domenica 7 giugno 2009

Norton 750 Challenge Cosworth





Nel '75 alla Norton decisero di dare una bella rinfrescata alla loro gamma introducendo un nuovo motore. Pensarono subito alla Cosworth, che allora vinceva in F1 grazie al famoso V8 DFV, un motore che ha corso e vinto per tanti anni ed ha fatto scuola, ispirando tantissimi motoristi per la forma a tetto delle sue camere di combustione (vedi Ducati OVD).
L'idea era quella di commissionare un motore che sfruttasse mezza bancata del famoso V8 per creare un moderno twin da 750cc (3000 : 4 =750). L'idea, apparentemente abbastanza semplice, venne messa in pratica dalla Cosworth, che come é facile immaginare dovette progettare completamente un motore motociclistico partendo da zero, anche se le misure caratteristiche e le geometrie delle termiche ricalcavano esattamente quelle del DFV, 86x64, raffreddamento a liquido, distribuzione bialbero a 4 valvole per cilindro e due alberi controrotanti di bilanciamento.
Dalle foto si vedono alcuni interessanti dettagli. La distribuzione é a cinghia dentata, ma contrariamente a quanto avviene di solito porta il moto ad una ruota centrale, la quale poi distribuisce il moto agli alberi tramite ingranaggi interni in modo da ridurre gli ingombri e da far lavorare sulle pulegge delle porzioni maggiori di cinghia (soluzione simile a quella adottata su alcuni recenti motori sviluppati dalla Rotax che però usano la catena, vedi Aprilia RSV1000 e BMW K1200 e F800). Il forcellone era fulcrato direttamente sui carter motore, ed era fatto in un unico pezzo in alluminio fuso, la cosa che salta all'occhio immediatamente é la posizione del disco freno posteriore, che era montato all'esterno del forcellone, quindi non fissato al cerchio ma ad una sorta di albero di trasmissione su cui doveva essere calettato anche il piatto portacorona e relativo parastrappi, una soluzione simile a quanto é obbligatorio fare con i forcelloni monobraccio, e che comporta un'aggravio di peso e di complicazione, in questo caso penso che l'idea fosse quella di facilitare il cambio ruota nelle gare di durata. Una piccola curiosità, si vede che sui carter era previsto l'alloggiamento per il motorino d'avviamento, segno evidente che l'intenzione era quella di farne anche un motore stradale.
Le premesse sembravano buone. La moto venne allestita e portata in gara, ma venne costretta al ritiro da una caduta, e da li il progetto finì accantonato in un angolo di magazzino.


1 commento:

  1. grazie Superpantah,di aver ricordato questo
    motore,questo progetto.Il cosworth mi ha sempre
    affascinato,e allora ricordo mi entusiasmava idea che questa moto(Norton,un'altro nome
    leggendario..)potesse nascere,battersi contro le mangiariso,ed essere venduta in versione stradale.Purtroppo il miraggio wankel ha
    indirizzato le ultime forze di Norton in una
    direzione a mio avviso errata,meglio sarebbe
    stato giocare la carta Cosworth. ciao

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