domenica 30 agosto 2009

Meeting Moto D' Epoca Franciacorta 30/08/09







La giornata é stata rovinata dalla pioggia che ha limitato il numero dei partecipanti, inoltre buona parete dei presenti ovviamente non ha girato sotto l'acqua, comunque abbiamo fatto 4 piacevolissime chiacchiere con Eugenio, il proprietario della bellissimaTT2 tricolore che vedete in foto, e visto qualche bella moto nel paddock.

GELANDE-MOTARD!

L'altro ieri, venendo giù dal Grossglockner, mi sono imbattuto in questa GS. Da noi per una bazzecola come cambiare le misure dei cerchi si rischia la galera; i teteski hanno il Tuv...




Nel complesso, almeno visivamente, mi pare una gran bella moto: massiccia e incazzata; chissà come va con le ruotine stradali...

GROSSGLOCKNER!!!!


Sono passati ormai alcuni anni dalla prima volta che ho pensato a un uso diverso della moto rispetto al giretto della domenica mattina fino al Muraglione e ritorno. Ho ricordi confusi nel tempo, ma mi pare che la prima volta fu nel 2002: il primo fallimentare assalto al Nurburgring, rientrato dopo appena cento chilometri. Nel 2003 il mio primo "vero" viaggio, che aveva nuovamente come destinazione il Nurburgring, in realtà mi portò per varie vicissitudini in Costa Azzurra, e lo ricordo con estremo piacere. E poi tre volte lo Stelvio, dal 2004 al 2006, Campo Imperatore e due volte il Nurburgring l'anno scorso, oltre a varie "capatine" da mattina a sera nei posti più disparati...

Stamattina, di ritorno da questo viaggetto "mordi e fuggi" di tre giorni in giro per l'Austria, riflettevo che forse è l'invecchiare che porta a questo tipo di uso della moto: non più (o almeno non solo) il giro tirato della domenica mattina in Chiantigiana o al Muraglione, ma anche un uso quotidiano della moto e, quando possibile, anche un viaggio. Era da un bel po'che sentivo parlare del Grossglockner come del paradiso del motociclista, e ovviamente era da un bel po'che mi era preso il pallino di andarlo a vedere. In realtà indagando ho scoperto che esistono varie "Alpenstrassen", in Austria: le cinque principali sono a pedaggio e rilasciano un adesivo commemorativo e mi piaceva l'idea di collezionarli. Le vacanze stavano finendo... e allora via! Due giorni di organizzazione del tragitto e si parte, in solitaria.

Giovedi mattina la partenza era fissata alle sei. Alle nove circa ero a Milano con destinazione lago di Como: qui ho fatto l'unico errore di rotta per distrazione, come quella volta che andai a Misano invece che a Imola. Convinto del lago di Como, ho seguito le indicazioni per Como invece che quelle per Lecco; poco male... una veloce deviazione ed ero "su quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno" e due palle così. Solo che invece che a mezzogiorno c'ero intorno alle undici e non avevo gran voglia di aspettare. Colazione e su, verso il Passo del Maloja, gran bella strada in cima alla quale si trova un lago di una bellezza imbarazzante. Un vero paradiso.

Foto di rito e via, verso lo Julierpass, poi un breve trasferimento tra statale e autostrada austriaca fino a Bludenz, dove ho imboccato la Silvretta Hochalpenstrasse: la mia prima Alpenstrasse a pedaggio. Che dire? Bella la sensazione al momento dell'inizio della strada, perfino un po'emozionante. La Silvretta in realtà è una gran bella strada, ma l'impatto che ho avuto mi ha fatto riparametrare il mio modo di godermi le strade di montagna, almeno viaggiando. Niente "coltello fra i denti" ma un passo tranquillo per avere la possibilità di godere della maestosità del paesaggio circostante oltre che delle curve che la strada offre. Unico difetto della Silvretta è che per noi dall'Italia resta un po'fuori mano se si vuole fare un giro come quello che ho fatto io: meglio imboccarla da Bludenz che da Landeck, ma in questo modo non si ha la possibilità di tornare indietro attraverso l'Albergpass per chiudere il giro. Magari la prossima volta, chi lo sa.

