giovedì 3 giugno 2010

VECCHI (?) MOTOTURISTI E GIOVANI LEVE

Per una volta un post senza foto. Principalmente perché son considerazioni che mi vengono così, di getto, e non saprei a che foto associarle. E poi anche perché ieri sono stato in moto, ho fatto 200 chilometri e nemmeno una foto, nonostante avessi la macchina fotografica con me.

E in effetti è del mio giro di ieri che parliamo. Avevo appuntamento con Andrea e Enrico, collaboratori del negozio dove lavoro: Andrea su KTM 990SMR e Enrico su una Zetina 750 nuova nuova... prima moto della vita e solo 400 chilometri segnati sul cruscotto. Si è aggiunto un loro amico in sella a una Suzuki GSR e siamo partiti alla volta del Muraglione, con l'idea di chiudere il giro tornando dal Passo della Calla e poi dalla Consuma o da Croce ai Mori: strade a me familiari, nuove per loro. D'altronde si parla di ragazzi di poco più di vent'anni. Enrico è ancora timorosissimo: raramente supera i 60 all'ora e sulle curve rimane praticamente "a piombo" con l'asfalto. Imparerà, ma ieri è stato anche un po'imbarazzante aspettarlo per minuti e minuti ogni venti chilometri, anche se non mi ha dato nessun fastidio; l'altro amico con la GSR ha un'andatura non sveltissima ma non si rischia di perderlo per strada. Non vuole fare il fenomeno, legge un po'troppi giornali di moto... ma ha gran passione. E ha già fatto, l'anno scorso, un giro sulle Dolomiti: io alla sua età nemmeno sapevo come fossero fatte. Andrea va forte. Cazzo se cammina, con quella KTM: niente di imprendibile, ma mi aspettavo solo "chiacchiere e distintivo" e invece mi ha impegnato, specie sulla Calla. Ci siamo fatti svariati tratti di strada a passo bello spedito, fino appunto in cima alla Calla: da qui in poi abbiamo trovato pioggia e io, che ero l'unico dotato di tuta antiacqua, sono tornato a casa per conto mio facendo la Consuma. Pausa caffè di dieci minuti da Giovanni al Muraglione, altrettanto breve in cima alla Calla per decidere il da farsi... niente foto, nient'altro.

Una volta a casa mi sono trovato a chiedermi chi me l'aveva fatto fare. Merda, ieri non mi sono divertito: ho solo rischiato grosso almeno in una occasione, andando spesso oltre i limiti di una andatura svelta ma ragionevole. All'età di Andrea quello era anche il mio modo di andare in moto, ma mi sono reso conto che non mi diverte più. Forse mi sto rincoglionendo, forse sto diventando un mototurista di mezza età... ma le cose stanno così. Fra dieci giorni partirò per un viaggetto, e se rifletto bene non so se ho davvero voglia di fare quella capatina al Nurburgring che avevo in mente; d'altronde il dubbio "tuta di pelle o completo in tessuto" per questo viaggio ce l'ho avuto abbastanza presente, almeno fino a ieri quando mi sono mio malgrado dovuto ricordare cosa significa fermarsi per strada a indossare l'antiacqua quando piove. Volevo partire in tuta di pelle perché in pista è sicuramente più sicura, ma a questo punto piuttosto evito il Nurburgring. Anche perché onestamente un po'di paura me la fa.

Andare in moto per me sta cambiando di significato, c'è poco da fare. La Giulia dopo i timori iniziali sta imparando e apprezzando, anche se dobbiamo ancora lavorare molto sulla sua presunta necessità di avere un trucco in ordine anche in moto. Fatto sta che scherzi a parte questa cosa da una parte rafforza il rapporto, e dall'altra mi spinge ancora di più verso giretti tranquilli e paciosi in compagnia della mia fidanzata piuttosto che verso solitarie sfide con il coltello in mezzo ai denti. Il confronto tra il breve giretto chiantigiano di domenica pomeriggio con lei dietro e la sparata di ieri mattina è impietoso. E anche senza di lei preferisco un passo svelto ma non tirato... a volte facendo il solito giro della Chiantigiana con caffè al bar SanGallo di Castellina (sono abitudinario...), a volte invece scoprendo posti nuovi e fermandomi a fare foto.

