sabato 18 luglio 2009

LA LAMBRETTA DEL BABBO...




E alla fine l'ha ricomprata per davvero...
Erano anni che il babbo diceva che prima o poi la Lambretta se la sarebbe ricomprata; non una Lambretta qualunque, ma precisa precisa come quella che aveva: una 175 TV del 1964 azzurro metallizzato.
Fra la prima foto e la seconda ci sono 45 anni di distanza: la Lambretta purtroppo non è esattamente la stessa perché negli anni '80 fu disgraziatamente portata "in riparazione" dal mitico e compianto (?) Carlino Locchi che la mise in un cantuccio fin quando mio padre disperato per non vedersela sistemare e restituire decise di demolirla. Quella stessa Lambretta che anni prima aveva venduto e ricomprato dalla stessa persona per l'affetto che lo legava a lei. Fu un vero peccato, ma finalmente il cerchio si è chiuso e il babbo da qualche giorno scorrazza felice come un ragazzino sulla sua Lambretta fiammante. E per il poco che mi intendo di scooter d'epoca, se posso dire la mia... non c'è Vespa che tenga!
Ecco infine immortalato il tanto agognato momento del mio test personale: con un mezzo del genere la sicurezza non è mai troppa! :-)

lunedì 13 luglio 2009

Castelluccio






La piana di Castelluccio di Norcia é sempre uno spettacolo, ma con i campi fioriti ed una bella giornata di sole diventa un posto che sembra un dipinto.

domenica 12 luglio 2009

Miva lanciami i componenti

Siamo qui che guardiamo il nostro telaio e a me gia arrivano echi di un futuro prossimo venturo, del tipo gare tiratissime, podi, coppe, fica a monti, ed ecco sauro che mi riporta alla realta con le sue classiche frasi senza senso e disarmanti del tipo:- guarda claudino che per correre almeno il motore andrebbe montato. Il morale precipita sotto terra, peggio delle cipolle del mio orto, ma come disse il famoso filosofo, quello famoso, dai lo conoscete tutti, quello famoso con la barba, si propio lui, "solo dopo una scivolata si solleva la moto", ecco che mi viene in mente che io un motore da qualche parte lo devo avere.
Lo cerco, lo trovo, e lo portiamo inseme al telaio nel garage di sauro. Il motore proviene dalla mia F1, smontata su 36 scaffali. Ora non iniziamo a dire "ma come smonti una F1" oppure "va che deficente ha un F1 e la tiene smontata su 36 scaffali". Allora l'F1 è mio e ci posso fare pio pio, e comunque............e comunque! Con quel motore mi ci ero baloccato un po montando pistoni più compressi e lavorando le teste, quindi quei tre o quattro cavallini in più ci dovrebbero essere, una discreta base di partenza. Sauro si attiva e trova un forcellone Pantah. Dato l'enorme quantitativo di ruggine che lo tiene insieme gli domando se proviene dal continente perduto di Atlantide, oppure era uno dei reperti trovati insieme ai Bronzi di Riace. Proviamo a sbloccare i tendicatena, ma inutilmente. Nel provarci rompiano una serie completa di cacciaviti, una manciata di chiavi inglesi e i coglioni al vicinato a furia ti tirare martellate. Stiamo per gettare la spugna, ma la compagna di Sauro si incazza perchè era l'ultima, quando ecco la soluzione. Portiamo il forcellone dal Mao. Il mao è il nostro fabbro di fiducia, l'anello di congiunzione tra l'uomo e il vulcano. Lui dichiara di avere 38 anni, ma io sono sicuro di averlo visto ritratto in cima al vesuvio, in qualche quadro che mostra la fine di Pompei. Come sempre sauro parte con le sue frasi assurde, facendomi notare che è domenica e sono le 11 di mattina, meglio rispondo io, cosi ci facciamo invitare anche a pranzo. Lo chiamo, mi risponde dicendomi che era a letto. Opporca puttana, stai a vedere che ho sprecato una telefonata, gli chiedo scusa e gli ordino di presentarsi in officina tra mezz'ora. Lui accetta ma specifica subito che non ci vuole a pranzo. Vabbe meglio che nulla almeno si sistema il forcellone. Arriviamo in officina e mostriamo il forcellone al mao, al quale gli brillano subito gli occhi, dato che lui stravede per i lavori lunghi e complicati. Inizia a tirare fuori trapani, fiaccole, estrattori, morse e martelli di tutte le misure e inizia a trapanare, fiaccolare, estrarre, mordere e martellare con tutti i martelli di tutte le misure e ci riesce. LUI ci riesce. Sblocca i tendicatena e tutto contento, come un bambino la mattina di natale, ci chiede se possiamo portare altri forcelloni come quello. Lo guardiamo con aria costernata gli diciamo che per ora non ne abbiamo altri, però gli prometto che farò un salto sul fondale del lago di Bilancino (mugello) e gli porterò un paio di cancelli. Il mao acceta la mia proposta, ci salutiamo e corriamo nel garage di sauro e iniziamo a montare quello che abbiamo, un motore, un telaio, un forcellone e le forcelle, anch'esse provenienti dal mio F1 (basta con i commenti). Bella, sprizza voglia di vincere da tutti gli angoli.

