lunedì 23 febbraio 2009

Underground


La futura Benelli 600.


La futura BMW 600 supersport.
C'é crisi, e le forcelle costano tanto.



Qui hanno addirittura risparmiato sul cavalletto.

giovedì 19 febbraio 2009

Saxon Laverda











Volevo dedicare un post a queste moto perche mi piacciono moltissimo, anche se ne so veramente poco. So che é da qui che la BMW ha copiato il suo celebre telelever. E penso che siano sempre troppo pochi i progettisti che si cimentano nel compito di abbandonare la forcella telescopica e tutti i suoi limiti invalicabili. Tutti quelli che l'hanno fatto si sono dovuti scontrare con l'ottusità e l'immobilismo tecnico di noi motociclisti, dei piloti, e dei colleghi progettisti. Nonostante spesso e volentieri i risultati diano ragione. Da notare le bellissime ruote Astralite, di cui reperire esemplari e informazioni é veramente difficile.

lunedì 16 febbraio 2009

...ORA C'E'!


Nonostante la consapevolezza della botta di fortuna (trad.: culo) appena capitata, non ho perso di vista il motivo fondamentale per cui mi trovavo davanti alla concessionaria BMW di Firenze. Mi aspettava la prova della nuova K1300S!
Pietosamente giunto in macchina (la mia unica moto circolante è EuroZZero, e allora per non farmi inquinare e ingombrare il centro città mi hanno indotto all'uso di una civilissima e non ingombrante auto diesel...), mi sono cambiato nel bagno della concessionaria (scena altrettanto pietosa, ammetto...) e l'ho trovata ad aspettarmi lì fuori. Ci sono moto che come le osservi da lontano sembrano puntarti e dirti "cazzo guardi?". Questa no, nonostante mole e cilindrata si presenta amichevole e bonaria, come se ti dicesse "dai, ti porto a fare un giretto". E' il primo motivo per cui mi piaceva fin da prima di salirci, forse.
Metto in moto e sento un bel suono cupo ma ovattato, civile. Salgo, metto la prima e parto facendo tristemente scivolare la frizione che stacca un po'in fondo. E le leve sono troppo lontane e troppo poco regolabili: difetto poco simpatico per chi ha le mani piccole e i guanti invernali. Parto e fin dal primo semaforo ho modo di apprezzare la prima cosa che chiunque noterebbe, ovvero la banale ma meravigliosa comodità del cambio elettroassistito. Faccio un tratto di autostrada per arrivare al casello Firenze Certosa da dove avevo pensato di imboccare la Chiantigiana, e noto subito l'ottimo riparo dato dal plexiglass, oltre alla comodità delle sospensioni sulla taratura elettronica Comfort. Ho ben presto spento le manopole riscaldabili perché a 9° e con i guanti pesanti non servono assolutamente... ma è bello sapere che le hai!
Mi faccio una ventina di chilometri in poltrona di passo tranquillo ed esco al casello. Imbocco la Chiantigiana e scopro in 3 curve una moto eccezionale. Lunga come un Pendolino, pesante come un autotreno... ma maneggevole come una bicicletta: bisognerebbe che un telaista tedesco andasse a prendere per un orecchio chi dice di avere l'ossessione per il peso... senza far nomi. Taro l'ESA su Norm e faccio qualche curva, logicamente ad andatura attenta: meglio non sbattere per terra un giocattolo da 19000 euro, ancora di più se quel giocattolo non è tuo! Freni modulabilissimi e strapotenti tirando, trasmissione un filo brusca e un tantino rumorosa in rilascio a bassa velocità, motore... motore... MOTORE!!!!
Minkia! La fiera del motore... tanto ma tanto che di più non si può. Non credo di aver mai passato i 6000 giri, e mi sono sempre trovato in mano una tale valanga di coppia da domandarmi a che cosa servisse il cambio. Puoi fare praticamente qualunque cosa in sesta e a filo gas, sempre sicuro che come ne dai un filo in più ti trovi portato fuori dalla curva con una forza incredibile ma garbata, mai brusca. Un 1300 da 170 cavalli che non fa mai paura, roba da non credere... anche se a dire il vero non ho idea di cosa possa succedere dai 6 ai 12000 giri! La frizione è un po'brusca nell'intervento come da buona tradizione Kappafrontemarcia, ma niente di drammatico. Una cosa meravigliosa è il cambio elettroassistito; quando l'ho visto nella lista degli accessori alla presentazione della moto ho pensato fosse una cazzata da bar, lo ammetto. Prima di provarlo pensavo fosse difficile abituarcisi. Ora che l'ho provato dico che è una delle cose più belle di questa moto: comodissimo in città, bellissimo da usare nella guida svelta, intuitivo al massimo fin dal primo istante in cui lo usi. Tra l'altro il suo intervento è garbato e non dà mai fastidio se non un minimo sul prima-seconda a bassissimo regime... roba di dettaglio.
Dopo tutta questa sviolinata penserete che il momento più brutto è stato quando ho dovuto riconsegnare la moto... ma ripensare a quanto costa è stato ben peggiore! Certo... se guardo la cosa come mi suggerisce Sauro e vedo che costa quanto una Daihatsu Terios... beh... le cose cambiano!