Mi sa che domenica mi perdo per la volterrana. E che partire per la Francia e chissà poi dove non mi creerà tutti i dubbi che mi creò la Costiera Amalfitana un paio di mesi fa...

Buona strada a tutti!

21 commenti:

  1. Tutto ciò fa parte del ciclo biologico dell'uomo motociclista,tutto normale!!!!
    Va bene così!ogni cosa per il suo tempo.
    Adesso ti cala il polso in futuro è inevitabile che ci cali anche qualcosaltro,quindi diamoci dentro.

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  2. Porco cane... meglio il polso!

    Per il resto per ora mi consolo... :-)

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  3. non è una cosa assurda. ognuno ha le sue strade. per quanto mi riguarda, non so se sono coglione o meno, ma non mi pongo il problema, senza sentirmi il coltello tra i denti o sentirmi aggressivo o esaltato, non riesco a recedere dall'ottica delle sportive, delle strade da godere in piega... del giro breve e monotono una volta individuate le strade che mi piacciono...e qui in puglia ne ho trovate di esaltanti. e pericolose, ahime'! insomma non so. è la mia dimensione, e vaffa a tutti...!!! credo sia l'esatto percorso contrario della maggiorparte dei motociclisti...ma non mi preoccupo. c'è moto x tutti.

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  4. Aspetta Antonio... non ho detto che mi sono rincoglionito del tutto! :-)

    Due pieghe svelte mi piace ancora farle, ci mancherebbe altro, solo che non parto più "apposta per", se così possiamo dire. Se anche salgo in moto per il solito giretto della Chiantigiana so già che quella decina di chilometri a passo allegro me li farò, ma fanno parte di un "rito" più ampio, fatto delle solite cose che a gente tutto sommato abitudinaria come me rendono certi giorni della vita una piacevole consuetudine. E quindi mi capita spesso di fare il solito giro, con la sosta al solito bar dove trovo le solite bariste madre e figlia che ormai se non mi vedono per un po'si domandano se mi è successo qualcosa... solite chiacchiere con i soliti amici... solito "tutto".

    Credo che l'importante sia non chiudercisi dentro, a queste piccole consuetudini... e per ora la voglia di vedere e scoprire non mi manca. Anche se a volte faccio tilt come un vecchio flipper... ma questa è un'altra storia! :-)

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  5. eh infatti credo di essere io molto piu' limitato come vedute, confinato al mio di rito, incapace di vivere in comunione la moto con altri o col piacere del viaggio e della scoperta del paesaggio, ma traendo diletto dalla solitudine del tratto in questione come se fosse una questione personale tra me la moto e la strada scelta. è dura ammetterlo ma è cosi; visto che hai accennato a delle tue piccole esperienze del tuo quotidiano in moto a conferma, cosa posso dire io... se una donna ti chiedesse di fare un giro in moto al mare, e ti ritrovassi a rispondere che hai smontato il telaietto posteriore (per il fastidio di andare in moto in due), questo la dice lunga su che tipo di tarli passino in mente a certa gente, cioè io...( premetto che non sono gay e la donna in questione non è esattamente il tipo a cui si dovrebbe dire una scusa di questo genere..).
    motociclista misogino?

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  6. Buondì. Piacevole, come sempre, il racconto. Ci sono indoli e indoli. E, seppur non radicalmente (o forse si), cambiano con l'età, le esperienze, le circostanze. Grazie al Cielo non ci sono né ricette, né strade maestre, né dogmi. Ognuno vive come vuole e meglio che può la Sua idea di moto (e non solo) nel contingente, traendo la massima felicità. Nel rispetto e senza danni per alcuno. Nè crucci per se stessi. Saludos.

