lunedì 28 giugno 2010

UN GIRINGIRO DI QUATTROGIORNIQUATTRO - giornI 3&4

La settimana appena trascorsa mi ha visto pesantemente impegnato con il lavoro, anche dal punto di vista del tempo, tenendomi lontano dal blog quel tanto che bastava a rendere il mio giro della settimana precedente ormai... passato. Di conseguenza mi limito a un breve riassunto corredato da qualche foto, giusto per non lasciare la cosa incompiuta.

La mattina del terzo giorno sono stato "prelevato" da Donato direttamente in agriturismo, di buon'ora. Mi ha portato a fare un bel giretto di 150 chilometri circa alla scoperta delle strade lucane e soprattutto delle bellezze del territorio. Oltre a farmi nuovamente scoprire la genuinità della gente di questa regione, se mai ne avessi avuto ulteriore bisogno. Ci siamo infatti fermati per un caffè in un bar di un paese del quale non ricordo nemmeno il nome, ed è nata la classica piccola discussione su chi offre; da un momento all'altro un anziano signore accanto a noi, che non ci aveva mai visti, ci ha risolto il diverbio offrendo il caffè a tutti e due. Cosa piccola, ma mai vista prima da nessun'altra parte nel mondo, e anche questo fa della Basilicata un posto particolare.

A fine giro ho ringraziato Donato per tutto e sono ripartito. Volevo visitare una interessante località vicino Melfi per la quale avevo visto l'indicazione sulla strada, ma ho pensato fosse il caso di evitare e ho proseguito in autostrada fino a Cassino. Da lì ho attraversato il Parco Nazionale d'Abruzzo con l'intenzione di dormire a Santo Stefano di Sessanio, nella zona di Campo Imperatore, dove sono arrivato per l'ora di cena.

Una volta trovato da dormire non è stato facile trovare anche da cenare, dato che il posto non è che sia proprio il più mondano di questa terra, ma ho comunque potuto rifocillarmi con una spettacolare scamorza fusa nel ristorante di un b&b gestito da un monsterista locale, per dedicare la mattina dell'ultimo giorno a una visita più approfondita della zona.

Ho scoperto l'esistenza di una stradina secondaria che da Santo Stefano di Sessanio taglia l'altipiano per sbucare non lontano dal Valico delle Capannelle che è l'accesso opposto: stradina del Valico Capo la Serra, assolutamente da non tralasciare, tanto che io l'ho fatta due volte.

La prima per arrivare a Castel del Monte che comunque non ho avuto gran tempo di vedere, e la seconda per andare a pranzo al Ristoro Mucciante non scordandomi di fermarmi 2000 volte a fare foto. La strada in sé stessa non è quel paradiso della guida, ma se si vuol vedere il panorama non ha eguali...



Come unico è il Ristoro Mucciante. Si entra e ci si trova davanti un bancone diviso in due tra salumeria e macelleria: volendo mangiare carne è possibile cuocersela di persona nei braceri messi a disposizione all'aperto, ed è una cosa di un rilassante incredibile. Ho comprato otto arrosticini, una salsiccia, tre fette di pane e una bottiglia d'acqua, aggiungendo una calamita (da 2 eurI e mezzo) per la collezione di mi'madre, e ho speso 8 eurI totali... mangiando esageratamente bene.

Gonfio come un piccione sono ripartito dal ristoro e ho fatto un giro piuttosto lungo passando anche per il Terminillo per arrivare fino a Terni dove ho visitato la Cascata delle Marmore, davanti all'ingresso della quale ho inaspettatamente trovato un piccolo monumento alla memoria di Libero Liberati che sapevo essere ternano ma non proprio originario del paese di Marmore: non si finisce mai di imparare, e oltretutto fa piacere vedere il monumento fatto a un motociclista...



Da Terni ho ripreso l'autostrada al casello di Orte e sono poi arrivato fino a casa. Duemilacentosettanta chilometri dopo essere partito. Bel giringiro... anche senza andare all'estero!

2 commenti:

  1. Mi fai venire voglia di comprare pure a me un Biemmevù .......... ;-))

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  2. 6 meglio di un certo Ted Simon...
    no vabbe' è impossibile, pero' complimentoni.
    a.

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