domenica 29 novembre 2009

QUESTA SI' CHE E' UNA MOTO D'EPOCA!

Oggi pomeriggio lavoro. Inizia il tour de force natalizio, e per celebrare degnamente la fine della libera frequentazione domenicale delle strade del Chianti ho pensato bene di fare un giretto veloce fino a Castellina. Che palle, penserà "qualcuno"... ma il tempo era poco e il giro più veloce da fare rimane sempre quello.
A volte però capitano piacevoli imprevisti, come quello di stamattina. Arrivato a Panzano, proprio in cima al paesino, vedo parcheggiata una bella vecchietta. Essendo dotato di moderno abs teutonico, mi attacco ai freni e l'unico rischio che corro è quello di essere malamente tamponato da chi mi segue, ma non importa. Giro, scendo di sella e mi fermo ad ammirare la vegliarda. Una delle più belle Ducati d'epoca che mi sia capitato di vedere, soprattutto per il fatto di essere in condizioni di normale uso e non rimbellettata da concorso e più lucida di come era uscita trent'anni fa dal concessionario.

A occhio la moto mi è sembrata completamente originale, mai restaurata e curata da sempre con la sola manutenzione ordinaria. Non una "moto d'epoca" nella comune accezione, quindi, ma una moto di cui il proprietario probabilmente è così innamorato da non aver mai avuto il cuore di restaurarla. E mi viene il paragone con una bella signora di una certa età, con tutte le sue rughe sul viso ma inalterato il fascino della gioventù, paragonata a una strappona sessantenne tutta ritirata dal chirurgo plastico di turno.

Come si può notare, il contachilometri segna oltre 94000 chilometri, e chissà quanti giri ha fatto. Arrivato a casa mi sono cercato di documentare, e per quello che posso essere riuscito a capire dovrebbe trattarsi di una 750GT del '73; mi verrebbe da pensare a un modello destinato al mercato americano, dati i parafanghi cromati, ma avendo un'idea della precisione con cui venivano al tempo allestite le moto e notando che il manubrio non è quello alto della versione USA... potrebbe benissimo essere una versione "ibrida", dato anche che il serbatoio mi pareva metallico (non ho osato toccarlo) e non in vetroresina come ho letto che era quello delle moto USA. Come si vede dalla foto del cruscotto, la strumentazione è Aprilia (ma non era meglio se continuavano a fare cruscotti?) con elementi Veglia Borletti e la pompa freno Lockeed, il che rinforza la mia idea che sia una '73; tra l'altro da quello che ho trovato sul libro di Ian Falloon il nero è un colore che è stato prodotto solo in quell'anno.

Marc... dammi tu il tuo illuminato parere!

12 commenti:

  1. Allora, puntualiziamo.
    D'Epoca sarai te!!!!!!!!!!
    Questa è una Ducati e basta. A dirla tutta è più nuova di quelle che fanno ora, almeno quando uscì di fabbrica questa diverse caratteristiche che ha erano in giro da poco.
    La stessa forcella telescopica la ritroviamo pari pari oggi, lo stesso per le ruote a raggi con camera d'aria, lo stesso per il doppio ammortizatore stereo al posteriore e, eeeee chissà se le elettroniche attuali dureranno tanto le puntine di questa.

    Vabbè a parte gli scherzi. Bellissima. peccato non aver beccato il proprietario per fare 4 chiacchiere.
    Comunque a me il cassone pare quello in vetroresina, non ha il bordino di saldatura inferiore.

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  2. In effetti non ci avevo fatto caso, è vero.

    Che allora sia una USA rimasta giù dalla nave per sbaglio e a cui è stato montato il manuVrio basso?

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  3. Ah... un'occhiata in giro per cercare di riconoscere il proprietario me la sono anche data. Purtroppo senza grossa fortuna... peccato davvero.

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  4. Guido Macchiaverna-IL DUCATISTA-29 novembre 2009 22:00

    Bellissima e in ottimo stato..e poi tutti quei km...quanta invidia avra' quel proprietario ? :) un capolavoro..vederla accesa e in movimento sara' un vero spettacolo....Ciao a tutti amici

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  5. Aveva i Conti originali dell'epoca, sicuramente silenziati il giusto... mi sarebbe piaciuto davvero sentirla in moto. :-)

    Passa più spesso, Guido, ci fa solo piacere!

