mercoledì 9 settembre 2009

Difazio

La prima moto Difazio con sospensione a braccio oscillante e perno sterzante risale addirittura al 1956. Il suo creatore era un pilota (di origini italiane) e dopo un po’ di esperienza si chiese come poter migliorare quello che sembrava il maggior limite delle motociclette con forcella telescopica, cioè guarda caso la forcella telescopica.

Alla prima moto da corsa motorizata AJS seguirono altre realizzazioni, alcune fatte modificando i telai originali, altre costruendo il telaio da zero, usando i motori piu disparati, dai twin inglesi, ai 2 tempi giapponesi per finire ai Laverda, Ducati e perfino Honda GoldWhing.

In tutto vennero fatte nel retrobottega della Difazio Motorcycles ( http://difazio.co.uk/ ) più di 50 moto, gran parte delle quali ancora esistenti e circolanti.

Al tempo vennero organizzate delle prove in pista con tester professionisti, in cui vennero fuori le doti di guidabilità e stabilità di questa soluzione, fecero diverse prove con dei carichi applicati alla moto in diversi punti per cercare di sbilanciarla, ma la moto rimaneva sempre stabile, al punto che “in rettilineo le manopole diventano inutili” e “ a 80miglia orarie si potrebbe tranquillamente mangiare un panino dietro al capolino con il massimo confort”. Ovviamente tutto ciò accompagnato dalle doti di frenata strabilianti (Difazio fu uno dei primi ad applicare su una moto il doppio freno a disco, potendolo finalmente sfruttare) anche sul bagnato ed alla maneggevolezza eccellente.

Difazio sottopose la sua invenzione all’attenzione di diverse case motociclistiche senza ottenere nessun riscontro (esattamente come per Foale Hossack ecc.), mostrando così ancora una volta quanto conservatore e ottuso sia il mondo delle due ruote, quello stesso mondo che spesso si vanta di innovazione e modernità magari solo per un fanale con forma strana o per un forcellone monobraccio!

Guardando attentamente le sospensioni di Difazio si può notare come il concetto base sia esattamente quello che in anni ben successivi venne ripreso e brevettato dalla Bimota con la Tesi. Infatti il forcellone oscillante (più largo per consentire la sterzata) ed il perno di sterzo ospitato all’interno dell’asse ruota, sono inconfutabilmente gli stessi. L’ingegner Martini poi applicò un uovo sistema di azionamento dello sterzo in maniera indiretta, prima con sistema idraulico e poi meccanico con leveraggi, ed una diversa collocazione dell’elemento elastico, diventato uno solo ed azionato in maniera progressiva. La Vyrus ha poi continuato lo sviluppo migliorando il funzionamento del sistema e la nuova Bimota Tesi 3D ha introdotto la novità dell’ammortizzatore montato in basso e sollecitato a trazione (cosa che mi lascia perplesso).

Per finire, siamo sicuri che le “moto d’epoca” siano sempre quelle fatte 30 anni fa? E perché sono diventati tutti famosi e trattati dalle maggiori riviste, tranne Difazio?

La prima Difazio con motore AJS 7R
BMW Suzuki Laverda
Ducati 750 carter tondi
La molto più famosa sospensione Bimota Tesi
Laverda stradali e da corsa e una bella Suzuki da corsa.

E per chiudere una bellissima Laverda 3 cilindri Endurance.


10 commenti:

  1. Non ero assolutamente a conoscienza di questa storia. Mai sentito nominare Difazio, ma... è la dimostrazione lampante che a volte ci sono soluzioni geniali che chissà per quali motivi vengono volutamente scartate a priori...

    Boh...

    RispondiElimina
  2. Sarei curioso di sapere se i giornali stranieri di moto d'epoca e non trattano e hanno trattato l'argomento.
    Per quanto riguarda l'italia si spiega tutto con la "somiglianza" con la celebratissima Tesi.

    RispondiElimina
  3. grazie per questo favoloso articolo. :-)
    max (ora mi tocca informarmi sul sistema di ammortizzazione della vyrus)

    RispondiElimina
  4. Grazie Max,
    di solito quando parlo di cose apparentemente strane non mi caca nessuno

    RispondiElimina
  5. Comunque per parlare di Vyrus, lo schema Vyrus é sostanzialmente identico a quello della prima tesi, sia come concetto sia come disposizione degli organi sterzanti e dell'ammortizatore, per quanto ne so il grosso del lavoro é stato fatto nella messa a punto delle varie geometrie in modo da risolvere i problemini di stabilità in rettilineo che affliggevano le tesi ed aumentare il feeling di guida del pilota.

    RispondiElimina
  6. Marc el desmo-resistente Belga11 settembre 2009 10:33

    Avevo gia sentito parlare de Difazio, ma non mi ricordo più dove. Mi sembra che c'era una Ducati SS francesa al WDW 2007 con questo sistema di sospenzione, vado a cercare la foto. Ma... per me, questa tecnica ha quattro svantaggi, anche si è interessante per altre ragioni : è brutto da vedere (ma questo è un giudicamento personale e subjectivo), limita l'angolo di sterzata su una moto stradale, non tolera molto gioco sulle sue numerose articolazioni per lavorare bene e sovratutto, costa di più di una forcella tradizionale...

    RispondiElimina
  7. Marc el desmo-resistente belga11 settembre 2009 16:03

    E la stessa...
    http://www.zimagez.com/zimage/dscn23196.php
    http://www.zimagez.com/zimage/dscn23203.php

    RispondiElimina
  8. Ciao Marc,
    sisi é proprio la stessa della foto del post, per quanti riguarda i 4 svantaggi che hai trovato sono d'acordo solo in parte, l'estetica come dici é una questine personale, io trovo brutte tutte le forcelle telescopiche, spece quelle di ultima generazione con steli enormi e attacchi delle pinze radiali, mi sembra una stupida lotta a chi ce l'ha piu grossa... per quanto rigurda i giochi si é vero quello che dici, ma é anche vero che é piu semplice tenere soto controllo ed eventualmente sostituire delle teste a snodo sferiche rispetto alle boccole di scorrimento di una forcella, i cui giochi causano le vibrazioni in frenata che molti ducatisti conoscono. Su costo e angolo di sterzata hai ragione anche se si dovrebbe analizare caso per caso, per esempio l'angolo di sterzata delle Monster anni 90 era talmente ridotto che credo fosse eguagliabile da qualunque altra soluzione.

    RispondiElimina
  9. Comunque fra le "alternative" la Difazio o Tesi non é quella che preferisco anche se interessante per un semplice motivo, per sua natura é sempre fortemente "antidive", e tende ad essere poco comunicativa con il pilota. Le Hossack e Saxon lasciano piu libertà di scelta sulle qualità antiaffondamento e credo che siano meno traumatiche per chi guida.

    RispondiElimina
  10. Ieri a Imola Daniele era molto attratto dalla forcella di una Brutale, con steli da 50, da montare sulla sua Fzuno... :-)

    RispondiElimina