A fine giornata il contachilometri segnava 827: avevo previsto la sosta prima della Silvretta e invece ho proseguito fino all'imbocco del Passo del Rombo, a Sautens, dove ho dormito in una gasthaus privata per la modica cifra di 26 euro. Senza inutili sboronate, avrei potuto continuare anche oltre: la moto era stata talmente perfetta che ero solo accettabilmente stanco. Ma il piacere di un viaggio è anche sapere quando è il momento di fermarsi per potersi godere al meglio il giorno seguente.

La mattina dopo sono ripartito per la vetta del Timmelsjoch, e bisogna ammettere che questo sì, è veramente un passo alpino spettacolare. Bella strada, paesaggio da cartolina... solo un po'freddo nella parte austriaca, ma va anche detto che sono partito alle otto di mattina!


Arrivato dall'altra parte ho fatto colazione-pranzo con un meraviglioso strudel tirolese alla cannella, e sono ripartito per il Passo Giovo per arrivare poi a Vipiteno. Da qui ho preso il Passo Stalle, uno strettissimo vicolo di montagna di cui èintelligentemente permesso il percorso solo in senso unico alternato: 15 minuti ogni ora per ciascun lato del passo. Strada ovviamente da non prendere di fretta, ma davvero carina e immersa nel verde. Da vedere!

Dopo un'altra po'di strada sono giunto a Heiligenblut, dove ho finalmente imboccato il mitico Glossglockner. Il Grossglockner è diverso dalle altre Alpenstrassen: più che una semplice strada è un mondo a parte della montagna vissuta in moto. Tirare al Glockner è quanto di più stupido si possa fare, e infatti nessuno va forte: bellissimo è guardarsi intorno ad ogni metro di strada percorsa, fermarsi mille volte a fare foto e prendere almeno le due principali strade secondarie che si incontrano. Quella più a sud porta alla terrazza panoramica del Franz-Josefs-Hohe, con vista sul più lungo ghiacciaio delle Alpi Orientali, mentre l'altra va all'Edelweiss-Spitze, il punto più alto del comprensorio, a 2571 metri di quota


Venir via dal Glockner non è una cosa che si fa volentieri, tanto più che ci sono vari posti in cui è possibile fermarsi per dormire in quota, ma il mio viaggio non era ancora finito e quindi mi sono portato sul lato nord della strada, per arrivare a Mittersill dove la mattina dopo avrei imboccato la Gerlosstrasse. Purtroppo qui in serata ha iniziato a piovere, e da questo punto in poi l'acqua non mi ha quasi più abbandonato fino a Rovigo, per tutto il giorno seguente.


Vista la pioggia, la mattina dopo avevo quasi pensato di rinunciare alla Gerlos per accorciare il tragitto e fare una strada più comoda, ma alla fine sono certo di aver fatto la scelta giusta: mai cambiare un itinerario prefissato se non per motivi assolutamente gravi, e un po'di pioggia non era poi così tragica. Bella la Gerlosstrasse, anche se non ho potuto godere appieno delle varie viste su una meravigliosa cascata che si trova sul tragitto. Peccato poi abbia continuato a piovere per 200 chilometri, e che poi a Innsbruck il traffico verso il Brennero sia diventato allucinante. Ho più volte lasciato e ripreso l'autostrada (con la pioggia che dopo una breve sosta aveva ripreso a farmi compagnia), fino ad abbandonarla definitivamente a Trento, dove prima mi sono lasciato ammaliare dalla musica di una Ferrari F40 (a mio avviso la più bella macchina di tutti i tempi), seguendola su per l'imbocco della salita del Monte Bondone. Quando ho visto che invece che di salire al Bondone proseguiva per il Garda sono tornato indietro, e mi è venuta l'idea di andare a vedere l'Altopiano di Asiago.

Le strade più belle sono sempre quelle che si trovano per caso, e io per caso ho imboccato quella del Passo del Sommo. Qui ho seguito (e bastonato) un indigeno sportivo su CBR600, e ho poi proseguito sulla statale che poi mi ha portato, attraverso il Passo Vezzena, fino all'Altopiano di Asiago. Da qui giù fino all'autostrada, sotto una pioggia battente e a tratti anche pericolosa. Pioggia che mi ha seguito fino a Rovigo con un coreografico contorno di tuoni e fulmini che rischiaravano il cielo a giorno... la Topona (è grossa, è grigia... è una Topona! Ma intesa come roditore...) non si è minimamente fatta intimidire e filava dritta ai 140/150 all'ora come un motoscafo, e io alla fine quel tratto me lo sono anche gustato alla grande... sarò scemo? :-)

Note conclusive: per prima cosa un enorme grazie appunto alla Topona che si è sciroppata con me 2000 chilometri in tre giorni senza il minimo inconveniente e facendomi godere di un comfort di marcia assoluto che mi ha portato a fare anche quasi 800 chilometri in una giornata senza estremo affaticamento.

