lunedì 18 maggio 2009

Morbidelli V12


Era da tanto che volevo scrivere questo post, finalmente ci riesco. L’anno scorso su consiglio di Marc siamo andati a visitare il museo Morbidelli a Pesaro, per l’esattezza c’è andato prima Enrico da solo, mentre era in giro in vacanza, ma trovandolo chiuso. Nonostante il museo chiuso però Enrico ebbe la fortuna di farsi accogliere da Giancarlo Morbidelli in persona nell’officina/studio che si trova sopra al museo. Rimasto folgorato dall’accaduto e soprattutto dalla gentilezza e disponibilità di Morbidelli, Enrico decise di tornarci dopo pochi giorni, questa volta in mia compagnia. Entrambi speravamo di incontrare di nuovo il famoso progettista, ma non fummo così fortunati. Nell’occasione, il gentilissimo collaboratore, che ci guidò in visita al museo, ci accompagnò anche nel laboratorio di restauro (officina e studio di progettazione) dove Enrico aveva pochi giorni prima sentito parlare del nuovo grande progetto di 750 V12 direttamente dal suo ideatore. Questo è quello che Enrico raccontò sul desmoblog della chiacchierata:
“.... sono ripartito per la tappa più culturalmente elevata del mio viaggio, perché anche la cultura vuole il suo spazio, e allora via verso Pesaro per una visita al Museo Morbidelli, il più grande e interessante museo motociclistico d’Italia (Marc lo conoscerà certamente…). Dopo un bel po’di autostrada trafficata arrivo a Pesaro e con facilità trovo il museo (per una volta devo ringraziare i carabinieri…). Trovo la donna delle pulizie sulla porta che mi dice che il museo è chiuso. Delusione totale: la imploro, arrivo quasi a promettere che mi metterò le pattine pper non sporcare pur di fare un giretto dentro… quando lei mi dice “Però di sopra c’è il Signor Morbidelli”. Quasi non ci credo: suona il campanello e mi fa salire nell’officina di restauro dove il Signor Morbidelli in persona mi accoglie e mi saluta. Sulle prime gli chido in cento modi di poter vedere il museo o almeno la sola V8 sull’ingresso, ma alla fine capisco che è meglio non insistere e mi lascio raccontare del museo, delle moto che stanno ordinatamente sui banchini da lavoro (tra cui una Morini ex Hailwood, 3 esemplari costruiti al mondo, mi dice Morbidelli) e del suo nuovo progetto. Vedo infatti in un angolo una ciclistica CBR600RR e chiedo che ci faccia un canchero simile in mezzo a tanta nobiltà, e lui orgoglioso mi inizia a raccontare del V12 in preparazione, per il quale utilizzerà il cambio Honda (inutile andare a inventare l’acqua calda, dice giustamente…) e inizialmente anche la ciclistica della CBR, perché il motore lo vuol sentire girare prima possibile. Questo signore, senza tanto marketing ma con tanta passione per la meccanica, sta per mettere un motore 750 a 12 cilindri dentro la ciclistica di una Honda CBR, e mi ha fatto vedere i disegni e il manichino dell’albero (peccato non avere sufficienti conoscienze meccaniche per poter capire davvero!) come un padre mostrerebbe le foto del figlio piccolo. Non usa nessun computer ma ha in ufficio-officina un tecnigrafo con cui esegue tutti i disegni, e quando non disegna restaura vecchie signore con una abilità impressionante. Su una Benelli ho visto un codino in alluminio originale, e su quella a fianco ne ho visto uno rifatto a mano dal Signor Morbidelli, forse ancora più bello dell’originale. Il progettista-battilastra è una figura che non credevo esistesse… Sono uscito da lì dentro che credevo di aver avuto una visione mistica.”
Il motore dovrebbe sfruttare il cambio e la frizione di una CBR600, infatti dalle foto dei manichini (che dovrebbero servire presumibilmente per fare le forme per le fusioni in terra), si vede anche tutto il carter frizione della Honda. Sempre Honda sarà inizialmente la ciclistica opportunamente modificata, il telaio che ho fotografato infatti ha gli attacchi motore segati. Che dire ancora, io spero di vedere presto il progetto compiuto e funzionante, nel frattempo consiglio a tutti una visita al museo (di cui posterò delle foto in futuro), è veramente bello. Raccoglie pezzi rarissimi e bellissimi, a volte unici come per esempio la Ducati 125 4 cilindri, alcune Benelli da corsa ecc.

