sabato 3 aprile 2010

UNGIRINGIRODIDUGIORNIDUE




Ci sono momenti in cui partire è una specie di necessità. La voglia di andare via ti prende a tal punto che non ce la faresti nemmeno ad aspettare il giorno in cui davvero hai preventivato di andartene. E ci sono volte in cui fai progetti su progetti, pensi e ripensi per mesi al giro che vuoi fare, e invece quando arriva il momento scopri che non ne hai nessuna reale voglia. Quelli sono i momenti in cui ti prende veramente lo sconforto. Hai rimuginato per mesi su quel fantastico viaggio che volevi fare, e arrivato al dunque la pigrizia sembra prendere il sopravvento su quella che credevi fosse una passione incrollabile; era quello che sostanzialmente mi era successo lunedi scorso al momento di partire da San Casciano dei Bagni: una sorta di via di mezzo fra l'appagamento di una due giorni di lavoro e relax e la reale stanchezza fisica che mi stava saltando addosso. E' stato meglio tornare a casa, soprattutto facendo quello spettacolare tragitto che mi sono inaspettatamente trovato davanti chilometro dopo chilometro. Però una volta a casa ho passato il giorno seguente a cazzeggiare davanti al computer, sperando di riassorbire un po'di stanchezza e di farmi tornare la voglia di partire. La sera ero in paranoia, e quello che è successo nei due giorni successivi è stato possibile solo grazie a Giulia, mia preziosa psicologa personale a costo zero.

Sono comunque andato a dormire piuttosto abbattuto. Voglia di partire pari a zero, frustrazione a duemila. Alle otto e un quarto mi sono svegliato, e non so cosa sia scattato in quel preciso momento: ho aperto gli occhi e ho detto "andiamo". Nel tempo che ci ho messo a preparare un po'di bagagli stavo per cambiare di nuovo idea, ma mi sono imposto con tutte le mie forze di non dare ascolto alla parte timorosa di me che mi suggeriva a gran forza di non fare quel che stavo per fare. Partire per un viaggetto per me diventa ogni volta di più una piccola sfida personale, non so per quale ragione: l'importante è continuare a vincere queste piccole sfide che mi pongo davanti... è un modo per ricordarmi che questo mondo non finisce sulla soglia del mio cancello.

Alle nove e venti ero in moto. Meno di sei ore dopo avevo scaricato i bagagli nel primo albergo che avevo trovato, a due chilometri da Sorrento, con terrazzina personale affacciata a picco sul golfo. Quattrocentosettanta chilometri, una sosta per benzina e caffè, e davvero non tanta stanchezza. Infatti il tempo di staccare le valigie alla Quattrostagioni ed ero contento come un bambino a scorrazzare fra i pif-paf-destra-sinistra della Costiera Amalfitana.


Prima di partire dall'albergo ho chiamato l'amico Guido, il quale era un po'incasinato ma avrebbe fatto il possibile per raggiungermi una volta fuori dal lavoro; nel frattempo mi ha dato i primi ragguagli per orientarmi su dove-come-quando-perché, con l'idea di sentirsi più tardi. Appena fuori dall'albergo uno pensa che siccome la Costiera Amalfitana è una strada lunga tra i quaranta e i cinquanta chilometri, sicuramente prima dell'ora di cena avrà fatto il suo primo giro panoramico bello svelto dall'inizio alla fine: niente di più sbagliato. La strada è sì uno spettacolo per la guida, ma la prima volta che la vedi non riesci a fare due curve senza fermarti ad ammirare il paesaggio e fare foto. Chi vive lì probabilmente è assuefatto, ma chi arriva da novizio non può riuscire a guidare "e basta", nonostante la bellezza del tracciato. Scogliere a picco sul mare e paesaggi da cartolina ti aspettano dietro ogni curva, e fare solo quello che ti eri prefisso di fare ti risulta assolutamente impossibile.