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  7. Allora può essere così? prima vai fai e non ci pensi,poi vai fai e poi ci pensi,sui 40 ci pensi prima e poi se ci stà fai una manetta.
    I rinco mollano molto prima Dicendo "andavo troppo forte le moto sono pericolose,prima o poi mi schiantavo"Ma la mente la accendiamo o spegniamo noi come la rotazione del manico.
    Be adesso vecchiaccio va a farsi una burrida sul costo di Asiago con il suo vecchio Duca.

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  8. ma volete mettere un viaggetto chianne chianne annusando l'aria e contemplando paesaggi a una sparata di 2 ore rischiando buccia e patente !? no io non ci stò meglio la prima !

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  9. Come dice Giuseppe ci sono indoli e indoli, esperienze ed esperienze, situazioni e situazioni... e Antonio è qui che lo dimostra. E con lui, dall'estremo opposto, Mirko.

    Io per ora sto nel mezzo, e come dice Nicola (credo...) nel post anonimo, l'importante è non essere così imbecilli da smettere per la convinzione che o si rischia la vita a ogni curva o non si può andare in moto.

    Io per l'appunto stasera spero di andare a prendere la Giulia a casa e fare 100 chilometri di Volterrana a passo tranquillo in una romantica gita serale con pausa-cena dove capita; andare in moto ultimamente per me è soprattutto fatto di cose così, e non ho mai avuto più amore per questo stupido pezzo di ferro con le ruote...

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  10. msob83
    da vecchio vorrei ricordarmi come era sentirsi l'adrenalina in circolo o quel vago senso di sangue alla testa dopo una apnea nel casco.
    in ogni caso a comandare credo siano i gusti piu' che la velocita' pura. visto che siamo in tema di confessioni a 2 ruote, io nei rettilinei o nelle strade drittorse rallento e mi preparo per le curve successive nel menu', la sera non sono mai uscito e dico MAI in moto, ed effettivamente ti do ragione sui rischi in piu' nell'adottare certi stili. aggiungo che ho molta paura delle trappole della strada, ecco perche' faccio sempre lo stesso tratto, anche perche' non conoscere la strada mi inibisce molto e per divertirmi davvero devo farla moltissime volte. pensa che sul " mio " tratto preferito the best del mio cuore , posso dirti che in 30 km è comparsa una buca di 10 cm x 5-6 cm da una settimana in un punto preciso che ovviamente so benissimo. questo non mi salvera' da eventuali accidenti, pero' mi aiuta a divertirmi di piu'..pensa che quando a gennaio mia moglie mi ha detto che era in cinta per la 2a volta, ( avevo appena preso la cbr rr di fresco) sono stato doppiamente felice, sia per l'arrivo del bebe ma anche perche' mi sono accorto che potevo starmene da solo con la mia moto nuova...io e lei...cioè..prima di addormentarmi un pensiero a ripassare cio' che ho fatto se sono uscito in moto mi rilassa e mi concilia sogni tranquilli... dunque mi unisco a enrico nella frase..un amore viscerale per il pezzo di ferro a due ruote, ma cova credo un sogno di competere( in pista) ... il viaggio o la compagnia o il paesaggio aihme'..non sono compresi. non posso che abbandonarmi a questi desideri...resistere sarebbe peggio.

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  11. ps
    ometto di dire che sto meglio con la tuta paraschiena parapetto e casco e guanti e stivali invece che vestito normale per non sembrare eccessivamente esaurito e che per me le camicie sono ottime come pezze per pulire i mezzi in questione. ma una volta le indossavo, chissa' che è successo...e le compravo pure...pooraccio!!

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  12. PPS
    scusate la lunghezza, ma anche il concetto di natura e paesaggio, per me, assume connotati importanti.. nello scorrere a velocita' fast forward di quel verde pieno, di quel blu intenso, del silenzio delle 7 della domenica mattina( o sabato mattina) e nel connubio con quel urlo dei 10mila giri della moto che ti trapana i timpani , c'è qualcosa di dannatamente incredibilmente commovente. giuro.