Le foto sotto sono tutte di Phil Aynsley (non ricordo dove le ho trovate) tranne quelle non marcate che sono mie.












Questa é una Benelli 250 che nel frattempo é stata completata:

http://www.museomorbidelli.it:81/morbidelli/index.php?option=com_content&view=article&id=8&Itemid=14&lang=en

9 commenti:

  1. Certe persone sono uniche e irripetibili.
    E sono la passione motociclistica vivente, la quale va ben al di là dei marchi, dei cavalli, dell'elettronica.

    RispondiElimina
  2. Sono eperienze oramai rare , come le persone che le suscitano.
    Oggi i clienti e appassionati sono visti unicamente come unità consumatrici e basta.
    Il rapporto e il contatto umano è visto come una gran rottura di scatole e perdita di tempo .
    Un grosso errore a mio modo di intendere , in relazione guarda caso all'enorme importanza e sviluppo che oggi hanno oggi visto l'affermarsi dei socialnetwork.

    RispondiElimina
  3. Grande Post! Una bella esperienza.. Complimenti ragazzi..

    RispondiElimina
  4. Avete perfettamente ragione.
    Qualche tempo fa qualcuno, mi pare un'anonimo, mi "accusò" di aver fatto di questo blog una vetrina di moto d'epoca. Secondo lui era una critica, secondo me non sarebbe una critica nemmeno se fosse vero.
    Per me non esiste una distinzione precisa, la passione é passione e basta, la bella meccanica é bella sempre, le belle moto sono belle sempre.
    Morbidelli é la dimostrazione vivente (e direi anche referenziata) di questo. Nel suo laboratorio ci sono splendide moto da corsa di 40 anni fa e contemporaneamente é in fase di costruzione un capolavoro di tecnica che di antico avrà solo la passione e la cultura storica che si vede negli occhi e nelle mani del suo costruttore.
    Il racconto di Enrico mi stupì, nessuna arroganza, nessun divismo, ma tanta semplice genuinità e disponibilità, confrontate al modo in cui spesso si viene accolti in mediocri "store" dove i venditori conoscono appena la quantità di ruote dell'oggetto che ti stanno vendendo ed i meccanici sanno si e no cambiare una candela.

    RispondiElimina
  5. E tutto vero, quando ci siamo andati nel 2007, il Sign. Morbidelli lui stesso ci ha indicato la porta del museo e ci aveva invitati a venire a vedere sui lavori in corso, ma sfortunamente non abbiamo avuto il tempo. Questo é veramente un Grande :-)

    E viva la Desmo-Resistencia

    RispondiElimina
  6. Chissà se a un anno di distanza quel V12 ha emesso il primo vagito...

    RispondiElimina
  7. Ciao raggazzi
    Anch' io ho visto il motore 12 cilindri di Sig Morbidelli quando lui a mostrato il museo a noi nell anno 2007. Voi sapete che il motore addesso e in funzione ????
    Tanti saluti dalla Germania
    Jürgen Graf
    email: info@graf-anlagen.de

    RispondiElimina
  8. Non ho purtroppo più saputo niente del motore V12. Bisogna però dire che per quel che ho capito il Signor Morbidelli lo sta facendo unicamente per soddisfazione personale e quindi non credo che ogni settimana chiami i giornalisti per informarli dell'andamento del progetto... :-)

    Però se gira... mamma mia quanto dev'essere bello sentirlo cantare!

    RispondiElimina
  9. Ciao Jurgen,
    io non ho saputo piu nulla, e credo che quando sarà funzionante ce lo diranno i giornali.

    Ciao
    Sauro

    RispondiElimina