sabato 29 novembre 2008

FINALMENTE IL LOGO!


Con l'orgoglio di qualsiasi presidente che si rispetti, annuncio che ci è stato finalmente consegnato il logo del Comitato per la Salvaguardia del Forcellone Tradizionale.


Mi pare a questo punto giusto annunciare la ufficiale apertura delle iscrizioni al Comitato, per la quale è richiesta unicamente una naturale (e d'altronde inevitabile...) avversione per il perverso e famigerato forcellone monobraccio tipico di molte moderne quanto incomprensibili motociclette. Con l'iscrizione, il cui costo è in via di definizione (e coinciderà ovviamente con il costo vivo della "tessera" spedita a casa del richiedente...), verrà consegnata una maglietta-tessera del C.E.S.F.T. come quelle indossate da me , Sauro e Marc in occasione del primo convegno tenutosi la primavera scorsa al Nurburgring. Potete vedere le foto del convegno in uno dei post pubblicati nei giorni scorsi.
Nuove notizie verranno comunicate appena disponibili.

martedì 25 novembre 2008

Stensypantah





E' vero che oggi é esteticamente discutibile, però quando ho visto le foto di questa Pantah600 con targa australiana mi sono emozionato.
La carenatura é quella che aveva disegnato e commercializato il mio amico e meccanico Stefano Bianchi di Bianchi Moto Incisa (Incisa In Val d' Arno FI), il kit completo comprendeva anche una monoscocca con sella biposto. L'adesivo di Romanelli Moto (Bagno a Ripoli FI) sta ad indicare che non si tratta di una carenatura di quelle che Stensy spedì in Australia all'epoca, ma si tratta di una moto o una carenatura importate successivamente.

Generazione di fenomeni


Ottopantah

Superpantahcharger


Quadripantah

Alapantah

Gspantah

Monopantah

CAFE' RACER: PERCHE'?




C'è gente che se non compra moto da 20000 euro e le cambia ogni anno non è in pace con la propria anima. Gente perennemente insoddisfatta, sempre alla ricerca della moto perfetta che non esiste. O forse sempre alla rincorsa dell'ultima moda, dell'ultimo cavallo in più o dell'ultimo chilo in meno. Nessuno di questi personaggi forse si è mai fermato a pensare che alla fine certe moto sono tutte uguali, ognuna evoluzione e copia di sé stessa da anni e anni.
E poi ci sono quelli che se ne fregano; quelli che non badano tanto al decimo sul giro a Portimao e invece vogliono solo una bella moto. Una bella moto che sia unica: poco importa da cosa esce fuori. A volte una bella moto si può farla con pochi soldi, tanta passione, tanta capacità e un sacco di fantasia... anche partendo da un vecchio cancello giapponese bicilindrico che solo a guardarlo ti verrebbe da vomitare.
La Yamaha XS 650 è una delle più vomitevoli creature a due ruote che una mente nipponica abbia mai ideato: una custom bicilindrica parallela da 50 cavalli con la personalità di un ferro da stiro... roba da far venire la diarrea anche a Fiorenzo Lamas (fratello del famoso Lorenzo...). Eppure ci sono persone tanto dotate di buona volontà e stomaco da mettere le mani anche su latrine del genere e tirarci fuori cose decisamente degne di nota. Io personalmente ci andrei in giro più volentieri che con una Undicinovantottotracscioncontrollata. Ma io sono uno sfigato.















sabato 22 novembre 2008

Fumo negli occhi



HD XR 1200 e DUCATI M1100

Guardando queste foto risulta fin troppo evidente quale dei due
impianti frenanti sia il piu efficace giusto?

Spazi di frenata:
100km/h 60km/h
M1100 38.7 13.6
XR1200 37.7 13.4

Imbarazzante!

giovedì 20 novembre 2008

Supermono immatricolato!!!!!











Meraviglia delle meraviglie!
Una Supermono da corsa con tanto di
dischi in carbonio con fari frecce specchi
e targa.
Quello sul serbatoio mi sembra l'autografo
di Alan Cathcart.





mercoledì 19 novembre 2008

IL RING






Andare al Nurburgring crea dipendenza.






Erano anni che ci volevo andare, e quest'anno insieme a Sauro finalmente ce l'ho fatta, scoprendo in un attimo che ogni motociclista che pretenda di essere rispettato ha come dovere morale di andare almeno una volta nella vita al Nurburgring; come un maomettano alla Mecca. Penso che le tappe fondamentali della vita di un motociclista siano fondamentalmente tre: Capo Nord, il Tourist Trophy e appunto il Nurburgring, e per adesso ne abbiamo fatta una.