Un grazie alla Spidi che ha prodotto un completo giacca-pantalone di qualità eccelsa a un prezzo decisamente accettabile. Ero titubante sul fatto di non indossare la comunque scomoda tuta impermeabile, dato che non avevo mai testato l'abbigliamento in queste condizioni, ma con mio sommo piacere in centinaia di chilometri di pioggia ieri non ho avuto una goccia d'acqua che sia filtrata all'interno. Ottimi anche i già collaudati stivali Dainese foderati in gore-tex, mentre l'unica nota negativa viene dai guanti teoricamente impermeabili sempre Dainese, che si sono inzuppati dopo 20 chilometri di pioggia.

Ma il grazie principale per questa esperienza va a Giancarlo "Gattostanco" Gattelli, esperto mototurista sul cui sito http://www.gattostanco.it/ ho potuto trarre ispirazione e reperire tutte le indicazioni necessarie per pianificare alla perfezione questo itinerario.

Alla prossima!

sabato 29 agosto 2009

SS125 Orientale Sarda


In Sardegna di strade bellissime per moticiclisti ce ne sono sicuramente tante, io intanto ne ho trovata una che é veramente uno spettacolo. E' un tratto della SS125 che va da Baunei a Dorgali, sono una cinquantina di chilometri di serpentone che corre orizzontale sul fianco della montagna, i paesaggi sono bellissimi con uno scorcio sulla gola piu profonda d'Europa, e l'asfalto é buonissimo, tanto che invita ad un'andatura svelta, ma bisogna stare attenti alle rocce che rotolano giu dalla montagna che non vengono segnalate tempestivamente, ed agli immancabili camperisti che si divertono a fare inversione ad U nei punti piu "divertenti". Quindi andatura allegra ma prudente ed uno sguardo al paesaggio che incanta.
Nel percorso si superano 4 o 5 valichi ma il piu alto e l'unico segnalato e dotato di tipico bar é il Passo Genna Silena, un'altra cosa che mi ha destato curiosità sono le case cantoniere bellissime ma immancabilmente abbandonate che si vedono sparse lungo tutta la statale con una certa frequenza, peccato.


Camperista tipico che si incontra in Agosto sulle strade italiane.

lunedì 24 agosto 2009

IL 900 DI CIGOLLA

In questo caldo lunedi di agosto riapro la scatola dei ricordi per pubblicare una vecchia foto che mi pare il caso mostrare a chi passi da qui, a testimonianza dei vecchi tempi...
Ho conosciuto Massimiliano credo intorno al 1991. Io allora avevo 17 anni, la tanto amata Cagiva Mito e già tanta passione. Lui qualche anno in più e una Sport 750, anche se il fatto di ricordarmelo ancora in sella al Laverdone SF mi fa datare i nostri primi incontri anche a qualche tempo prima. Fatto sta che la prima volta che ho messo il culo su una moto "grossa" è stato per fare il giro del palazzo appunto con la sua Sport: me la ricordo pesante, dura di frizione e scorbutica, tanto sulle prime che pensai che la moto oltre i 125cc non fosse roba per me. Meno male che cambiai idea.

Lui in seguito mi pare a un incidente in mountain bike vendette la Sportina e un po'di tempo dopo comprò "il 900". Una 900 Super Sport del '91, modello oggi piuttosto raro perché di transizione fra le vecchie (ma che vecchie!) 750 F1 e le successive SS. Il telaio restava su per giù quello della Sport 750, ma le ruote erano finalmente da 17'', e il motore era il 900 aria/olio ancora alimentato con il malefico Weber doppio corpo che tanta gente ha fatto smadonnare.

Quando la portò in garage la SS sembrava in buone condizioni, anche se era stranamente tutta rossa. Mi ricordo ancora invece il "lieve" disappunto che lo colpì quando smontando le carene le trovò pesanti come macigni e completamente rivestite di vetroresina e addirittura antirombo... come mi ricordo le serate passate con il flessibile in mano per rimuovere la nefandezza. Fu il primo passo.