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  6. @Enrico: tutti avevano i parafanghi chromati, e lo serbataio in aciero è della secunda seria, perche il vetroresina fu interdito in Inghilterra : http://www.ducati-sud-belgio.be/1.0/?name=Desmodrome&article=5

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  7. In effetti a vedere il tipo di graffi da usura che presentava, il serbatoio mi era sembrato in acciaio. Però Sauro mi aveva messo il dubbio dato che in effetti non ci sono saldature di giunzione a vista nella parte bassa.

    Rimettendo insieme tutte le informazioni, a questo punto direi che siamo di fronte a una 750GT del 1973, senza grandi possibilità di errore... Giusto Marc?

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  8. Difficile a dire con certeza con foto cosi piccole... Se la ruota anteriore e di 19', è una 72, se è in 18', una 73. E il serbatoio, anche difficile di essere sicuro, perche quelli in acciaio (e non in aciero spagnolo...) erano all'origine bicolori, cio che non è il caso di questa (forse riverniciata?) E sul bocale di freno, c'è scritto Lockheed come sulle prime serie, e non Scarab come dopo... Una sola soluzione : venire a vedere :-)

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  9. Guido Macchiaverna-IL DUCATISTA-1 dicembre 2009 23:51

    Ogni volta che sento MARC e voi parlare di moto Ducati datate, resto a bocca aperta..sapete tutto,addirittura Marc dal diametro delle ruote riesce a capire di che anno è un modello..Fantastico,resto senza parole..siete proprio un Enciclopedia vivente di moto,altro che riviste specializzate!!!quando voglio sapere qualcosa domando a voi..ne sapete una piu' del diavolo..Complimenti di Cuore,leggervi e' un piacere..Ci vengo spesso qui e sto sito mi piace,anche se so ignorante in tecnica..ma imparo qualcosa almeno:)..complimenti vivissimi..v'invidio un casino :)

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  10. Guido, in tutta sincerità a me non hai proprio niente da invidiare!

    Domenica mattina mi sono fermato a fare qualche fotografia perché ho ritenuto la moto interessante, ma confesso che sul momento non avevo una idea precisa e certa di quello che avevo davanti. In soldoni: se vedo una vecchia Ducati per strada è probabile che io non la sappia riconoscere a prima vista, se escludiamo i modelli più conosciuti.

    In questo mi ha aiutato molto l'acquisto del libro "Ducati - Tutti i modelli" di Ian Falloon (Giorgio Nada Editore). Quella sì che è una enciclopedia! Non si trova dovunque ed è anche un libro costosetto (38eurI), ma i soldi che costa li vale davvero dal primo all'ultimo centesimo, a differenza dell'omologo "Ducati - Tutti i modelli dal 1946 a oggi" di Valerio Boni, edito da Mondadori, che mi fu regalato due anni fa da mio padre per Natale. Libro incompleto, povero di informazioni approfondite e anche dall'impaginazione piuttosto confusa. E' quello con la 1098 in piega scintillante sulla copertina, lo trovi in tutte le librerie ma davvero non vale la pena comprarlo.

    Se poi l'enciclopedia la vuoi vivente... allora sì: Marc è l'uomo che fa al caso tuo!

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  11. Dai ragazzi, siete molto gentili, ma non pretendo di essere una enciclopedia vivante della Ducati, ci mancherebbe: c'è ancora tanto da imparare! Diciamo che mi interesso a quest'argomento da adesso 41 anni (42 in pochi giorni), che ho raggiunto un po di documentazione, che ho letto un po cio che fu scritto sul sogetto, e che collaboro con una rivista francese che si chiama... Desmo, cio che mi da l'occasione di essere in contatto con Ducatisti di varii paesi dal fatto che posso communicare con loro in alcune lingue. Per coloro che capiscono il francese ( e anche lo spagnolo per una parte) continuo a mettere qui ed a fare evolversi cio che finirà forse un giorno ad essere il mio testamento spirituale :-))
    http://www.ducati-sud-belgio.be/1.0/?name=Desmodrome

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