Il problema è che non ci si riesce ad accontentare di andarci una volta. La prima è quella più carica di significati, quella che resta come esperienza (non mi scorderò mai nella vita quel cazzo di cavalcavia sotto cui ci fermammo di nuovo fradici a cento chilometri dalla meta...), ma quando torni non riesci ad essere appagato. Vai a letto la sera, sei appena tornato stanco morto e l'ultimo pensiero che ti passa per la mente prima di addormentarti è "ok... siamo tornati a casa... è stato un bel viaggio... ma vediamo quando sono le prossime ferie". Pensi a quella "cosa" tanto strana e tanto bella che non è una strada e non è una pista ma è il posto più spettacolare dove ti sia capitato di guidare una moto... e sai che devi tornarci. Presto. E noi abbiamo fatto così. La seconda volta ci ha accompagnati anche la Luna... l'amico Reinhard ci ha sistemati in modo spettacolare... e ci ha fatto venir voglia di tornare ancora. E ancora... E ancora...






Merda... quanto manca a primavera????
P.S.: mi scuso per il francesismo... ma qui non ci son tolomelle che tengano... :-)

martedì 18 novembre 2008

EPPURE SAREBBE TANTO FACILE...


Un motore, un telaio, un forcellone a DUE bracci con l'ammortizzatore in mezzo, una forcella e due ruote. E BASTA!

sabato 15 novembre 2008

Forcelloni in diatriba



Bellissima e moderna interpretazione di forcellone tradizionale ad opera di Radical Ducati di Madrid.



Orribile, pesante, pacchiano, complicato, malfunzionante, e spiritualmente corrotto, forcellone monobraccio Ducati.

DUCATI SUPERLIGHT 1992











Ci sono moto che vedi una volta e te le dimentichi.


Ce ne sono altre che ti colpiscono e ti convincono ad entrare in concessionaria e staccare l'assegno per portartele a casa. Ce ne sono altre ancora che ti restano nel cuore, per tanti e diversi motivi.




Nel 1992 avevo 18 anni; la mia fidanzata di allora abitava quasi sopra alla vetrina di Bianchi moto a Incisa Valdarno, e ogni volta che passavo da lì mi fermavo a guardare quella moto rossa coi cerchi in magnesio e alluminio. Una edizione numerata, limitata, bella e inaccessibile sia per il costo che per l'impegno che poteva richiedere a chi scendesse da una 125. Sogno dei miei 18 anni...




I sogni a volte si realizzano; a volte lo fanno subito e a volte ci mettono del tempo. Il mio sogno si è realizzato dopo quattordici anni. Nel 2005 vedo una SL del '92 su e-bay: amore a prima vista, ma avevo anche un'altra moto e non ero preparato ad averne due, soprattutto da un punto di vista psicologico, mi sa. Contattai comunque il venditore, un tipo di Macerata, ma alla fine non se ne fece di niente. A inizio 2006 un altro annuncio su e-bay mi convince ad approfondire il mio "discorso SL", e con Sauro una mattina parto per andare fino a Brescia per vedere questa moto. Contrariamente a quanto descritto per telefono dal venditore, la moto cascava a pezzi, e anche a seguito di una piccola discussione decisi di lasciargliela. Comprare una moto come quella per me non era solo una questione di soldi=moto: la sentivo quasi come una adozione, un passaggio di consegne... e il tipo non sapeva nemmeno che cosa avesse in garage.



Il tarlo ormai si era impadronito di me, e la sera stessa, appena a casa, mi misi alla ricerca su internet. Mi imbattei di nuovo nella SL di Roberto di Macerata: bella come il sole e con un proprietario decisamente più alla mano. Dopo una visione di persona e una chiacchierata mi presi un po'di tempo per pensarci e alla fine presi la decisione. Tra i soliti dubbi sulla reale utilità di avere due moto in garage; dubbi scomparsi appena la moto scese dal furgone per diventare mia.




Le sue condizioni erano ottime, considerata l'età, ma via via ha avuto bisogno di qualche aggiustamento per tornare in perfetta efficienza: è stato un bel gioco anche solo passare ore e ore su ebay a cercare le parti mancanti. Oggi le marmitte, domani il parafango anteriore, poi la strumentazione, le pedane in ergal, le pompe radiali, i semimanubri di una 916... tutte cosine trovate passando nottate davanti al computer...





