venerdì 30 ottobre 2009

Desmosedici ST


Cos'é il genio...



Una volta, anni fa, mi fermai all’autogrill con il furgone, stavo andando a Magione con l’888, appena sceso sentì il suono di una Ducati che arrivava, mi fermai ad aspettare. Erano una coppia, marito e moglie, su una 916, la 916 meglio usata che abbia mai visto, il tizio ci aveva montato le valige di una ST2, aderenti e ben montate, tanto che sembravano fatte apposta. Evidentemente la stessa idea è venuta anche ad altri.

martedì 27 ottobre 2009

1098 Superlight





Via la pompa dell'acqua, ne prende il posto una elettrica,
via lo scarico sottosella per uno artigianale in titanio,
via l'alternatore ed il volano insieme a tutto il carter che li copriva,
via la frizione a secco a comando idraulico per una più piccola e leggera in bagno d'olio con comando a filo,
via finalmente quello stupido monobraccio...
tanta fibra di carbonio, ma veramente tanta, il vero serbatoio della benzina sta sotto al guscio visibile e pesa solo 1,8kg,
quasi 3 anni di lavoro per arrivare al peso record di 136kg.

giovedì 22 ottobre 2009

Bilanciamenti artistici


Albero motore Ducati 750F1 forgiato grezzo

Biella Ducati 900SS '74

Operazioni di alleggerimento e bilanciatura


Albero F1 finito in compagnia di altra ingranaggeria che ha subito lo stesso trattamento.
Così come la paternità di soluzioni tecniche che poi diventano di dominio pubblico, ci sono forme d'arte la cui proprietà intellettuale non é protetta da nessun copiryght, da nessun brevetto, nonostante richiedano decenni di studio e di pratica, e indubbiamente lo spesso sottovalutato talento.
Foto da : http://desmobalance.com/

lunedì 19 ottobre 2009

BMR Supermono


Quando diverso tempo fa, più o meno nel 2006, apparvero le foto di questa novità, fui incuriosito non tanto dalla moto quanto dalla particolarità del motore. La Neander Diesel infatti, come dice il nome monta un motore bicilindrico parallelo turbo diesel, che stando a quanto dichiara la casa dovrebbe erogare un centinaio di cavalli ed una coppia di 200Nm. La Neander (non una vera e propria casa motociclistica ma più un’azienda di ingegnerizzazione) dice che il proprio motore nasce come progetto modulare, e può diventare facilmente un 4 5 o 6 cilindri per varie applicazioni. La caratteristica principale non è l’alimentazione a gasolio, infatti questa era stata già applicata in campo motociclistico sulle Royal Enfield con motore Lombardini, su altre realizzazioni artigianali con ciclistica BMW e motori Daihatsu o Citroen e su una Kawasaki KLR per l’esercito.

L’ innovazione che ha reso gradevole (così dicono) l’applicazione di un diesel su una cruiser è l’imbiellaggio composto da due alberi motore controrotanti e due bielle per ogni cilindro. Questo sistema consente non solo di equilibrare notevolmente il motore a livello di vibrazioni, ma dovrebbe contribuire ad aumentarne l’affidabilità e la durata in quanto elimina completamente le forze di spinta oblique sul mantello del pistone, quelle stesse forze che “consigliano” i progettisti a non scendere sotto il rapporto di 2:1 fra lunghezza biella e corsa, e sono fonte di attriti ed usure anomale dei pistoni che hanno portato per esempio alla realizzazione dei mantelli grafitati. Il conto da pagare per questi vantaggi è ovviamente notevole, dato che tutto il sistema è a rischio rumorosità ed è ovvio l’aumento di attriti sull’imbiellaggio e l’aumento di masse in movimento e di componenti, quindi di costi, per non parlare dell’ingombro che va ad assumere il basamento.

Verrebbe quindi ovvio concludere che questa Neander sia più che altro una promozione per questo tipo di motore, che pare interessante ma adatto più ad applicazioni industriali e mezzi pesanti che ad auto o moto.