IO L'HO VISTA!!!





Quando si dice la fortuna! Uno è in giro per i fatti suoi... per tutt'altro motivo... e si imbatte in certe primizie.
Ebbene sì: io ho visto per primo una Stritfigher per strada! Vi ho battuti tutti e so che state morendo di invidia. Ancor più perché si tratta di una moto di preserie, in mano a un collaudatore con il quale ho avuto il piacere di poter fare due brevi chiacchiere. Da buon gestore della politica di facciata, come mia abitudine non ho mancato di esprimere il mio personale apprezzamento per tale beltà... e la cosa più divertente è stata la sostanziale rassegnazione del collaudatore. Una roba tipo: "ok, me l'hanno data e mi tocca farci un casino di chilometri, ma io per primo ne farei a meno".
Un po'triste sapere che ci sono collaudatori che guidano Ducati per lavoro e BMW per diletto...
Viva la Desmo-Resistencia!

PROSSIMA TAPPA: L'OSPIZIO



Gli anni passano per tutti. Quando ne avevo diciotto, anche d'inverno la domenica mattina mi svegliavo di buon'ora, mi infilavo la tuta di pelle con un golfino sotto, gli stessi stivali e gli stessi guanti che usavo d'estate, e partivo con destinazione Passo del Muraglione. Giovanni quando non mi vedeva probabilmente pensava non fosse nemmeno domenica. Ora di anni ne ho qualcuno di più, e mi domando come facessi ad andare in moto in quelle condizioni con quel freddo. Stamattina mi sono svegliato verso le dieci, mi sono infilato il mio bel completone invernale Spidi (uno degli acquisti più indovinati della mia vita!), due maglioni sotto la giacca, stivaloni foderati in gore-tex con due paia di calze, guanti praticamente da boxe... e via senza sentire il freddo!
Non ero molto convinto: temevo un clima tipo polo nord. E invece come sono uscito oltre al sole ho trovato con piacere una temperatura quasi quasi tiepida e una strada finalmente asciutta. Mancava ancora qualcosa... non sapevo cosa ma non era tutto lì. Ho fatto il mio solito giro in Chiantigiana, colazione nel solito bar e stavo per tornare a casa dalla strada fatta all'andata, ancora domandandomi come mai non ero soddisfatto. In fondo nonostante tutto il mio breve tratto leggermente più svelto l'avevo fatto... e non m'ero nemmeno dispiaciuto nonostante la ruggine dell'inverno. Boh...
Ho preso per Gaiole, ancora domandandomi cosa fosse che mancava. Passo tranquillo... motore sui 3000/3500, uso freni ridotto a zero. Guidavo e mi guardavo intorno... e intanto il motore mi borbottava nella testa tranquillo. Sole... strada sgombra... andatura da passeggio... quasi non mi riconoscevo. Ma con il sole e quella andatura da passeggio alla fine ho fatto un bel po'di strada... e alla fine ho avuto l'illuminazione, sul tratto che da Gaiole in Chianti sale verso Cavriglia.
Cavolo! Il piacere di guidare!!! Come non ci avevo pensato prima??? In un attimo, su quella stradina stretta e tortuosa, con il sole che filtrava fra gli alberi e quell'arietta fresca... il motore che non aveva bisogno di passare i 5000 per farmi star bene... ho realizzato che quella che mi era mancata fino a quel momento era la consapevolezza del piacere di andare in moto. Anche senza la lancetta sulla zona rossa, anche senza la staccata tirata al centimetro o il ginocchio che sfrega l'asfalto. In sostanza, la cosa più banale del nostro essere appassionati di questi rumorosi pezzi di ferro, o almeno quello che dovrebbe esserlo.
Chi guida una supersportiva solo con il coltello fra i denti e solo da maggio a settembre per paura di metterci 15 secondi in più del solito da casa al bar in cima al passo non può e non vuole capire, probabilmente... ma andare in moto non è solo quello. E per capirlo non ci vuole nemmeno un peschereccio da 300 chili come vorrebbe farci credere qualcuno...

sabato 14 febbraio 2009

MotoSUV





Le vere motoSUV si riconoscono subito. Il portabicchieri integrato nel codino é un segno inequivocabile, altro che stradaperta :-)

giovedì 12 febbraio 2009

Fine dello Stelvio?