lunedì 6 luglio 2009

A SPASSO PER I MONTI

Come promesso, pubblico il resoconto del giretto in montagna fatto nel fine settimana appena trascorso. Alla partenza venerdi mattina ci siamo ritrovati io su Kappona, Cigolla su F4 con fidanzata Manuela motorizzata SS1000 e Gianfranco su GSX750RRRRRRR. L'unico bagagliato da viaggio ero io: si passava poi dalla borsa serbatoio e sella di Gianfry per arrivare al penoso zainone celeste di Cigolla, del peso totale di 4 quintali, 32 chili e 7 etti e mezzo. Una testimonianza di stima verso di lui che se lo è portato dietro per tre giorni...

Dopo un trasferimento autostradale fino a Belluno ci siamo portati verso Cortina d'Ampezzo, dove sarebbe iniziato il nostro tragitto alpino di avvicinamento al Passo dello Stelvio: il raduno quest'anno non lo facevano, ma Gianfranco aveva deciso che saremmo andati comunque! Peccato che da Cortina fino a Bolzano la pioggia ci ha dato un bel po'di noia perché il percorso sarebbe stato davvero valido. Abbiamo comunque attraversato i passi di Giau, Pordoi e Sella per arrivare a Bolzano dove abbiamo cenato in un birrificio che conoscevo (birra meravigliosa e carne alla brace notevole...) e poi pernottato.

Dopo una vestizione... degna di foto... siamo ripartiti alla volta del Passo dello Stelvio: dopo i 700 e passa chilometri del primo giorno i 150 per arrivare al Mortirolo dove avevamo già deciso di pernottare ci son sembrati una passeggiata, tanto che dopo un piatto di pizzoccheri valtellinesi alle 3 di pomeriggio io e Gianfranco siamo ripartiti per un giretto pomeridiano di 160 chilometri circa.

Il classico giro del Bernina da Tirano, che fa sempre la sua porca figura anche senza arrivare a Sankt Moritz. Ci siamo fermati a Livigno e poi siamo tornati all'albergo facendo il Passo del Foscagno. Ci aspettava un capriolo stufato con la polenta che definire meraviglioso è riduttivo...Partenza alle dieci di domenica mattina, tanto per cambiare con giro un pelino largo... Fatto il Passo del Tonale (sempre bello, specie se ti capita di pettinare qualche pilota locale...) ci siamo avvicinati a Madonna di Campiglio salendo per il bel Passo Campo Carlo Magno, per poi riprendere l'autostrada a Trento (peccato non essersi potuti fermare per la classica gara in salita Trento-Bondone in svolgimento...) e poi arrivare a casa intorno alle sei di sera.

Chilometri all'arrivo circa 1400 in tre giorni. Non male!