domenica 30 agosto 2009

GROSSGLOCKNER!!!!


Sono passati ormai alcuni anni dalla prima volta che ho pensato a un uso diverso della moto rispetto al giretto della domenica mattina fino al Muraglione e ritorno. Ho ricordi confusi nel tempo, ma mi pare che la prima volta fu nel 2002: il primo fallimentare assalto al Nurburgring, rientrato dopo appena cento chilometri. Nel 2003 il mio primo "vero" viaggio, che aveva nuovamente come destinazione il Nurburgring, in realtà mi portò per varie vicissitudini in Costa Azzurra, e lo ricordo con estremo piacere. E poi tre volte lo Stelvio, dal 2004 al 2006, Campo Imperatore e due volte il Nurburgring l'anno scorso, oltre a varie "capatine" da mattina a sera nei posti più disparati...

Stamattina, di ritorno da questo viaggetto "mordi e fuggi" di tre giorni in giro per l'Austria, riflettevo che forse è l'invecchiare che porta a questo tipo di uso della moto: non più (o almeno non solo) il giro tirato della domenica mattina in Chiantigiana o al Muraglione, ma anche un uso quotidiano della moto e, quando possibile, anche un viaggio. Era da un bel po'che sentivo parlare del Grossglockner come del paradiso del motociclista, e ovviamente era da un bel po'che mi era preso il pallino di andarlo a vedere. In realtà indagando ho scoperto che esistono varie "Alpenstrassen", in Austria: le cinque principali sono a pedaggio e rilasciano un adesivo commemorativo e mi piaceva l'idea di collezionarli. Le vacanze stavano finendo... e allora via! Due giorni di organizzazione del tragitto e si parte, in solitaria.

Giovedi mattina la partenza era fissata alle sei. Alle nove circa ero a Milano con destinazione lago di Como: qui ho fatto l'unico errore di rotta per distrazione, come quella volta che andai a Misano invece che a Imola. Convinto del lago di Como, ho seguito le indicazioni per Como invece che quelle per Lecco; poco male... una veloce deviazione ed ero "su quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno" e due palle così. Solo che invece che a mezzogiorno c'ero intorno alle undici e non avevo gran voglia di aspettare. Colazione e su, verso il Passo del Maloja, gran bella strada in cima alla quale si trova un lago di una bellezza imbarazzante. Un vero paradiso.

Foto di rito e via, verso lo Julierpass, poi un breve trasferimento tra statale e autostrada austriaca fino a Bludenz, dove ho imboccato la Silvretta Hochalpenstrasse: la mia prima Alpenstrasse a pedaggio. Che dire? Bella la sensazione al momento dell'inizio della strada, perfino un po'emozionante. La Silvretta in realtà è una gran bella strada, ma l'impatto che ho avuto mi ha fatto riparametrare il mio modo di godermi le strade di montagna, almeno viaggiando. Niente "coltello fra i denti" ma un passo tranquillo per avere la possibilità di godere della maestosità del paesaggio circostante oltre che delle curve che la strada offre. Unico difetto della Silvretta è che per noi dall'Italia resta un po'fuori mano se si vuole fare un giro come quello che ho fatto io: meglio imboccarla da Bludenz che da Landeck, ma in questo modo non si ha la possibilità di tornare indietro attraverso l'Albergpass per chiudere il giro. Magari la prossima volta, chi lo sa.

A fine giornata il contachilometri segnava 827: avevo previsto la sosta prima della Silvretta e invece ho proseguito fino all'imbocco del Passo del Rombo, a Sautens, dove ho dormito in una gasthaus privata per la modica cifra di 26 euro. Senza inutili sboronate, avrei potuto continuare anche oltre: la moto era stata talmente perfetta che ero solo accettabilmente stanco. Ma il piacere di un viaggio è anche sapere quando è il momento di fermarsi per potersi godere al meglio il giorno seguente.

La mattina dopo sono ripartito per la vetta del Timmelsjoch, e bisogna ammettere che questo sì, è veramente un passo alpino spettacolare. Bella strada, paesaggio da cartolina... solo un po'freddo nella parte austriaca, ma va anche detto che sono partito alle otto di mattina!


Arrivato dall'altra parte ho fatto colazione-pranzo con un meraviglioso strudel tirolese alla cannella, e sono ripartito per il Passo Giovo per arrivare poi a Vipiteno. Da qui ho preso il Passo Stalle, uno strettissimo vicolo di montagna di cui èintelligentemente permesso il percorso solo in senso unico alternato: 15 minuti ogni ora per ciascun lato del passo. Strada ovviamente da non prendere di fretta, ma davvero carina e immersa nel verde. Da vedere!

Dopo un'altra po'di strada sono giunto a Heiligenblut, dove ho finalmente imboccato il mitico Glossglockner. Il Grossglockner è diverso dalle altre Alpenstrassen: più che una semplice strada è un mondo a parte della montagna vissuta in moto. Tirare al Glockner è quanto di più stupido si possa fare, e infatti nessuno va forte: bellissimo è guardarsi intorno ad ogni metro di strada percorsa, fermarsi mille volte a fare foto e prendere almeno le due principali strade secondarie che si incontrano. Quella più a sud porta alla terrazza panoramica del Franz-Josefs-Hohe, con vista sul più lungo ghiacciaio delle Alpi Orientali, mentre l'altra va all'Edelweiss-Spitze, il punto più alto del comprensorio, a 2571 metri di quota


Venir via dal Glockner non è una cosa che si fa volentieri, tanto più che ci sono vari posti in cui è possibile fermarsi per dormire in quota, ma il mio viaggio non era ancora finito e quindi mi sono portato sul lato nord della strada, per arrivare a Mittersill dove la mattina dopo avrei imboccato la Gerlosstrasse. Purtroppo qui in serata ha iniziato a piovere, e da questo punto in poi l'acqua non mi ha quasi più abbandonato fino a Rovigo, per tutto il giorno seguente.