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  13. @reparto corse n.6 la passione è passione siamo poi noi a sceglierne le modalità in ogni caso ci tengo a ribadire una cosa che ho scritto su un mio post : In moto si può morire... ma non cè modo migliore di vivere!

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  14. Resoconto del fine settimana.

    L'idea della gita serale è stata accantonata: Pisana è arrivata sulle sue quattro ruote e abbiamo cenato qui in zona, uscendo in macchina. Stamattina ci siamo svegliati verso le sette... lei ancora prima: ho aperto la finestra del bagno e ho riconosciuto quel qualcosa che racconta Antonio in quello che ho visto appena sveglio. Ho pensato a che spettacolo sarebbe stato in effetti un giro nel fresco di questa mattinata... poi sono tornato a letto e ci siamo riaddormentati come orsi in letargo. :-)

    Abbiamo fatto un giro fino a Castellina e ritorno nel tardo pomeriggio: la ragazza impara e apprezza, devo dire. Poi siamo arrivati a casa e ci siamo riaddormentati come orsi in letargo fino all'ora di cena. :-)

    Ma va bene anche così!

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  15. Le cose cambiano.
    E noi con loro.
    Oppure siamo noi che, cambiando, vediamo le cose che ci stanno diverso in modo diverso.
    In tutti i modi, è un cambiamento. Inevitabile.
    E come tale va accettato, ci piaccia o meno.
    Perchè tutti i cambiamenti spaventato o disorientano ma sono comunque esperienze in più.
    Qualcosa che prima non c'era.
    Una parte di noi che prima non c'era.
    Mi sta accadendo più o meno la stessa cosa.
    Meno pieghe, più tempo diritto, più tempo a gustarmi il tempo.
    E comunque, ricordando sempre che a casa c'è qualcuno che mi aspetta e a cui voglio raccontare ciò che ho visto.
    Con calma, senza fretta.

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  16. Sono incappato per caso in questo blog dapprima ho osservato le foto delle vecchie glorie, poi mi sono fermato su questo trafiletto e sui commenti.
    Ho quasi 35 anni, ho cominciato da raggazzino con un cinquantino Morini a 4 marce che nel giro di poco faceva i 120, ho seguitato con un'aprilia 125 e tagliando corto sono andato in moto fino a 2 anni fà con un 650 bicilindrico.
    Il mio giro tipico era sulla S.S. Montanara, Reticosa, Futa, Muraglione ecc., giravo tutti i fine settimana e con andatura tutt'altro che turistica.
    La motoretta era il mio principale mezzo di trasporto, la usavo per recarmi al lavoro, per qualsiasi spostamento, ci ho preso acqua, grandine e neve, ci ero sempre sopra e mi è capitato di trovarmi l'auto che non anadava in moto perchè si era scaricata la batteria tanto era che non la accendevo.
    Nonostante la mia motoretta non fosse nata per il turismo ero solito utilizzarla in estate con la mia signora per le vacanze, nonostante i dubbi e le perplessità che la mia dolce metà sollevò la prima volta, quando le proposi il giro di Creta, entrambi ad oggi concordiamo nel fatto che sono state le vancanze più belle della nostra vita quelle in cui attaccavamo i valigiozzi, la borsa da serbatoio e uno zaino (con il ragno) sullo strapuntino del codino.
    Non sono mancate le cadute nelle mie uscite del we, sono sleppato 4 volte e ho rischiato riperendendola per il rotto della cuffia in un numero imprecisato di occasioni.
    Non mi sono mai fatto nulla di grave, sono molto fortunato, il peggio che mi è successo fu una costola rotta, rimase il segno della vernice blu del mio caso per anni su un guardrail nella strada che dal p.sso della Reticosa porta verso Bologna... non sò se ci sia ancora, non mi ci fermo da molto tempo in quella curva ma rimase quel segno per anni.
    Ero solito uscire con alcuni amici, la maggior parte avevano "filosofie di giro" simili alle mie, si usciva per sturarci, il paesaggio lo si ammirava quando ci fermavamo per una birretta o una sigaretta o ad aspettare qualcuno che era rimasto indietro.
    Verso l'estate del 2006 la mia ragazza mi disse di essere in cinta, io ero felice ma i miei giri diventarono via via più tranquilli, gli amici della combriccola mi davano dei metri, ogni tanto rallentavano nel rettilineo in modo che li raggiungessi.
    All'inizzio del 2007 nacque la mia prima figlia, iniziavano di li a poco la bella stagione ma la manetta del gas riduceva sempre di più la sua corsa, non era più così divertente, nonostante le migliorie ai carburatori, all'aspirazione e allo scarico aveva perso parte della sua poderosa coppia... il cambiamento maggiore tuttavia non fù nel passo...