Invece, gironzolando per la rete apprendo che anni fa, ben prima di questa cruiser, un famoso team tedesco aveva realizzato un bel motore motociclistico per correre nella classe Supermono. Il team è il BMR ed è famoso per aver fatto correre anche Katja Ponsgen. Una loro moto era apparsa su Mototecnica, interessante perché completamente artigianale di ciclistica, aveva il motore su base Suzuki DR 800 ma con gruppo termico rifatto di sana pianta ed una testata con ammissione a 6 valvole radiali con flusso incrociato, condotti d’aspirazione perfettamente verticali e due uscite di scarico laterali una davanti ed una dietro. L’evoluzione successiva di questo motore fu il rifacimento completo del basamento con l’adozione di un’ imbiellaggio a doppio albero controrotante come poi è stato adottato sulla Neander. A dire il vero non so nemmeno se questo motore è poi finito su una moto e se si con quali risultati, quindi se c’è qualcuno meglio informato e ci vuole raccontare qualcosa ben venga.

Il motore con basamento Suzuki


Katja Poensgen

Motore a doppio albero


mercoledì 14 ottobre 2009

Benelli Supercharged






La moto é una spettacolare Benelli 4 cilindri (250?) raffreddata a liquido e sovralimentata, le foto le ho fatte io al museo Morbidelli

venerdì 9 ottobre 2009

VFR 1200

Oggi è stato il gran giorno della presentazione della nuova Honda VFR. Per anni ho avuto un sentimento prossimo al disgusto alla vista di una qualsiasi moto prodotta in Giappone; solo in tempi relativamente recenti ho allargato le mie vedute, anche a causa dell'evoluzione (?) della gamma di veicoli prodotti dalla Ducati. Fino a poco tempo fa trovavo il rumore del V4 Honda decisamente sgradevole, e a dire il vero se sento passare una VFR 800 tutto'ora non è che la sua melodia mi esalti. D'altronde fino a pochi anni fa non avrei saputo concepire una moto diversa da una sportiva più o meno estrema. Forse sono invecchiato, e nel frattempo anche rincoglionito: fatto sta che questa moto mi piace. Strana da guardarsi con quel faro che sembra preso da un cartone animato con gli alieni, grossa, pesante... ma io la trovo una gran bella moto.

Una sport-tourer. Nuova. Roba da non credere! Eppure in Ducati sono certi che sia un settore privo di interesse, privo di potenziali clienti... tanto che la ST è stata lasciata morire di stenti dopo la SS. Da quelle parti sembra che non passi mai un motociclista: moto per motociclisti ormai non ne hanno più in catalogo nemmeno una. Però sempre più Case motociclistiche, dopo aver un po'tralasciato il settore, stanno nuovamente prendendo in considerazione l'idea di produrre moto sportive ma non estreme; moto veloci e divertenti ma anche comode e valigiabili per fare tanti chilometri senza troppi disagi. La BMW con le nuove Kappafrontemarcia (addirittura tre versioni, oggi diventate due) si è buttata nel settore anche con l'intento di svecchiare un po'la sua immagine di Marca adatta solo ai turisti puri, e secondo me ci è ben riuscita (tanto che una me la ha pure venduta!). La Kawasaki ha addirittura due modelli ben distinti seppure con una base comune: una bellissima ZZR per chi vuole un mezzo più sportivo, e una altrettanto bella GTR per chi invece cerca più comodità e propensione ai viaggi. La Yamaha ha la FJR1300 e la Fazer 1000, addirittura due moto completamente differenti a seconda delle esigenze del cliente. Suzuki propone la Hayabusa... forse dovrebbe almeno cambiare designer, ma per il resto pare la moto sia un gran bell'oggetto. Triumph ha la Sprint ST che pare vada bene almeno quanto è brutta a guardarsi, e se è vero c'è da aspettarsi miracoli.

Yamaha, Suzuki e Triumph non hanno modelli freschissimi, ma Honda ha fatto il primo passo dopo un periodo di sostanziale calma nel settore... il che mi fa pensare che tutti correranno ai ripari. Insomma, il settore è tutt'altro che privo di interesse come Ducati vuole raccontare ai propri clienti. Di motociclisti sportivi ma che macinano tanti chilometri e vogliono farlo comodamente ce ne sono più di quello che ci dicono: quello che non capisco è il perché. Mi pare che si divertano a tirarsi le martellate sulle balle: hanno spinto a dismisura sulla loro identità estremamente sportiva, hanno lavorato più di marketing che di progetti... e che cosa è venuto fuori? La Stradapersa. Bel risultato!

Cazzo... ma una Supersport adatta anche al mototurismo, una via di mezzo fra la vecchia SS e la ST, era una idea così idiota? Un motore 2 valvole ad aria da un centinaio di cavalli, un peso sui 200/210 chili senza star troppo a badarci, una posizione di guida comoda, posto per il passeggero e possibilità di montare valigie dedicate con attacchi "discreti"... Il tutto a un prezzo sui 12000 euro, tutt'altro che impossibile evitando minchiate come le scritte Ohlins sulle sospensioni. Ne avrebbero vendute meno di quante Ipermotard o Stritfaiter stanno realmente mettendo per strada?

