lunedì 28 settembre 2009

PASSIONE D'EPOCA

Mi perdonerà Sauro per il doppio "articolo" sullo stesso argomento, ma ho aperto il blog pochi minuti fa e avrei voglia di aggiungere alcune considerazioni personali non solo sulla giornata di ieri ma di carattere più generale.
Ieri mattina mi sono alzato alle sette e mezza per essere da Sauro un'ora dopo e a Magione intorno alle dieci. Non avevo una idea ben precisa di quello che mi aspettava: sono stato parecchie volte in pista da spettatore e alcune volte come pilota della domenica (ma più spesso del giovedi o del martedi...), ma sempre e comunque nell'ambito di manifestazioni dedicate alle moto contemporanee. Non avevo mai visto moto d'epoca se non ai mercatini o alle parate.
E mi si è aperto un mondo nuovo. Un mondo molto più vicino al mio modo di concepire la moto anche rispetto a quello che vedo ogni domenica in giro per le strade dell'Appennino o del Chianti, dove sembra ormai che si corra una sorta di gare locali di "io ce l'ho più lungo". Moto sempre più agghindate con costosi e inutili accessori, moto esasperate rispetto alle già mostruose prestazioni originali e poi usate per andare da casa al bar con le gomme "in mescola", come se le gomme che uso io e che fanno diecimila chilometri fossero fatte di chissà cosa. E piloti della domenica che si confrontano sulle piazzette davanti ai bar su quale sia il giusto setting per l'ammo che il mecca del conce gli ha consigliato e poi montato spillandogli migliaia di eurI. Io questa lingua non la conosco: non so cosa sia un setting, e soprattutto ho difficoltà nel capire cosa siano un ammo, un mecca e un conce. La mattina mi metto il casco, salgo il moto e faccio il mio giretto. Trovando spesso pilotoni del genere che con la mia balena gommata turistica mi fanno pesantemente da tappo, ma questa è un'altra storia...
La sostanza è invece che nelle giornate per moto d'epoca si ritrova anche un motociclismo che è diventato d'epoca insieme alle sue moto e ai suoi "piloti", che spesso e volentieri sono semplici appassionati che hanno comprato un ferro vecchio da due soldi e si divertono anche senza setting, mecca e ammo del conce. Ho visto corpulenti signori vestiti con tute di pelle rattoppate che per le sfilate di moda di ogni domenica mattina sarebbero forse proibite. Ho visto camper e roulotte improvvisati, lontani anni luce da quel che si trova nelle giornate di prove libere dedicate alle moto moderne dove anche il più scarso ormai si presenta con almeno la tenda e le termocoperte. Ho visto mogli, figli, nipoti, famiglie intere allo stesso tavolaccio improvvisato con assi di legno gustare enormi tegamate di fusilli preparati al momento. Ho visto qualcosa che sta a metà fra il motociclismo e il campeggio, e ho fatto due parole con un signore in tuta di pelle, settantasei anni suonati e una Morini monocilindrica bella vissuta, che mi ha detto con la felicità di un bambino che "fin quando la centralina funziona si continua". Sauro m'ha guardato e m'ha detto che vuole invecchiare così. Anch'io.
Grazie per avermi fatto vedere tutto questo!




7 commenti:

  1. Bella lì :-))) Sabato mattina Raid-fotografico alle ore 10,00 , solo un ora ma moooolto interessante.
    Poi partenza a razzo per vedere la super pole e gara a Imola.

    prossimo anno spero di farci giornata piena.

    RispondiElimina
  2. Anche a me è capitato lo stesso con dei signori che appena mi vedevano impegnato con la macchina fotografica , iniziavano a colloquiare amabilmente e cordialmente raccontandomi di loro e della loro moto.
    Era bello perchè sembrava di avere a che fare con dei nonni che ti raccontano delle favole meravigliose.
    I più giovani ( coetanei) erano comunque rilassati , gentili , disponibili e allegri.
    Insomma un mondo fantastico , igorato e dimenticato da molti motociclisti.

    Ogni tanto se vi capita correte a vederle e lasciatevi trasportare e cullare da quest'atmosfera serena e gioviale che non mancherà di coinvolgervi , regalandovi inaspettate indimenticabili emozioni perdute.

    RispondiElimina
  3. Io ieri pomeriggio ho vistoin tivù gara-2 della superbaic a Imola, Otto. Boh... mi sono domandato come mai giocattoli tanto belli devono diventare lavoro, bisness e esasperazione, perdendo la loro parte più interessante.

    E non ho trovato una risposta se non la considerazione che non è indispensabile "pensare mondiale" per andare in moto e per guardare le moto...

    RispondiElimina
  4. E io mi sono permesso di aggiungere la foto di quel signore con la sua bella Settebello che parlava di centralina indicando la propria testa.

    Vorrei aggiungere anche che oltre a tante bellissime moto da corsa, che sono anche costose, c'erano tanti appassionati in sella a ferri vecchi meno cari dei televisori che la gente mette nel camper, o dei pantaloni firmati che indossano per andare al bar.
    Lo dico solo perche si tende a far vedere solo le moto belle e impossibili sia chiaro.

    RispondiElimina
  5. Marc el desmo-resistente Belga29 settembre 2009 09:16

    Perfino, Enri ha visto la luce :-))

    RispondiElimina
  6. non è una maturita' per tutti, essendo piu' introspettiva si alimenta da altre cose che dal fanatismo muscolare dei cavalli. anche io vorrei invecchiare cosi ma a 2 tempi. ma non è cosi semplice , bisogna saperci arrivare credo. e non tutti ci riescono.

    RispondiElimina