Vista la pioggia, la mattina dopo avevo quasi pensato di rinunciare alla Gerlos per accorciare il tragitto e fare una strada più comoda, ma alla fine sono certo di aver fatto la scelta giusta: mai cambiare un itinerario prefissato se non per motivi assolutamente gravi, e un po'di pioggia non era poi così tragica. Bella la Gerlosstrasse, anche se non ho potuto godere appieno delle varie viste su una meravigliosa cascata che si trova sul tragitto. Peccato poi abbia continuato a piovere per 200 chilometri, e che poi a Innsbruck il traffico verso il Brennero sia diventato allucinante. Ho più volte lasciato e ripreso l'autostrada (con la pioggia che dopo una breve sosta aveva ripreso a farmi compagnia), fino ad abbandonarla definitivamente a Trento, dove prima mi sono lasciato ammaliare dalla musica di una Ferrari F40 (a mio avviso la più bella macchina di tutti i tempi), seguendola su per l'imbocco della salita del Monte Bondone. Quando ho visto che invece che di salire al Bondone proseguiva per il Garda sono tornato indietro, e mi è venuta l'idea di andare a vedere l'Altopiano di Asiago.

Le strade più belle sono sempre quelle che si trovano per caso, e io per caso ho imboccato quella del Passo del Sommo. Qui ho seguito (e bastonato) un indigeno sportivo su CBR600, e ho poi proseguito sulla statale che poi mi ha portato, attraverso il Passo Vezzena, fino all'Altopiano di Asiago. Da qui giù fino all'autostrada, sotto una pioggia battente e a tratti anche pericolosa. Pioggia che mi ha seguito fino a Rovigo con un coreografico contorno di tuoni e fulmini che rischiaravano il cielo a giorno... la Topona (è grossa, è grigia... è una Topona! Ma intesa come roditore...) non si è minimamente fatta intimidire e filava dritta ai 140/150 all'ora come un motoscafo, e io alla fine quel tratto me lo sono anche gustato alla grande... sarò scemo? :-)

Note conclusive: per prima cosa un enorme grazie appunto alla Topona che si è sciroppata con me 2000 chilometri in tre giorni senza il minimo inconveniente e facendomi godere di un comfort di marcia assoluto che mi ha portato a fare anche quasi 800 chilometri in una giornata senza estremo affaticamento.

Un grazie alla Spidi che ha prodotto un completo giacca-pantalone di qualità eccelsa a un prezzo decisamente accettabile. Ero titubante sul fatto di non indossare la comunque scomoda tuta impermeabile, dato che non avevo mai testato l'abbigliamento in queste condizioni, ma con mio sommo piacere in centinaia di chilometri di pioggia ieri non ho avuto una goccia d'acqua che sia filtrata all'interno. Ottimi anche i già collaudati stivali Dainese foderati in gore-tex, mentre l'unica nota negativa viene dai guanti teoricamente impermeabili sempre Dainese, che si sono inzuppati dopo 20 chilometri di pioggia.

Ma il grazie principale per questa esperienza va a Giancarlo "Gattostanco" Gattelli, esperto mototurista sul cui sito http://www.gattostanco.it/ ho potuto trarre ispirazione e reperire tutte le indicazioni necessarie per pianificare alla perfezione questo itinerario.

Alla prossima!

13 commenti:

  1. Confermo...

    Però la prossima volta vieni anche te: ti ricordo che è un anno che non mangi una schnitzel! E poi l'ovo sodo alle sette di mattina è una poesia... :-)

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  2. Sti'az !!!!! ;-) Complimenti!!

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  3. bei posti!!!peccato non averli potuti visitare con te.... complimenti al fotografo!!!complimenti anche alla "Topona"... devo dire parecchio fotogenica... nella prima foto però, potevi aggiustarti il "ciuffo"... Lory.

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  4. Ma io son bello con il ciuffo fluente... libero di sventolare...

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  5. ho capito... chi è bello è sempre bello...

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  6. Marc l'anziano Belga1 settembre 2009 08:56

    In qualche anno, se continui cosi, potrai scrivere un bel libro con la relazione di tutti i tuoi viaggi a moto : comminincia bene :-))

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  7. Non è una idea così fuori dal mondo, Marc...

    In Belgio qualcuno sarebbe magari interessato? :-)

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  8. Concordo con Marc, Enrico.
    I tuoi racconti sono sempre molto piacevoli da leggere.

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  9. Oh... così mi fate montare la testa! :-)

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  10. Guido Macchiaverna-IL DUCATISTA-7 settembre 2009 22:30

    Ciao caro ENRICO.beh volevo solo farti i miei piu' grandi complimenti x i luoghi che giri e per come hai descritto questo mitico viaggetto che ti sei sparato sulla tua moto..mi sembrava di stare li dietro di te tra quelle strade..bel racconto e stupende foto..beh ti giri dei posti e hai una passione davvero grandiosa..Lode a te..Ciao e continua a farmi sognare....

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  11. Basta... da qui in avanti se volete che scriva qualcosa mi pagate!:-))

    Scherzi a parte, Guido... grazie davvero anche a te!

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  12. enrico
    mettiti in coda x il libro!!!

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