La sera non ha tardato ad arrivare, e di sera ancora più che di giorno ti accorgi che il sud è "un'altra Italia", qualcosa a cui non sei abituato. Da noi alle sette e mezza di sera le strade sono popolate solo di gente che pigramente si dirige verso casa con l'unico pensiero di non fare tardi per la fine del telequiz; il sud è vivo, le strade pullulano di gente, tutti si riversano per strada in macchina, in motorino, a piedi... tutti danno l'idea di aver voglia di vivere e fare festa, ogni giorno della settimana. Di mercoledi sera ho cenato in una pizzeria al taglio, e ho dovuto fare la fila prima che riuscissero a servirmi. E la pizza fritta alla napoletana è qualcosa che non si può descrivere: trancetti di calzone ripieni nei modi più vari (io ho provato salsiccia e broccoli e salsiccia e scamorza, ma le varietà sono infinite...), pesantissimi ma esageratamente buoni. Una delle cene più piacevoli che io ricordi nel recente passato, benché onestamente in tutto quel casino e con quel che si sente dire ogni due secondi buttassi l'occhio sulla moto fuori dalla pizzeria per controllare che non le succedesse nulla.

Avevo preventivato di restare tre giorni, ma non so per quale ragione nonostante il posto sia bellissimo alla fine ho deciso di ripartire alla mattina del secondo. Avevo fatto due passi per Positano, avevo fatto due pieghe per la Costiera... ormai forse il mio senso di sfida era soddisfatto. Quindi la mattina mi sono svegliato di buon'ora, ho fatto una colazione leggera e sono ripartito. Questa volta mi sono fatto davvero tutta la Costiera, fino quasi a Salerno, fermandomi tra l'altro ad Amalfi che è un paesino davvero bellissimo. La cosa più meravigliosa, a parte la pastiera e soprattutto il caffè che ho potuto apprezzare nel bellissimo bar della piazza centrale, è il duomo. Non parlo dell'architettura in sé: molto bello da vedere, ma non ho competenze per poterlo valutare artisticamente. Quello che mi ha stupito e divertito è il fatto che ci siano case che praticamente affacciano le loro terrazze sul duomo, e che alla gente che ci abita sia permesso di stendere i panni direttamente lì, in culo alle belle arti e alla salvaguardia del paesaggio. Questa è un'altra delle cose belle del sud, secondo me: la vita vissuta con semplicità e leggerezza, quando da noi chi abita nel corso principale di un paese di merda come per esempio San Giovanni Valdarno se stende un paio di calzini dalla finestra ha i vigili sotto casa che gli sparano con il mitra. Nello stesso modo in cui se da noi ti fermi un attimo in doppia fila la gente ti prende a urla, mentre da loro l'ingorgo è festosamente interpretato come stile di vita.

Tornando al discorso principale e uscendo da considerazioni di stampo filosofico, dopo il giretto fino alla fine della Costiera mi sono fermato per pranzo (madonna quanto è buono o'panuozzo!), dove all'ora del caffè mi ha finalmente potuto raggiungere Guido, conosciuto anni fa sull'ormai defunto desmoblog, con il quale ho avuto modo di scambiare finalmente quattro chiacchiere di persona. E mi viene da pensare che alla fine dei conti il desmoblog, per quanto sia ormai ridotto all'ombra di sé stesso, è stato comunque almeno l'occasione di conoscere persone che hanno la mia stessa passione e di condividere questa passione con loro. E mi riferisco a Guido che è l'ultimo che ho avuto la possibilità di incontrare, ma anche a Fabio e a Marc, con i quali i rapporti sono tuttora vivi.

Come al solito, le considerazioni finali. Inutile sottolineare ulteriormente che la Costiera va vista, almeno una volta: due giorni possono anche bastare ma se si è in compagnia tre o quattro sono anche meglio. E poi il solito apprezzamento alla Quattrostagioni che ha vissuto il suo primo compleanno come le si conviene: in viaggio e con diciannovemila chilometri sul groppone, milleccento dei quali fatti in questa due giorni. Peccato solo essere alla frutta con le pasticche freno e soprattutto con la gomma anteriore: dopo poco più di tremila chilometri mi ha salutato proprio sul più bello, e solo Sauro può sapere quanto può diventare dura da guidare una Kappa con la gomma davanti finita. In ogni caso gran moto, non mi stancherò mai di dirlo.

E poi, ultimo ma più importante di tutte le altre cose, il mio ringraziamento a Giulia. Per esserci sempre, per sopportare e aiutarmi a superare le mie paturnie da viaggiatore mancato e per sapere sempre e comunque quale sia la cazzata più divertente da dire quando mi girano i coglioni.

Ti vugliobbéne!

9 commenti:

  1. Altro giro, altra botta di invidia.
    Ci andai tanti, tanti anni fa in Costiera.
    Praticamente, tanti anni fa da farmi pensare che fosse un altro io.
    Ma sono d'accordo con te: ne vale la pena.
    Sempre.
    Come mantenere i rapporti anche al di fuori del blog.
    Ne vale la pena. Sempre.
    Ci si vede domenica.