Una volta passò una serata intera ad alleggerire una pedana; la mattina mi disse che era stata una pazzia e che l'altra l'avrebbe fatta chissà quando: ovviamente il giorno successivo la moto aveva entrambe le sue belle piastre fresate (a mano!!!) ed alleggerite. Le modifiche fatte furono innumerevoli: sverniciatura cerchioni, sella originale modificata con neoprene nella zona del pilota, scarichi svuotati e rifoderati in carbonio... per arrivare alla meccanica con due teste lavorate e due Dell'Orto da 40 che funzionavano un tantino meglio del Weber di serie. In seguito arrivò, nell'ultima evoluzione, anche una carena in VTR con il poliellissoidale al posto del faro di serie, unita a uno scarico artigianale da 50 che fu subito battezzato "a collo di lòcio" per la sua immediata somiglianza appunto al collo del suddetto animale. Questa ultima configurazione a mio ricordo peggiorò un poco la situazione, dato che migliorarono nettamente le capacità di allungo del motore a scapito però dei mostruosi bassi che precedentemente lo contraddistinguevano. Sarà che son passati diversi anni, ma non mi ricordo di aver mai provato una moto con un tiro così spaventoso dai 3 ai 5000 giri. E poi anche Sauro può confermare che almeno fino a una certa velocità anche la sua 851 aveva difficoltà a mettersi dietro "il 900 di Cigolla".

Sì, perché non c'è un altro modo di chiamare quella moto. Per noi, e per lui, è stata ed è rimasta "il 900 di Cigolla". Che poi purtroppo ha fatto la brutta fine che si vede nella foto che ho ritrovato, pubblicata dall'amico Ottonero qualche mese fa nel suo blog. Dopo essere stata orrendamente camuffata da F1 oggi credo sia stata finalmente demolita.

Non chiedetemi come mai Massimiliano sia anche Igor Cigolla... lo conosco da quasi vent'anni e forse non se lo sa spiegare nemmeno lui. Forse è una specie di Dottor Jekill e Mr. Hyde, chi lo sa...

SECONDO CONGRESSO INTERNAZIONALE C.E.S.F.T.





Come altrove qualcuno ha forse avuto occasione di leggere, la scorsa settimana abbiamo ricevuto graditissima visita dell'amico Marc dal Belgio, e ci ha fatto enorme piacere fargli da ciceroni per un giorno e mezzo in giro per le nostre strade. L'incontro, a dire il vero fortuito e fortunato dato che avevo clamorosamente confuso il Passo dell'Oppio con quello delle Radici dove in realtà avrei voluto fissare, è avvenuto in cima al Passo dell'Abetone, dove la ST4S gialla di Marc è stata inequivocabilmente riconosciuta al suo passaggio.

Abbiamo avuto il piacere della sua compagnia in giro per Chianti, Appennino Tosco-Romagnolo e Tosco-Emiliano da mercoledi a venerdi, ed è inutile puntualizzare che ogni nuova e futura visita da parte sua sarà senz'altro graditissima. Una nota particolare del giro di giovedi è stata la insolita abbondanza di Ducati ST in giro per le strade: un tipo addirittura vedendo la giallona di Marc si è fermato d'impulso a scambiare quattro chiacchiere con noi in cima al Passo dei Mandrioli... ma giusto giù in fondo ne avevamo viste altre due, e non sono state le uniche. Gran moto, inutile negarlo!
Tornando a noi... l'invito è rinnovato, Marc!

giovedì 20 agosto 2009

Attacco pompa radiale ST4


Parlare di ST mi fa venire nostalgia della mia ST4, e mi é tornata in mente un'altra modifica che mi ero fatto oltre al manubrio del monster che avevo gia postato qui:

http://superpantah.blogspot.com/2008/11/st4-con-manubrione.html

Era il 2001 ed avevo montato un'impianto frenante con dischi in ghisa delle 888SP tubi in fibra di kevlar e pompa radiale Brembo, e per risolvere il problema di come fissare il serbatoio dell'olio avevo costruito con una fresa tradizionale un braccialettino per la pompa che incorporava un braccetto con in cima un blocchetto a cui era possibile fissare su tutti i lati un serbatoio dell'olio, parlo al passato ma quel pezzo ce l'ho ancora anche se giace inutilizato in una scatola.

martedì 18 agosto 2009

Ducati Caffé live

Finalmente posso commentare il Ducati Caffé di Roma con cognizione di causa.
Domenica scorsa eravamo a Roma (io ed Anarky) per far visita e scambio di ricambi e pezzi vari sempre e solo Pantah con l'amico Alessandro e la sua compagna Sabrina, dopo gli affari che hanno richiesto circa 19secondi e mezzo, ci siamo fatti accompagnare in un giro turistico sulle strade del centro della capitale, ed in questo giro non poteva mancare una capatina al Ducati Caffé.

