domenica 3 gennaio 2010

VIAMAGGIO...A GENNAIO!

Stamattina avevo una commissione da svolgere a Città di Castello. Ho attentamente valutato il mezzo di locomozione più opprotuno da utilizzare per raggiungere la meta, analizzando con metodo le informazioni che avevo a mia disposizione:
  1. Ottanta chilometri circa da casa...
  2. Mattina del 3 gennaio
  3. Partenza intorno alle 8,45
  4. Temperatura intorno allo zero
  5. Cielo sereno

Avendo premesse di questo tipo, chiunque credo avrebbe in un attimo deciso per la moto piuttosto che la macchina: la buona stagione invita! Fatto quel che dovevo fare a Città di Castello, erano circa le undici, mi si apriva un mondo di Appennini davanti. Bocca Trabaria o Bocca Serriola da imboccare direttamente da dove ero, oppure Viamaggio tornando un po'indietro in direzione di casa. Vista l'ora ho scelto quest'ultima destinazione più che altro per comodità, e mi sono avviato. Il freddo mi stava dando tregua, la strada era buona e a un certo punto dentro al casco mi son trovato a ridacchiare pensando che il 3 gennaio piuttosto che al caldo del caminetto mi trovavo su una strada di montagna a pennellare curve a passo tranquillo ma maledettamente soddisfacente, respirando aria fredda e godendomi un sole tiepido nonostante i 5 gradi al massimo. Credo che solo tre anni fa non ci avrei creduto nemmeno se me lo avessero fatto vedere nel mio futuro...

Lo scenario che mi si è presentato negli ultimi tre o quattro chilometri prima della vetta del Valico purtroppo non è stato altrettanto soddisfacente e si può vedere nelle foto, che non rendono nemmeno bene l'idea della situazione. Molte curve erano coperte da una sottile ma pericolosa patina di neve, spesso lunga anche un centinaio di metri: arrivare in cima non è stato difficile, ma c'è voluta un po'di attenzione. Attenzione che è tornata ai massimi livelli quando, scendendo, ho fatto un seconda-prima un po'allegro (capirai... avrò fatto trenta all'ora) e il dietro del mio pullman da due quintali e mezzo ha dato una leggera scodinzolata sulla neve facendomi stringere un tantino le chiappe. Però ho riportato la Topona a Sansepolcro sana e salva, e la gita si è conclusa tornando dalla Libbia a ruota di un tipo su una spettacolare Africa Twin 650 dell'88, tenuta come l'oracolo e notevolmente svelta considerata l'età. I miei complimenti al pilota e alla sua bellissima vecchia signora! Ah... tra l'altro... non mi risulta che normalmente una Africa 650 tiri i 170 orari in uno sputo di rettilineo senza nemmeno che chi la guida si abbassi un pochino... :-)

10 commenti:

  1. Io mi sono divertito di meno. Ero in garage a misurare, segare, saldare, occhiometrare ecc.

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  2. Anch'io l'anno scorso sono andato con mia moglie.
    Tanto mi sono detto poi mi scaldo arrivato in cima al ristorante........

    Putroppo l'ho trovato chiuso. :-)))
    Che freddata!!

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  3. CHE BELLO.... UN Pò TI INVIDIO...IERI è STATA UNA GIORNATA MERAVIGLIOSA... UN CIELO AZZURRO CHE NEANCHE A PRIMAVERA, E HO IMMAGINATO TE IN GIRO CON LA TUA TOPONA! CHISSà SE UN GIORNO MI PORTERAI A FARE UN BEL GIRETTO... MAGARI NON CON LA NEVE E LA PIOGGIA... CONSIDERATO IL MIO SCARSO "EQUIPAGGIAMENTO" PER LA MOTO...MA UN GIRO VORREI FARLO VOLENTIERI.

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  4. Grande Enrico.. Non c'è che dire..

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  5. Non siete gente normale ad andare in giro in moto con questo freddo :-))

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  6. che dire...sempre più invidia. Io ero a montare uan scale nella cantina dei miei!

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  7. Pur non essendo un' appassionata di moto passo moltissime volte dal vostro blog.E' sempre un piacere leggerlo.Ciò che scrivete infatti trasuda(passatemi il termine)passione,una passione genuina,autentica,viscerale.Non posso nascondere che alcuni post mi hanno addirittura emozionata perchè il vostro andare in moto non è una gara A CHI CE L' HA PIù GROSSA o a CHI VA PIù VELOCE ma è uno stupendo rapporto a TRE(voi,la moto,la strada).Il vostro andare in moto non è l' ostentazione del mezzo posseduto.A tal proposito mi vengono in mente quei tipi vestiti da cerimonia che sfilano(perchè di una silata si tratta)nelle vie ben trafficate sui loro bolidi superlucidi.Se uno poi si mette ad osserverli bene noterà che tutto in loro grida"ehi guarda quanto sono figo".Spesso dietro a questi centauri modaioli e fashion victim sta seduto un' ineteressante accessorio,la superbambolonasexy anche lei naturalmente tirata a lucido con i panni buoni dellla Domenica.
    I racconti delle vostre "imprese" invece parlano di tutt' altro,parlano di paesaggi bellissimi,asfalto irregolare,d'intemperie e d' amore.Quell' amore che non vi fa stuprare la strada ma vi fa dialogare con lei.
    Credo di essere stata fin troppo prolissa ma era da tempo che volevo complimentarmi con voi. Grazie

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  8. Accidenti dicci almeno come ti chiami...mi sono commosso!!! Queste sono le parole che un motociclista vorrebbe sentirsi dire dalla propria amata (dalla moto, ovviamente, parafrasando il Mosè di Michelangelo).
    Torna presto :-)

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  9. allora.... non tutti ci considerano dei matti da manicomio.... oddio !! sono commosso ! grazie anonima

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  10. Guido Macchiaverna- IL DUCATISTA-8 gennaio 2010 00:13

    ENRICO solo a vedere le foto ke hai pubblicato dico che hai ,scusate la parola(MOLTE PALLE),x guidare una moto con quel tipo di asfalto..a me con poke goccie di pioggia gia tremavo,figuriamoci con neve a terra!!!Ti ammiro un casino..bellissimo il racconto come sempre,e anche il posto..beh come narratore credo che mi hai superato da un bel po,visto che io narro le mie camminate nei curvoni della costiera amalfitana in attesa che poi sarai tu a narrare le gesta quando verrai a trovarmi!!!Condivido e mi complimento con (l autrice),del commento anonimo..secondo me è una Donna ed è pure qualche vecchia fiamma dell amico ENRICO...su BISCHERO che non sei altro..a me non mi fai fesso caro:) so bene che la tipa non ved l ora di stare dietro a te..e bravo Enrico,anke Latin Lover oltre che motociclista..Vi saluto e vi leggo sempre volentieri..W questo sito fatto di passione e genuinita..ciao amici:)

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