lunedì 30 marzo 2009

TOKYO BIKE MOTOR SHOW 2009 - 1


Ed eccoci alla prima mini-rassegna proveniente dal Giappone grazie al nostro amico Ogamitto. Fino a pochi anni fa trovavo la Suzuki Katana una delle più brutte moto mai prodotte. A parte che poi ho visto il nuovo Monster 1100 e ovviamente ho dovuto riconsiderare i miei parametri, oggi stimo moltissimo i preparatori giapponesi che lavorano su questo particolarissimo modello, vera e propria icona del design (nemmeno vi dico più come si legge...) motociclistico degli anni '80.
La versione esteticamente più allucinante credo sia quella da 750cc prodotta nel 1984, a mia memoria l'unica moto della storia dotata di faro anteriore a scomparsa; d'altronde l'utilità di questo componente fa a gara con quella del forcellone monobraccio... ma andiamo avanti. In verità non ho informazioni dettagliate sul comportamento dinamico della versione originale di questa moto, ma quelle poche righe che ho trovato (e anche le voci che ho sempre sentito...) parlano di un oggettino tutt'altro che facile da maneggiare: motore esagerato per la ciclistica e forcella con un anti-dive non proprio a punto che limitava di parecchio le possibilità di frenata. Chi sa più di me è il benvenuto...

In ogni caso la Katana è stata una rivoluzione, e oggi i giapponesi le riservano (a mio avviso giustamente) tutti gli onori. E qui viene fuori la passione giapponese per l'elaborazione, che va ben oltre quella stupida moda italiana che induce ogni rincoglionito possessore di 1000 supersportiva da 200 cavalli a riempire la propria moto di ogni costoso e inutile acccessorio trovi su un giornale o un catalogo. Sì, perché i giapponesi (almeno per quel che ho avuto modo di "toccare con mano") hanno una vera e propria venerazione per il proprio mezzo, sia esso una Nissan Skyline (e ne ho viste di meravigliose), una Suzuki Katana o un'Honda Monkey. Per loro la personalizzazione è maniacale e quasi mai diventa pacchiana, come nei casi delle foto che mi ha mandato Ogamitto. Vedere una moto di 25 anni fa tirata a lustro e sistemata in modo da non sfigurare in pista nemmeno confrontata con moto molto più moderne... beh... a me fa venire voglia di stringere la mano a chi ha deciso di fare un lavoro tanto impegnativo con risultati tanto positivi anche solo da guardare.

Ma anche fare un giretto con un Katana bello incazzato come quelli che si vedono qui sopra... beh... non mi farebbe mica schifo!

Domo arigatò, Francesco-san!

3 commenti:

  1. Ho avuto un katana 1100 preparato negli anni 80
    Ruote in magnesio(Campagnolo)da 18"post.e 19"ant.scarico 4 in 1 artigianale.Il motore più
    sano e completo mai avuto,capace di andare a 60Km/h in quinta e di catapultarti a 230KM/h senza neanche sforzo.Un motore con una progressione dolce e potente,esplosiva e mai
    isterica.Dando gas l'emozione partiva dai polsi e attraverso la spina dorsale arrivava al cuore!
    Solo il primo GSX1100R sapeva dare di più,ma
    con meno dolcezza.Ammortizzatori duri come pietre guida precisa e agile
    sul misto .Punto debole i curvoni ad alta velocità dove il telaio ti avvisava sculettando con educazione che era in
    difficoltà.Ma ripeto,sulle Highway nostrane e ai drag semaforici me li facevo tutti quanti allo spiedo! Esteticamente non è mai stata un portento di armonia stilistica.Ricordo che il nostro amore durò solo un'estate,ma fu molto intenso. Ciao ragazzi!
    ne

    RispondiElimina
  2. I miei complimenti, Pietro!

    Quanto allo stile... boh... non so che dire. Se non che a me piace. Talmente brutta da aver fatto il giro e ripartire da bella... :-)

    RispondiElimina
  3. Enrico, bellissime...sul blog ho pubblicato delle special giapponesi di questa moto veramente superbe...

    PS: Enrico, non hai foto più grandi delle belve?

    RispondiElimina