Ebbene, il luogo (perche di luogo si tratta in quanto definirlo locale o bar o qualunque altra cosa non viene bene) é asettico piu di una sala operatoria. Non c'é segno o traccia di passiene da nessuna parte, non si respira aria da motociclisti, non c'é accoglienza da motociclisti, non c'é niente per motociclisti. Anche le moto presenti all'interno del locale in effetti non sono da motociclisti.


Una 848 é stata intelligentemente resa innocua, nel senso di inutilizzabile e nel senso che messa così in verticale non prova nemmeno a sembrare una moto, e la bruttezza delle suo scopiazzato design risulta meno evidente.

Infine l'angolo gadget. Sarebbe stato utile ed intelligente se in mezzo a tante cianfrusaglie invendute ed invendibili (fra esse metto anche la 696) fosse possibile comprare una coppia di candele o un filtro dell'olio un paio di cinghie, lo so che per questo ci sono gli store, ma visto che gli orari di questo luogo sono molto piu ampi poteva essere utile per risolvere qualche emergenza, invece nulla, solo pupazzi, magliette, orologi da 2000euro, tazze e roba del genere. Insomma, ci sono solo soldi, soldi spesi e soldi da spendere, ma solo ed esclusivamente business.


venerdì 14 agosto 2009

Goodbye Beatrice


http://www.beatricebossini.it/

one sterp beyond

O come dicono i contadini della bassa val sugana (ma anche quelli della alta valle dell'etna), un passo avanti.
si un passo avanti, perche tralasciamo la genesi della pina per arrivare a oggi, venerdi 7 agosto con la prima uscita in pista.
venerdì 7 agosto 2009 ore 8.00.
siamo all' autodromo di Magione scarichiamo le moto dal furgone.aria frizzante, euforia alle stelle, una lucidatina alle moto, come i team quelli veri, una veloce messa a punto, e via si parte.
Ecco che si presenta il primo problema, chi dei due si prende il coraggio di portare per primo la moto in pista?
facciamo testa o croce e io perdo, tocca a me.
La vestizione ricorda molto i cavalieri di RE Artù quando dovevano partire alla ricerca del Santo Graal, ma anche la trasformazione dei Power Ranger's.
Finisco di vestirmi e con una tensione addosso pari a quella di una centrale nucleare dò l'occhei a Sauro.Un rapido giro nel paddok di magione per "scaldare le gomme" e raffreddare la mia mente........e via si entra in pista.Eccomi qua, entro in pista e gaaasss, ma non troppo, seconda, terza, quarta e sono gia davanti alla prima curva, freno scalo e entro dentro, minchia se vo piano, vabbè sempre meglio che cascare in terra.
Finisce la curva, altre due marce nel corto rettilineo e sono ancora in piega, e dire piega è un eufemismo talmente grande che rimane stretto dentro un autotreno.
Altre tre curve e sono nel rettilineo lungo, giu in carena e guardiamo come va questo motore, terza, quarta, quinnnta, ssseessssta e noto che un fornaio con un betino tre marce mi tiene il passo. Guardo il contagiri e segna a malapena i 7500 giri. Mappporcapputttana, che cazzo ha questo motore. Occhei (che d'ora in poi abbrevierò con OK), altre quattro curve e esco. Fermo la moto ai box via la tuta di pelle e su quella da meccanico. Intanto con Sauro discutiamo la causa di queste "prestazioni". Candele!!?? Carburazione!!?? Motore!? Sella?! Pilota??! Vabbe, tagliamo la testa al topo, giu due candele nuove e proviamo a spostare gli spilli del carburatore una tacca più in basso. Ma guarda che sorpresa, mentre smonto le candele noto che sopra erano montate due candele differenti, ottimo, un motivo in più per metterle nuove. Tutto è rimontato, via la tuta da meccanico e dentro la tuta di pelle, si riprova. Via dentro la pista, stavolta con un po più di coraggio, con calma fino al rettilineo e ridai gaaass. quarta, quinta, sesta e sul contagiri vedo la lancetta sui 9000giri: Ok, il motore puo andare di più ma per ora accontentiamoci, il