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  17. La frequenza subì la vaiazione più significativa, non facevo più carte false per ricavare almeno mezza girnata nel we per andarci a tirare e tra settimana preferivo prendere l'auto per andare a lavorare (fino a poco tempo prima ci dovevo pensare se utilizzare l'auto anche quando c'era la neve!)
    In estate con la bimba così piccola non si andò in vacanza lontano, tuttavia, mi accingevo a fare una minicvacanza con un amico con cui ero solito fare traking, lui non aveva la moto, si decise per la Marmolada, nonostante le atrezzature fossero ingombranti partimmo con la mia motoretta (faceva ridere da quanto era stracarica, apprezzai in quell'occasione la comodità del parabrezza alto che vedevo sulle moto da turismo e che a mè aveva sempre fatto scago, avevo attaccato con elastici e ragno i dormibene sul cupolino... che libidine!)
    La primavera del 2008 iniziò con l'incidente di uno dei piei più cari amici, R1 nuova spezzata in due da una panda, la gamba del mio amico era in mezzo, ad oggi ci stà ancora tirando dendro e ne avrà per un altro annetto prima di poter zoppicare fluido.
    Di lì a poco un altro che con il CBR fù meno fortunato, dicono sia stato veloce, dicono sia morto sul colpo.
    Quell'anno sempre più inspiegabilmete la manetta della moteretta era ancora più corta, sarà uscita 10 volte dal garage compresa qualche uscita per far visita al mio sfortunato amico in un letto di ospedale.
    In agosto le ultime vacanze in moto, la bambina con la nonna e io e la mia signora a Corfù con la motoretta.
    Lo stesso anno rispolverai una mia vecchia passione, l'Off Road, passai la mia auto alla mia signora che doveva cambiare la sua e acquistai una 4x4 cominciando a "pomparla" per il trial.
    A primavera 2009 la mia ragazza era nuovamente in cinta, scadeva l'assicurazione della mia amata motoretta, la lasciai sotto il telo e sui cavalletti, non rinnovai l'assicurazione... è lì, ferma, non la accendo da molto tempo, non ho cuore di venderla perchè ci sono affezionato (non c'è nulla da ridere, lei ha anche un nome), ogni tanto fantastico con la mia signora su quando i nostri bambini saranno grandi e noi riassicureremo il "cimelio" da non più giovani per andare a farci le nostre vacanze come da ragazzini.
    Saluti.

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  18. spero di potermi ricavare sempre il tempo per coltivare la mia passione, chiaro che la nascita di figli è quasi sempre la morte del motociclista.
    però non potrei considerare una vita senza moto probabilmente farei sempre carte false per ricavarmi una mezza giornata durante il mese.
    Però si sà a certe cose bisogna trovarcisi!

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  19. Matteo... innanzi tutto grazie per essere qui e per il tempo che hai dedicato a questo blog per raccontarci la tua storia.