Lo so... sempre i soliti discorsi da sfigato: ma quando vedo che gli sfigati stanno perfino negli uffici progettazione della Honda... beh... un pochino m'incazzo ancora.

martedì 6 ottobre 2009

Multistrada 1200





L’ imminente presentazione della nuova Multistrada 1200 mi porta a voler riflettere su un’ argomento che potrebbe interessare a chi ama fare tanti chilometri in moto, ducatisti o no. Tutto parte da una domanda che mi faccio da tempo, forse è una domanda retorica, la faccio lo stesso: Come mai così tante case si ostinano a voler tentare di insidiare il trono della GS1200?

La risposta ovvia è che in molti vorrebbero cercare di guadagnare tanto quanto la BMW con quella moto, che viene indubbiamente comprata da tantissima gente nonostante il prezzo, gente che la usa o gente che ci fa 1000km all’anno poco importa, l’ importante sarebbe venderne tante per la salute delle aziende e per le tasche di chi in quelle aziende ci investe.

A me la GS non piace, le relative brutte copie tantomeno. Che senso ha dare un’ impostazione da endurona ad una moto stradale, visto che se uno ha voglia di andare in fuoristrada con una motona così difficilmente sceglie GS (con ruote in lega tra l’altro) o similari ma casomai una KTM che è senz’ altro piu adatta , ma questo è ovviamente soggettivo e se uno vuole quella ha diritto di comprarsela e farci quello che gli pare. Sembra comunque cosa appurata che il successo della GS non sia da attribuire tanto alla formula quanto alla GS stessa e al fenomeno di costume che è diventata, infatti nessuna delle avversarie è riuscita ad eguagliarne il successo. Nonostante ciò continuano a provarci, non solo, adesso si sono messi pure a copiarla spudoratamente, vedi le forme dell’insieme serbatoio parafango oppure dell’unghia sulla ruota posteriore della nuova Multistrada (la vecchia sarà stata brutta e piena di rogne ma almeno era originale), tutto questo da una casa come la Ducati, che predica la propria originalità ed esclusività, e soprattutto che dice di puntare su prodotti di nicchia (dove per nicchia io intenderei non solo il prezzo di listino elevato ma anche una moto dalla forte caratterizzazione di marca), uno non se lo aspetterebbe, almeno non io.

La Moto Morini è in amministrazione controllata, anche loro ci avevano provato, non contenti dell’insuccesso stavano provando a fallire anche con una supermotardona (l’abbiamo vista sui giornali), peccato, quel capolavoro di motore e quelle capacità di mettere a punto moto belle da guidare potevano essere sfruttare per una stradale polivalente, ma niente. La Triunph idem, avevano la Sprint St, e ora c’è la Tiger, e le Benelli Trek e Guzzi Stelvio? Come mai allora alla Honda stanno per presentare l’erede della VFR e anche Kawasaki Yamaha e BMW hanno in listino delle ST? Che siano completamente fuori strada?

sabato 3 ottobre 2009

Tappo 851 finito!




Finalmente il mio amico carrozziere mi ha restituito il serbatoio verniciato, tra l'altro ha fatto un gran lavoro salvando gli adesivi, ed ho potuto rimontarlo con il nuovo tappo,

http://superpantah.blogspot.com/2009/06/tappo-serbatoio-851.html

e riascoltarla in moto. Può andare?

Desmofrattaglie




e zampirone a secco.

giovedì 1 ottobre 2009

TT2 600







Fra le moto viste a Magione domenica scorsa questa é senzaltro degna di nota. Una rara TT2 600 originale di proprietà di un gentilissimo signore toscano coi capelli bianchi, che mi ha raccontato di averla conservata in una cantina polverosa per migliaia di anni a causa degli impegni familiari che gli gironzolavano intorno ormai grandi. Splendidamente conservata, con la sua Marzocchi in magnesio, Campagnolo in magnesio, il telaio Verlicchi numerato e il dettaglio della "bozza" per il filtro dell'olio in alluminio rivettata alla carena.
Bello che ora venga usata per quello per cui é nata invece che conservata in qualche salotto o vetrina.

Ala Desmo 500

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Sarei curioso di vederla girare !!!
www.menani.it