fornaio me lo sono messo dietro. Finisce il rettilineo, scalo due marce e dentro i due curvoni da raccordare in uno solo, non entro fortissimo, almeno un giro in piedi lo voglio fare. Affronto il toboga di curvettine e entro nel rettilineo dei box, ho finito un giro, EVVVAIII si va per il secondo giro. Ormai ho tutto sotto controllo, finisco il rettilineo scalo freno, freno scalo e entro in piega, vai vai vai, butto dentro due marce nel corto rettilineo chiudo il gas freno e sono nella sabbia. Opporcaputtana, forse non era tutto sotto controllo, vabbe, i freni sono da rodare, gli ammortizzatori del Fifty forse saranno un po da ritarare. Ok ripartiamo. Rientro in pista, due pieghette per pulire le gomme, e si continua a girare. Un giro ,due giri, tre e inizio a prendere il ritmo. La moto si comporta bene, le gomme scivolicchiano, ma da due gomme da turismo non puoi pretendere molto. Riesco a girare per poco più di mezzora, driblando ( o facendo da tappo) le varie pluricavalli moderne, poi il fiato inizia a mancare. Buono, è ora di fare provare Sauro. Rieccomi ancora ai box, mentre mi sfilo la tuta descrivo a Sauro il comportamento della moto, ottimo telaio, motore all'80/90%, freni al top, forcella...mmmm, ammortizzatori post ottimi per la vespina 50, gomme da turismo!. Mentre io gli sciorinavo tutte queste belle cose Sauro si cambia, monta in sella ed è gia pronto per partire. Bottone dello start e bruum in moto, solita giratina per il paddok per scaldare il cervello e via al cancello di entrata in pista. Maa......che succede, prima di entrare in pista un paio di commissario dell' autodromo lo fermano e iniziano a guardare la moto, parlottano un po con Sauro e poi lo fanno tornare indietro. che è successo!!????!! La moto è troppo bella e crea invidia agli altri motociclisti?? NO. La moto è troppo RUMOROSA, o la zittiamo o niente pista. Opporcazzaputtanazza ma... ma.... ma... ma ok,moto di nuovo ai "box" e si cambia marmitta, ne avevamo portata un altra. Sembriamo due meccanici veri, uno smonta il puntale della carena mentre l'altro inizia a prendere i pezzi da sostituire, uno stacca la marmitta dai collettori e l'altro il finale dalle staffe e via cosi. Dopo 5 minuti c'era gia un po di persone ad osservarci incuriositi, non avevano mai visto due pazzi sotto il sole di mezzogiorno, girare freneticamente intorno ad una moto e nel frattempo riempire un lenzuolo matrimoniale di bulloni. Durante lo smontaggio della marmitta Sauro suggerisce di cambiare anche glim ammortizzatori, e sia. Via i marzocchi del ciao e dentro un bel paio di koni appena revisionati. La moto diventa più bassa dietro, ma sicuramente è meglio ammortizzata. Nel frattempo la pista chiude per pranzo, e anche noi ne approfittiamo per riprende un po di fiato dopo tutto questo smonta e rimonta. Un pranzettino frugale (Sauro) a base di un paio di kg di riso freddo (io), caffeino, gelato e poi un giro per il paddok per cercare di conoscere i nostri futuri avversari e conosciamo Davide Rossi e la sua stupenda Yamaha TZ 350 ex Giacomo Agostini, con tanto di meccanico di Agostini dell'epoca. Tante chiacchere, molti consigli e intanto il tempo passa e riapre la pista. Sauro deve ancora digerire i suoi 56 chicchi di riso freddo. Gli concedo ancora 10 minuti, nel frattempo vado a fare conoscenza di altri personaggi del paddok. Parlando con loro scopro che la meccanica non è propio il loro forte, ma giustamente dentro di me mi ripeto che non si puo campare solo di motori. Mentre sono li che approfondisco determinati argomenti, tipo il loro pensiero sul riscaldamento globale, la loro idea sulle innumerevoli guerre sul pianeta, il sesso di gruppo, Sauro mi chiama per comunicarmi che è pronto per entrare in pista; mapporc.... vabbè è il turno di Sauro in pista, saluto le tre stupende "persone", mi vesto anchio e entriamo in pista insieme (io con l' Honda, non in due sul Pantah). Alla porta d' ingresso pista un premuroso commissario dotato di fonometro ci attende, chiede a Sauro di mettere il motore a 6000 giri e misura. 