    Però è una storia raccontata con malinconia, Matteo: sulle prime ho avuto il terrore che a scrivere fosse qualcuno rimasto su una sedia a rotelle o roba del genere. E tu invece hai due bambini e le strade che ti si pongono davanti SECONDO ME dovrebbero essere solo due. La prima ti dovrebbe portare a vivere felice i cambiamenti che ti ha portato la vita e ad allontanare quel velo malinconico che si nota chiaro nel tuo scritto e a dire "chissenefrega della moto" con un sorrisone a 86 denti sulla bocca. E la seconda potrebbe invece indurti a rifare l'assicurazione alla moto e a ricominciare ad usarla; in modo diverso da prima, certo, ma di nuovo. Magari una mattina ogni tanto per fare un giretto, non lo so... ma la moto fa parte di te ora come prima, e da quello che leggo sotto a quel lenzuolo in garage insieme a lei c'è anche una parte di te. Rispolverala insieme al serbatoio della moto...

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  20. Detto questo, concordo con Mirko che nelle cose bisogna trovarcisi, ci mancherebbe altro. Io di anni ne ho 36, niente moglie e niente figli, quindi magari parlo facilmente...

    Però da un po'di tempo ho una visione nuova della vita, una ragazza meravigliosa e tanta voglia di condividere tutto con lei, moto compresa. A famiglia e figli ci penseremo (forse...) più avanti: il vantaggio è che lei è molto più giovane di me, e nella mia mente malata ho idea di restare un motociclista attivo e strapraticante per almeno altri quattro o cinque anni. A quarant'anni magari mi sposo (forse...). :-)

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  21. Non volevo portar malinconia, semplicemente leggervi mi ha fatto ripensare ai discorsi che facevo un tempo scherzando con gli amici... dicevo con convinzione: "Io andrò in moto anche quando sarò un nonno con la zanetta... e se avrò mal di schiena mi piglierò una comoda BMW coi valogiozzi... e vedrete che sfiametti che faran le teste nei tornanti..."
    Poi anche per il motociclista talebano nella vita le cose cambiano, si pensa a cose che prima sembravano lontane o non le si calcolava affatto, forse se non fosse successo nulla agli amici con cui giravo adesso avrei ancora il mezzo assicurato e lo prenderei per dei giretti polleggiati saltuari.
    Gli eventi mi han portato a far la scelta di darci su, non in modo definitivo perchè ho deciso di vivere molto a lungo e la mia motoretta non si move di li.
    Ritengo anche che il giorno che ricomincerò, andrò in giro molto più tranquillamente di un tempo, probabilmete saranno belle vacanze.
    "I vecchi e i bambini non hanno il senso del pericolo!"
    Dice così un anziano meccanico mio amico quando sulla porta dell'officina vede partire sua madre ultranovantenne con la pandina 4x4 tassellata, che và sù per i rivali dei castagneti.

    Per addolcire la pillola della sofferta scelta mi son trovato un'altra valvola di sfogo che si conciglia meglio al cambiamento, quando ci si và a divertire non si può stare col pensiero " e se mi falciano, e se esce uno all'improvisso mentre sturo...
    Poi, a parte i pensieri, con dei cinni non si prende su e si sparisce tutto il pomeriggio proprio quando c'è il tempo di starci assieme, tra settimana si lavora, li si vede un'ora la mattina e 2 ore la sera.
    Nel we li si porta al mare, al fiume, al parco giochi, a raccogliere le more, a trovar le nonne, anche volendo non c'è proprio il tempo.
    Il lavoro del babbo collima per "orari" con le attività di sfogo notturno, per esempio, la sera quando sono a letto si può star due ore a cazzeggiare col PC, oppure, si può prendere il fuoristrada e andarsi ad infangare un pò... è orario ideale, escono gli animali, non ci sono escursionisti che ti guardano di traverso, non ci sono quelli in MTB che vengon giù come delle fucilate (non scherzo, c'è da trovarseli abbracciati al radiatore quelli li...), non ci sono le guardie ecologiche volontarie che ti corron dietro col tesserino...hehehe...
    Ciao.

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