sabato 25 aprile 2009

un Pantah alla botteghina

Proprio oggi mentre passavo in macchina davanti alla botteghina di Borselli al Passo Della Consuma, ho visto una cosa che non mi capitava di vedere da anni. Un Pantah 600 utilizato da un motociclista per andare in giro!!!!!!!!!
Moto strettamente di serie a parte il parafango in fibra Bianchi Moto Incisa con tanto di adesivo dell'officina di Rolando (scomparso pochi giorni fa).
Per fortuna avevo con me la macchina fotografica, così mi sono fermato siamo scesi (io Anarky ed uno dei suoi bimbi), oltre alle foto abbiamo avuto il privilegio di ascoltare il suono dei Conti quando l'uomo su Pantah se ne é andato.
In particolare il suono degli scarichi é strepitosamente bello, nulla a che vedere con quello emesso da altre moto piu recenti, e a non sentirlo per troppo tempo si tende a dimenticarlo.




martedì 21 aprile 2009

TSUKUBA 2009



Come prima cosa chiedo scusa del ritardo nella pubblicazione all'amico-inviato Francesco dal Giappone che si era prodigato di farmi avere queste (e parecchie altre...) foto ormai oltre una settimana fa. Si riferiscono alla gara di campionato giapponese superbike (e 250GP, sembra...) corsa a Tsukuba il 5 aprile, e Francesco le ha scattate all'interno del paddock dove era invitato dal team ufficiale Yamaha diretto da Tadahiko Taira. Non conosco l'esito delle gare, ma non credo faccia differenza per noi, giusto?


Come possiamo notare da questa foto i giapponesi hanno un certo gusto nella scelta delle safety-car...

E a dire il vero le moto non erano l'unica cosa da guardare in questo paddock... per chi come me apprezza il genere! :-)




Di nuovo i miei sentiti ringraziamenti all'amico Ogamitto, che davvero non potrebbe far meglio di quanto abbia fatto finora. Anzi... magari sì: se nella prossima mail invece delle foto mi ci mette direttamente una ombrellina giapponese zippata... io apprezzo! :-)
Alla prossima!

sabato 18 aprile 2009

Supermono Strada





Per questo post prendo spunto dall’articolo pubblicato su MD Dossier riguardante la presentazione della Supermono Strada, la famosa e per anni attesa Versione Stradale della favolosa Duc..ti Supermono. L’operazione ovviamente non è ad opera della casa madre ma dell’uomo che Alan Cathcart definisce il maggiore esperto al mondo di questo modello, l’inglese Alistar Wager.
Il signor Wager in pratica sta realizzando il sogno di tantissimi appassionati, per farlo ha comprato uno stock di carter motore originali fusi in terra delle moto da corsa dalla stessa Duc..ti, su questi carte r ha deciso do montare un gruppo termico Testastretta della 999R, ottenendo così una cilindrata di 595cc (contro i 549 e 572cc delle due serie racing prodotte), originale Ducati è anche il famoso imbiellaggio morto del cilindro verticale, e tutto il resto del motore, a partire dal cambio che è il 6 marce delle 800 desmodue, la pompa dell’acqua ecc. Il risultato ottenuto sono 70cv alla ruota a 9800giri (81 all’albero), che combinati con un peso di 134kg e alla particolare compattezza e baricentro basso della ciclistica, garantiranno sicuramente prestazioni e divertimento eccezionali.
Dopo 15 anni di attesa…
L’ Ing. Domenicali interpellato al riguardo della mancata produzione della Supermono da parte di chi ne aveva il “dovere” ha così risposto: “Ai monocilindrici manca qualcosa. Vibrano troppo e la loro risposta al comando del gas non è certo esaltante. Stiamo comunque lavorando sul progetto di una moto superleggera, ma sarà sempre un bicilindrico”.
A queste parole mi verrebbe da rispondere all’ingegnere che se è vero che ai mono manca qualcosa è altrettanto vero che le recenti Ducati hanno sicuramente tanta roba di troppo… tipo monobracci vari, scarichi sottosella, strumentazioni che fanno da acquario con pesci tropicali, forcelle che vibrano ecc… Comunque staremo a vedere se sulla nuova Superleggera riusciranno a fare a meno di tali ammennicoli.
Tornando a cose serie e piacevoli, la Supermono Strada di Alistar Wager sarà completata con un telaio molto simile all’originale ma fatto per ospitare il forcellone (bellissimo) dell’ SS 1000,e da una carrozzeria anch’essa molto simile all’originale ma dotata di luci e portatarga (mi pare che si porti benissimo i propri anni). La forcella sarà quella della 999R, così come le piastre di sterzo, la strumentazione, il cavalletto. Lo scarico è stato spostato sul lato destro per lasciare spazio al cavalletto, ma va detto che così si libera anche l’accesso alla catena (come sulle F1 Racing) cosa che non fa mai male.
Su Motoblog hanno scritto un po’ di informazioni a caso, tipo che la moto è praticamente mezza 999 e che costerà 50000sterline (mentre si parla di 35000), invece le moto costruite saranno a tutti gli effetti delle moto nuove di zecca, costruite di sana pianta e soprattutto omologate.
Io non avrò mai i 38000 euro necessari a mettermela in garage, ma mi piacerebbe tanto, e soprattutto è tanta l’ammirazione per questo signore.
L’unica stradale che avevo visto finora è in Giappone e non credo che sia gran che legale ( http://superpantah.blogspot.com/2008/11/supermono-immatricolato.html ), quindi se qualcuno ha le possibilità e questo sogno da realizzare basta contattare direttamente il costruttore : alistarwager@hotmail.com.

