatto presente a Marc il mio disappunto, e con lui ho avuto occasione di incontrarlo e di parlarci diverse volte, e sono stati scambi di informazioni e punti di vista, non i " visini rossi " che Enrico cita. Il fatto che entrambi abbiate risposto alle mie parole mi fa ben sperare che abbiate colto il senso della cosa.

    Con la stessa onestà con la quale vi ho invitato a venirmi a trovare, vi invito pure a conoscermi come persona, e vi garantisco che potreste avere delle sorprese.

    Con questo chiudo la discussione. A voi la prossima mossa, possibilmente puntando le moto in direzione Borgo Panigale.

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  13. Questa discussione ha del surreale.

    Si parla di questioni vecchie di mesi e di cui in tutta sincerità mi sono dimenticato: non dubito che per qualcun altro fossero cose da ricordare con scrupolo, ma dico in tutta franchezza che non rammento la questione della F1 di cui parli, Livio. Per il semplice motivo che non faccio un nodo al fazzoletto per ogni discussione che faccio, tutto qui. Magari la cosa mi appassiona lì per lì, magari trovo interessante aver imparato qualcosa di nuovo... ma specie se si parla di moto trovo proprio noioso che si vada a ritirar fuori discorsi vecchi di mesi per dire "io avevo ragione e tu avevi torto". Questo senza volontà di polemica, credimi.

    Il tempo trascorso a mio avviso continua a fare una certa differenza e credevo potesse bastare da solo a smorzare i toni, ma se ti sei comunque sentito offeso ti chiedo scusa e spero la cosa possa veramente chiudersi qui.

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  14. Il rispetto per le persone non è surreale, Enrico, ed io parlo di quello, non di avere torto o ragione. E personalmente, il rispetto per la gente non cade in prescrizione, come un vecchio reato.

    Torno a ripetere di non sentirmi offeso; solamente, preferisco che la gente mi venga a dirmi in prima persona quello pensa di me e del mio lavoro, per il quale io per primo dico che non finisco mai di imparare e conoscere qualcosa, e non parto con la presupponenza di dire " so tutto io e gli altri nulla ".

    Ad ogni buon conto, scuse accettate. Come ho ripetuto prima, l' argomento è chiuso.

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