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  2. è inutile.....tanto nn mi resta che sognare attraverso i tuoi racconti e le belle foto :-((
    Ma la speranza è l'ultima a morire e nn mi rassegno. Questo pomeriggio ho rimontato i cilindri e la moto è quasi finita ;-)
    Invidiaaaaa

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  3. Ci si vede domenica, Fabio, sì! E spero di ricordarmi che ti devo portare quella cosa che ti avevo accennato e che ti devo dare da una vita: purtroppo non c'è più stata occasione...

    nojapanbike... invidia è la mia per te che sai tirar giù un motore e rimetterlo su senza dover andare a pagare un meccanico, altro che storie! Se non si hanno particolari impegni, girare una chiave e partire è molto meno difficile, credimi... :-)

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  4. Bene bene, così avrò modo di conoscerti di persona anch'io.

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  5. Guido Macchiaverna- IL DUCATISTA-7 aprile 2010 22:48

    Finalmente dopo il cambio di casa e la linea internet ripristinata,colgo l occasione x salutare tutti voi e sopratutto ringraziare di cuore x avermi citato qui sopra(ke onore :))l'amico ENRICO!!! Caro Enrico,io ti aspetto di nuovo qui in costiera,magari con Sauro,il quale mi piacerebbe conoscere e stringere la mano x la passione e la grande competenza che ha..Caro Enrico,ti prego di venire la prox volta x un paio di giorni e sopratutto venire quando anke io posso farti da cicerone con il mio Mostro Bicilindrico,e ti assikuro ke l 'amata Costiera Amalfitana,la conoscerai ankora meglio e kon qualke spettakolo ke ti sei perso,come S.Agata dei 2 golfi!!!Beh che dire,ti conoscevo sul Desmoblog,con te ho avuto spesso aspri confronti,ma ti ho sempre ammirato x la passione ke hai,e conoscendoti dal vivo è stato un piacere poter parlare e sorridere davanti ad un caffe'..mi sembrava di conoscerti da una vita!!!!sei davvero un grande Motociclista,ammiro i migliaia di km ke affronti nei tuoi viaggi;x la prox volta ,se vieni ti porto a Napoli a mangiare una pizza ke non potrai neanke sognare,e dimenticavo un altra cosa:"Ogni volta che si va in Costiera è come fare uso di Droga,non ne puoi fare piu' a meno!!hai bisogno delle sue curve e di quel mare blu e quei paesaggi che sembrano finti talmente ke so suggestivi..vi saluto a tutti,dal frequentatore piu assiduo della mia amata terra:"COSTIERA AMALFITANA"...Patrimonio del mondo!!!! Ciao Enri' ritorna al piu' presto!!!!

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  6. Beh... Guido... che dire?

    Non posso che ringraziarti per gli apprezzamenti... e sottolineare che in effetti il desmoblog alla fine a qualche cosa è pur servito. In effetti fare due chiacchiere come vecchi amici che condividono una passione, pur non essendosi mai visti prima, è qualcosa di cui non possiamo far altro che ringraziare quel desmoblog che tanto ci ha fatti incazzare tutti, prima o dopo.

    Chissà... forse tornerò; forse torneremo. O forse coglierai l'occasione di quell'appoggio che ti si sta per creare in Umbria per venire tu a far qualche giro un po'più a nord, nel momento in cui tutti i suoni si saranno accordati. Girare e vedere nuovi posti è sempre qualcosa di cui arricchirsi: tanto meglio se si riesce a unire questa cosa bellissima con la nostra passione per la moto. A volte costa fatica muoversi, ma una volta tornati non capita mai di chiedersi "che ci sono andato a fare?", dovunque si sia stati.

    Però se torno vedo di portarmi il Superlight... con quello in Costiera mi leggi la targa col binocolo. :-)))

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  7. La sboronata di fine post ci stava tutta... :-)))

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  8. Guido Macchiaverna - IL DUCATISTA-9 aprile 2010 00:31

    Enrico ke dirti: Amo le Sfide e aspetto con ansia che mi vieni di nuovo a trovare..ci sara' piu' sfizio bastonarti con un 620 kon frizione in umido :) ciao Amikone

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  9. Occhio che la vecchia si sta per fare il lifting... e per ora non dico altro. :-)

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