martedì 14 aprile 2009

SIAMO AMICI UNO O DUE???


Comprare una moto nuova è un po'come cambiare fidanzata...
Quella con cui stavi da un paio di anni ormai la conoscevi come le tue tasche: uno sguardo e sapevi già tutto. Conoscevi i suoi pregi e anche i suoi difetti, e per un bel po' ti eri ripetuto che i primi compensavano abbondantemente i secondi. Poi invece con il passare del tempo la convivenza spesso diventa sopportazione, e non apprezzi più le cose positive come all'inizio; in compenso quelle negative ti diventano insopportabili. Fin quando lasci la fidanzata e te ne cerchi un'altra, sperando che le cose migliorino. Ricominciare da capo in ogni caso dà sempre una nuova spinta, e con la moto è un po'la stessa cosa.
La mia Kappa è in garage da un paio di settimane, e per un bel po'di giorni ci siamo studiati attentamente a vicenda. Io la guardavo con l'occhio strano di chi, abituato magari a donne piccole e minute, da un giorno all'altro si trova una stanga da un metro e settanta con due pere così (ma questo non è successo...). Lei dal canto suo credo abbia avuto per un po'pena del mio modo impacciato di spostarla in garage, e tuttora sopporta mal volentieri il momento di andare a nanna. Domenica scorsa in Consuma è stato il primo vero momento di conoscenza, ma due gomme gonfie come canotti e un paio di amici particolarmente in palla mi avevano un po'demoralizzato. Forse avevo preteso troppo, tutto e subito. Come quando alla prima sera che esci con una e pensi che te la dia al volo...
Questo fine settimana pasquale è stato invece molto utile per approfondire una conoscenza. Due giri in Chiantigiana praticamente fotocopiati (sarò monotono... ma come la Chiantigiana c'è solo la Chiantigiana!): domenica con Cigolla su Effequattro e un collega della Manuela sua fidanzata su Zetasettemmezzo, e oggi da solo.
Domenica sentivo un po'di pressione. Con Cigolla da quindici anni ogni uscita è un gran premio: mi ricordo ancora la staccata "sull'ombra" al ponticino del Carbonile, salendo al Muraglione. Lui staccava forte... io cercavo tutte le volte di fregarlo... e lui una volta che ero già dentro mollò i freni e mancò poco che ci si ritrovasse tutti e due a pranzo da Spartaco sotto al ponte. I tempi però sono cambiati, siamo invecchiati e magari un minimo di cervello s'è messo anche noi. In ogni caso ieri mattina passo svelto, e ho visto che sia sul veloce che sullo stretto tengo botta; mi trovo meglio sul veloce perché la moto è probabilmente più portata per quel tipo di "tracciato", ma anche sullo stretto ci sto prendendo un po'la mano. E poi in uscita dal tornante che immette sul salitone ho visto finalmente cosa può fare il mio motore: 11000 giri in un secondo, e la lancetta che segnava i 190! Paura! La mattina ha purtroppo avuto un inconveniente poco piacevole dato che la mia nuova moto è stata già "battezzata": una folata di vento e un cavalletto probabilmente non stabilissimo me l'hanno tirata per terra. Fortunatamente i danni sono stati praticamente nulli dato che il tampone salvatelaio in plastica ha fatto egregiamente il suo lavoro: non s'è nemmeno rotta la freccia! La leva frizione un po'piegata me la ha sistemata velocemente Massimiliano (alias Cigolla) a casa sua e praticamente non si vede nulla. Gran lavoro, grazie!
In ogni caso anche questo episodio, visto l'esito incredibilmente fortunato, ha in qualche modo contribuito a "rompere il ghiaccio": poteva succedere (la SL ne sa qualcosa) ed è successo. Non abbiamo litigato e anzi a fine giornata di lunedi posso dire che sì... inizio a capirci un minimo e ad apprezzarla un sacco, questa moto. Questa moto che ti fa andare un bel po' forte senza impegnarti in modo esagerato, e che poi ti porta in giro per la campagna in sesta a cinquanta all'ora e anche meno senza una minima incertezza.
Stamattina invece ho fatto un giretto da solo. Passo tranquillo, anche di più. Ho avuto modo di rendermi conto della comodità delle sospensioni tarate elettronicamente dall'ESA: le piazzi su Comfort e vai sul velluto... e sul velluto ho passeggiato per un bel po', stamani. Poi trovi un bimbetto su ZX6R marmittato&portanumerato che vuol fare lo sborone salendo su da Piazza verso Castellina... pigi il bottone per tornare su Normal... e con una paciosa moto da turismo gli fai un culo come una capanna.
Sì... lo so che non si devono rubare le caramelle ai bambini.