103,8 db, il limite è 102, allora scendo dall' honda incazzatissimo, guardo negli occhi il commissario........ e mettendomi in ginocchio gli chiedo se può fare girare lo stesso la moto. Non si era mai visto un uomo genuflettersi tante di quelle volte di fronte ad un altro, se non alla mecca durante il ramadan, ma tantè, fanno entrare Sauro. Giriamo insieme per più di mezzora senta tanti problemi, escludendo quattro mie uscite nella sabbia; ho testato la consistenza delle vie di fuga su tutte le curve del circuito. Usciamo per riprendere un po di fiato (e per togliere la sabbia dal cbr), scambiarsi impressioni sul comportamento della moto.
Tempo 10 minuti e ho gia voglia di rientrare in pista, tuta di pelle, inforco la PINA e via di nuovo dentro. La moto con gli ammortizzatori nuovi è cambiata ma non di tanto; l'abbassamento del posteriore ha portato ad avere un inserimento in curva un po più duro, ma la moto sembra più sicura nell'appoggio, tanto sicura che in tutte le curve a destra fregavo la marmitta in terra.
Altra mezzora di pista e il fiato come per magia svanisce, quindi esco per non fare danni, per la giornata odierna mi reputo soddisfatto. Ai box rendo la moto a Sauro, la prende al volo e torna in pista.Mi cambio e vado sulla terrazza per prendere un po di tempi e fare un po di foto. Arrivo in cima alla terrazza e vedo i commissari sventolare bandiera rossa, qualcuno è volato in terra. Torno giu ad aspettare Sauro. Eccolo riconosco il rombo, a no, è un guzzone: a no eccolo, eeee che rombo ha la nostra pina. No no, non è lui, è un ducatone, ma non lui. Sarà questo, no è un honda, allora questo, no , altro guzzi. Aaaa, eccolo, ma, ma, è in scia ad un R1, no, un gsxr, no una ford, anzi un fordMapporcazza, com'è andata, ti sei fatto male?? la moto???
E' andata che le gomme da biemmevuista in ferie hanno mollato, no non mi sono fatto niente, la moto diamogli un occhiata - questa è stata la risposta di Sauro alle mie domande-. I danni alla moto sono minimi, serbatio graffiato, semimanubrio un po piegato, pedana destra e pompa freno posteriore andate. Piccolissime cose, ma abbastanza da chiudere la giornata. Sauro affranto mi chiede mille volte scusa. io da parte mia dopo la trecentesima scusa gli tiro un calcio in un ginocchio; perchè mi fa lui, perchè almeno ora ti posso chiedere scusa anchio. Così fra una scusa e una pedata iniziamo a rimettere a posto. Nel frattempo ci viene a sulutare Davide Rossi, ci fa le sue condoglianze per la scivolata e ci dice che mi ha preso un po di tempi
HA SI???!! faccio io, e gia non stavo nei miei panni, si mi dice, giravi in 1' e 35''.
UNOETRENTACINQUEEEE
UNOETRENTACINQUEEEEE
io ho girato in UNOETRENTACINQUEEEE
Davide, vedendomi cosi euforico, cerca di smontarmi dicendo che gli altri pantah girano in 25''
Maccheccazzo me ne frega, io ho girato in TRENTACINQUE con sospensioni di merda motore senza giri in alto e gomme da biemmevuista
TRENTRACINQUEEEE
Sauro gia stanco e provato dalla scivolata carica velocemente il furgone e mi porta velocemente a casa. Non capivo il perchè di tutta quella furia, comunque durante tutto il viaggio di ritorno cercavo di fargli notare i TRENTACINQUE piccioni ce volavano all'orizzonte, o le TRENTACINQUE auto che ci superavano, oppure gli raccontavo la trama del film TRENTACINQUE spose per TRENTACINQUE fratelli.
Comunque, in TRENTACINQUE minuti siamo a casa di Sauro, scarichiamo tutto il furgone nel garage, saluto la sua adorabile compagna, monto in macchina e mi avvio verso casa mia.
Ciao Sauro ci sentiamo in settimana
TRENTACINQUEEEEEEE