domenica 21 giugno 2009

Panthilever


Pantah da corsa con il posteriore cantilever non se ne vedono dietro ogni angolo di strada, questa per esempio la vide l'anno scorso Marc in Belgio. A giudicare da quello che si vede, a parte le sovrastrutture, sembra proprio uno di quei telai che la NCR commissionò a verlicchi nei primi anni '80 e con cui costruivano delle belle special stradali come queste

E stupende moto da corsa Endurance, come questa che ha corso il campionato italiano credo nell '84


La differenza piu impercettibile ma anche secondo me piu significativa consiste non tanto nell'attacco per il cantilever e nei tubi di rinforzo, cose relativamente facili da fare, quanto per la diversa inclinazione del tubo di rinforzo verticale che si trova vicino all'attacco posteriore del motore, sui telai originali Pantah o Alazzurra questo é perfettamente verticale mentre nei telai Verlicchi/NCR é sensibilmente inclinato in avanti, ovviamente anche l'inclinazione del cannotto di sterzo era sensibilmente ridotta.
Con uno di questi telai i ragazzi del Los Angeles Cretins Racing hanno appena finito di allestire un'altra bella moto da corsa ( http://rickyracer394.blogspot.com/2009/06/utlimazurra.html ), si chiama Ultimazzurra ed é bella anche garzie a stupende ruote Astralite da 17" che evidentemente negli USA sono consentite anche in questo tipo di gare.

Complimenti ragazzi :-))

5 commenti:

  1. Marc il vecchio Belga25 giugno 2009 13:43

    Mi piace molto di più il telaio della versione cantilever che è strutturalmente piu logico

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  2. Si Marc, é vero, la struttura del tipo cantilever era molto piu bella strutturalmente.
    Non solo per la presenza e la posizione dei tubi di rinforzo, ma anche perche era stato eliminato l'attacco inferiore del motore, cosa che richiedeva un consistente rinforzo dei 4 attacchi rimanenti. Comunque la posizione di quel tubo di cui parlo nel post é significativa per individuare i telai Verlicchi originali dalla repliche che ci sono in giro, tipo questa anche se non é cantilever:
    http://www.moto.it/epoca/consulta03.asp?EID=2083849

    Grazie dell'intervento e ciao

    ps. anche se sei anziano e ti lamenti sempre, é interessante parlare con te :-)))

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  3. Marc el anziano Desmo-Resistente25 giugno 2009 16:31

    Grazie Sauro di accettare di discutere con un vecchio dibblatore :-)
    Forse vado a farti pena, ma a me, il telaio originale della Pantah non mi ha mai piaccuto perchè manca di triangolazione. E difficile sapere che fu la parte d'intervenzione di Taglioni nella concezione dei telai, ma mi pare che lui fu inanzitutto un "motorista". Se osservi varii telai di cui se ci da la paternità, beh, a volte il risultato non poteva essere concluante. Mira per esempio il telaio delle 250/350 bicilindriche di Hailwood : Surtees bisogno fare fabbricare altri in Inghilterra quando le compro... e il telaio della 500GP che fu sostituito da quello di Seeley, ecc...

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  4. Un mio carissimo amico aveva una videocassetta con un'intervista a Taglioni risalente ai primi anni novanta. Veniva intervistato a causa del grande stupore che causava vedere delle moto bicilindriche con un motore che risaliva a molti anni prima (almeno nel concetto di base), battere in pista i colossi giapponesi.
    Taglioni con il accento bolognese spiegava che il segreto delle prestazioni stava nella semplicità, e parlando accanto ad un motore Pantah da esposizione (di quelli sezionati) raccontava di come aveva concepito per primo il motore, pensando ai bassi consumi, alle inesistenzi vibrazioni, alle capacità di raffreddamento ecc, e di come poi aveva messo "due tubi per tenere insieme il motore con le ruote".
    Quell'intervista, insieme a quello che hai raccontato te, dava una buona idea di come per lui il telaio fosse una parte importante ma non fondamentale, e di come il telaio Pantah sia nato.
    Ed in effetti é vero, il telaio Pantah di serie é una struttura priva di triangolazioni e costruita senza particolare attenzione alle geometrie, e questo se si tiene conto di come funziona, fa capire quanto fosse basso il livelo della concorrenza, comunque secondo me con le opportune modifiche puo diventare valido, anche se rimane sempre piu pesante ed ingombrante di un TT2.

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  5. Marc el anziano Desmo-Resistente26 giugno 2009 10:23

    E interessante anche vedere l'evoluzione dei telai degli Mono, che sono derivati dei modelli a aste e bilancieri, su quali ho apena fatto un articolo che credo molto completo, e adesso sono preparando uno sulla Marianna. Taglioni ha preso il treno in marcia e ha continuato nella direzione gia presa prima della sua arrivata alla Ducati, senza revoluzionare il concetto. E quando si mira il telaio della Marianna, non si puo dire che sia particolarmente studiato per una rigidità ottima... E dopo ha servito di base per le Mono di produzione a carter stretto, e poi ha ancora evoluato per quelli a carter largo, ma anche questi paiono un po "improvisati"... Ma come dici, lo piu stupendo è che il risultato non era cosi malo ;-)

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