sabato 11 aprile 2009

Ducati Eagle 2




La moto protagonista è di quelle che mi hanno affascinato moltissimo fin dalla prima foto che ho visto anni fa, però ne so poco, ne so molto poco, e quel poco è anche un po’ incoerente.
Si tratta si una Ducati a coppie coniche chiamata Eagle 2 (e della Eagle 1 non so nulla). Da quanto racconta Lauro Micozzi (http://www.motoitaliane.it/mondoducati/mistero.html), che è stato proprietario della moto e adesso possiede solo il motore, venne costruita da Bruno De Prato che si fece fare il telaio su suo progetto dallo svizzero Egli. Le particolarità erano il forcellone a parallelogramma ed il serbatoio della benzina posto sotto al motore e messo in grado di alimentare i carburatori da una pompa elettrica. Il forcellone cosi’ costruito non aveva ovviamente la funzione che svolge nelle Magni o nelle BMW di smorzare le reazioni del cardano, ma presumo che l’idea fosse quella di limitare gli effetti del tiro catena e di limitare le variazioni di interasse in frenata ed in accelerazione. Il telaio che si intravede dalle foto è a traliccio, e qui trovo una incongruenza con quando racconta Micozzi, quest’ ultimo infatti afferma che il telaio era tipo monotrave superiore (con il famoso tubone orizzontale usato anche da Segoni) come da tradizione Egli e che l’inclinazione del cannotto era di circa 24°, e quest’ultima cosa andrebbe d’accordo con la “filosofia” da sempre predicata da De Prato.
Il motore era maggiorato a 950 e privo di distribuzione desmodromica, costruito su un basamento preparato da Giorgio Nipoti della NCR che però non aveva fatto le teste, pare fosse molto veloce, al punto da tenere testa alle 851 e alle piu moderne 900 a cinghie dentate quando nel 91’ Micozzi portò la moto alla DucatiSpeedWeek.
Mi piacerebbe scoprire piu informazioni su questo mezzo da corsa così particolare.

mercoledì 8 aprile 2009

Classic Sidecar







Queste foto ci raccontano di un mondo di solito poco noto, se non ignorato, cioé le gare per sidecar storici.
C'é poco da commentare, su mezzi dall'aspetto a volte approssimativo e improbabile questi signori e signore si divertono da matti, molti di loro fanno tutto da soli spendendo veramente poco per portare in pista i loro mezzi.

lunedì 6 aprile 2009

Calla e Consuma






Ieri é stata la giornata inaugurale del nuovo scaldabagno di Enrico, e contemporaneamente la giornata in cui abbiamo incontrato di persona per la prima volta Enrico Zani e gli altri ragazzi di Cesena Bikers.
E' stata una bella giornata sia dal punto di vista motociclistico nonostante l'asfalto in alcune zone sporco e bagnato, che dal punto di vista umano, nonostante la "gentile signora" su stationwagon grigio topo abbia tentato di rovinarla non fermandosi ad uno stop.
Ok, cercheremo di ripeterci presto, non ci rimane che tenere i serbatoi pieni e le gomme alla giusta pressione...

giovedì 2 aprile 2009

KAPPEN!!!