La notizia ricevuta da Enrico via e-mail mi ha lasciato un po' allibito (http://www.motoblog.it/post/17535/e-ufficiale-il-motoraduno-dello-stelvio-non-si-fara-piu)
dopo aver partecipato a 6 edizioni era diventata quasi una bella abitudine, o meglio, tradizione.
Troveremo altro da fare.

lunedì 9 febbraio 2009

LA MOTO CHE NON C'E' PIU'

Oggi ho visto su TG2 Motori il servizio sulla nuova K1300S. Trovo molto azzeccato il giudizio finale che il giornalista ha espresso su questa moto: "Piace perché è la moto che non c'è più, tra supersportive troppo estreme e stradali ormai tutte nude".

Sono stato a vederla in concessionaria, oggi pomeriggio, e l'ho trovata bella da morire. Sportiva quanto basta, sicuramente comoda in ogni condizione di uso: la giusta via di mezzo che oggi sembra non aver ragione di esistere. Unici "difetti", due. Il prezzo è quello che per primo salta agli occhi, ma si spera che tanta moto valga tanti soldi. Il secondo difetto, almeno per come la vedo io, è di nuovo l'esagerazione. Perché non limitarsi a fare un mille da 130/140 cavalli al massimo, magari con consumi il più contenuti possibile? Non sarebbe stato veloce a sufficienza? Io credo che sarebbe già stato molto di più di quello che serve per divertirsi in moto... ma oggi sembra che anche la via di mezzo debba essere esagerata...

Unica nota poco felice della visita, la chiassosa presenza di un buon numero di attempati giovanotti in moto nonostante la pioggia. Tutti o quasi su GS, tutte GS stranamente troppo pulite e lucide per aver appena fatto un giretto invernale sotto la pioggia con puntatina finale al motosalone. Del resto anche l'abbigliamento di ognuno era impeccabile (e spesso griffato BMW...), con neanche uno stivale macchiato dalle pozzanghere. Che si fossero tutti vestiti a festa e avessero fatto non più di 5 chilometri in moto per andare a far salotto in concessionaria? No, dai... sono io che sono un malvagio. E uno sfigato.

Però che bella moto!

sabato 7 febbraio 2009

PANTAH 70 (cc)




La Du..ti mette piu impegno nei bar che nelle moto. La Moto Guzzi chiude in favore di capolavori come l'Aprilia Mana. La Moto Morini ha un capolavoro di motore ma non ha la moto su cui montarlo. La Gilera é diventata un'adesivo da attaccare su uno scuterone di merda.
Così pare che solo all'estero apprezzino il nostro patrimonio artistico nazionale (vedi MV Husky e Benelli).

W gli sfigati.

venerdì 6 febbraio 2009

ILLUSTRE PRECEDENTE!



Diciamoci la verità. Quando per la prima volta abbiamo visto il nuovo meraviglioso Monster 1100 con forcellone monobraccio in cantilever... abbiamo tutti gridato al miracolo. Sulle prime non pensavamo che una mente umana si sarebbe potuta spingere fino a una tale raffinatezza meccanica. Abbagliati dalla genialità della soluzione (che, ricordiamolo bene, coniuga alla perfezione le necessità primarie da soddisfare nella progettazione del retrotreno di una moto, ovvero una bella presenza scenica e un costo ridotto), non ci siamo sulle prime soffermati a considerare che c'era una illustre progenitrice proprio in casa Ducati!
Ebbene sì! Il libro di Ian Falloon da poco acquistato mi ha riportato alla mente che la prima geniale intuizione di questo tipo fu niente meno che di Pierre Terblanche quando concepì la irripetibile MHe 900! Che, ricordiamolo, fu la prima moto in vendita solo su internet e veniva consegnata al cliente in una esclusiva ed esplicativa "cassa" della quale ho avuto la fortuna di trovare una foto.
Come abbiamo fatto a non pensarci prima?

lunedì 2 febbraio 2009

8h Nurburgring 1982







Non solo il tracciato é rimasto identico, anche i vecchi box sono ancora perfettamente conservati e ovviamente adibiti ad altri usi, in un box (mi pare il numero 1 ) c'é stato fatto un bar. E' veramente un posto magico.