E il gran giorno è finalmente arrivato.

Ieri pomeriggio dopo lunga attesa ho ritirato la mia nuova cavalcatura. Come accennato, la follia mi avrebbe portato volentieri all'acquisto di una spettacolosa K1300S, per la quale avevo già messo in preventivo la vendita del mio cadavere a un istituto di ricerca che accettasse una consegna differita a un centinaio d'anni... ma alla fine ho fatto relativamente prevalere la ragione. E la ragione mi ha portato a scegliere questo pendolino che vedete... una K1200R/Sport a chilometri zero, immatricolata a dicembre 2008. Meno bella, sicuramente. Meno nuova, ovviamente. Meno quasi tutto. Soprattutto meno costosa: alla fine della fiera 6000 euro di differenza credo avrebbero convinto diversa gente. A me mi hanno convinto, almeno!

Dopo lunghe pratiche burocratiche è arrivato il momento della partenza da Pisa dove ho comprato la moto. Mi aspettavano cento chilometri di strada e pioveva. Il proprietario della concessionaria, molto figo e con la sua 330 bianca e lucida parcheggiata lì davanti, mi ha confessato invidia: lui non sarebbe capace di andare in moto in queste condizioni, tanto più con una moto nuova appena ritirata e subito inzaccherata. Il venditore mi aveva detto in mattinata di "regolarmi" perché stava venendo giù il diluvio. La ragazza dell'abbigliamento ha notato che io ero il "famoso" acquirente della R/Sport e che comunque non me ne poteva fregar di meno dell'acqua. E io, sommate tutte queste dichiarazioni spontanee, ho pensato di essere una specie di alieno e ho cercato uno specchio per vedere se mi stavano uscendo squame verdi sulla faccia...

Una volta partito, il primo e più evidente imbarazzo è stato relativo ai blocchetti elettrici BMW: Sauro me ne aveva parlato in toni entusiastici, specie se usati con i guanti pesanti. Io ho avuto seri problemi a capirci qualcosa, anche se adesso va già un pochino meglio. Resta il fatto che in particolare con i guanti grossi io ho trovato discrete difficoltà nell'utilizzarli, e sinceramente continuano comunque a non piacermi. La frizione di una moto nuova è sempre un casino da capire, all'inizio... e quella della mia nuova BMW non fa eccezione. Soprattutto perché stacca un po'brusco e parecchio in fondo e sulle prime crea un po'di imbarazzo, ma stiamo facendo amicizia...

Ieri sera sono stati cento chilometri sotto il diluvio in cui ho capito ben poco di quel che avevo sotto il culo: ho badato soprattutto a evitare di far danni e ad arrivare a casa. Come testimoniano le foto, appena arrivato a casa la prima cosa che ho fatto è stata staccare l'orrida protezione sponosrizzata in finto carbonio che gli sciagurati della concessionaria mi avevano donato. Stamattina appena mi sono svegliato ho deciso che avrei preso la moto per andare al lavoro. Dovrò trovare il modo di entrare in garage all'indietro, perché uscirne spingendola su per il piccolo gradino che ho sull'ingresso... non è raccomandabile. Prevedo un cambio di abitudini subito, da stasera!


I primi quindici chilometri di strada asciutta li ho fatti oggi tornando dal lavoro. Motore in rodaggio, andatura tranquilla... ma un tiro spettacolare. Erogazione fluida al punto da poter fare le rotatorie in quarta... forza da trattore anche a 3000 giri in sesta. E non oso immaginare cosa ci sia sopra i 6000! Il cambio e la frizione restano un po'da... interpretare, dato il loro funzionamento un poco brusco, ma ci farò l'abitudine, credo. La ciclistica invece pare bella bella, anche se in fondo ho fatto solo un paio di chilometri di curve ad andatura un filo allegra...
Per l'occasione avevo scelto di indossare il mio amato Arai, regalo personale di Tetsuya Harada qualche anno fa. Unica nota negativa della giornata è stata la perdita del bordino inferiore in gomma della mentoniera: spero di poterlo riavere come ricambio...

Un ultimo pensiero va al mio vecchio Bruttistrada. Nessun rimpianto, e non mi viene in mente altro che non abbia già esternato... sul Desmoblog! Mi pareva gentile far partecipe Ducati di questo avvenimento...

Altre impressioni... nella prossima puntata