Il resto, il grosso del lavoro, l'ha fatto Sauro. Adattare i manubri della 916 e le pompe radiali è stato un lavoro certosino che solo la passione di un amico poveva realizzare, e il risultato è quello che si vede nelle foto che a dire il vero non sono del tutto aggiornate: e poi una moto così è una continua evoluzione di sé stessa. Mai stravolgere, ma mai restare sulle proprie posizioni: chissà cosa arriverà da qui in avanti...

Une SS très spèciale!



Si tratta di un SS900 del '93 che ho comprato circa 4 anni fa e che inizialmente è finita in garage a prendere la polvere. La moto era in condizioni pessime sia estetiche che meccaniche (l’ho pagata poco), aveva il telaio sverniciato dall'acido della batteria i cilindri che perdevano olio la carrozzeria non originale e per di piu rovinata, il forcellone rotto, la strumentazione rotta, le piastre di sterzo non originali ecc.
Dopo circa 1 anno che era ferma in garage, mi venne voglia di usarla, quindi decisi di smontarla per restaurala, o meglio, per renderla utilizzabile, infatti inizialmente avevo intenzione di effettuare un restauro non tanto rigoroso visto lo scarso valore della moto, giusto per renderla perfettamente funzionante e di aspetto decoroso.
Quando poi ho smontato completamente la moto per riverniciare il telaio ho visto che c’era una perdita di olio dai cilindri, così ho deciso di smontare le teste ed i cilindri, e da li in poi la cosa è degenerata. Mi è venuto in mente che dato che ormai era smontato potevo lavorare i condotti delle testate e potevo cercare un kit di cilindri 944cc con pistoni ad alta compressione, e cosi ho fatto, poi un amico meccanico mi ha detto che aveva in magazzino da anni una coppia di alberi a cammes della ST2 (notoriamente piu spinti di quelli dell’SS e del Monster) e ho montato anche quelli, nel frattempo ho alleggerito il volano originale ed ho aperto il carter frizione sabbiandolo come quello dell’alternatore. Ho poi montato una campana in ergal artigianale con il tamburo di serie ed una serie di dischi frizione in lega leggera.
Per concludere il capitolo motore, ho montato una coppia di keihin FCR41 ad aspirazione libera, ho asportato la cassa filtro ed al suo posto (dietro il cannotto di sterzo come sulle 750 Sport) ho montato la batteria con un supporto in lamiera d’alluminio artigianale.
Successivamente mi sono trovato a dover risolvere il problema del forcellone che era crepato. Avevo in mente da anni di trasformare l’F1 per enderla simile alle TT1 con sospensione Full-Floater ( senza modificare il telaio) ma non avevo mai avuto il tempo di farlo, e cosi ho deciso di tentare di farlo sulla SS visto che avevo gia il forcellone di una 888. Il lavoro è poi stato piu lungo e difficile del previsto, perche ho dovuto trovare un ammortizzatore che avesse una lunghezza inferiore di quello originale dell’888 e del monster (330mm), cosa necessaria per far entrare tutto nel telaio senza modificarlo, ho trovato su e-bay un Paioli proveniente da una Bimota YB11 (310mm) che si è rivelato di dimensioni corrette e dal funzionamento ottimo.
Il montaggio del forcellone 888 mi ha obbligato a montare un’impianto di scarico diverso dall’originale, ed ho scelto lo scarico sottomore della QD fatto per il Monster 900, che rende la linea pulita ed è molto leggero.
Tutti i pezzi e le lavorazioni necessarie per la sospensione e per tutto il resto sono state svolte da me nel mio garage (sono un ex-tornitore) perche ho tornio e fresa e di lavoro faccio il disegnatore e progettista meccanico.
La carrozzeria é artigianale in vetroresina, l’ho realizzata con il mio amico Gianfranco (mago della vetroresina) partendo da pezzi esistenti, modificandoli e realizzando parti dal nulla. E’ composta da un cupolino monopezzo con il doppio faro di una Aprilia AF1 e da un codino biposto ma con le forme della Superlight con supporto targa integrato in stile F1, il serbatoio é in alluminio (WBO) spazzolato e verniciato con una resina trasparente. Ho inoltre montato semimanubri in alluminio della 916 costruendo apposite boccole per ridurre il diametro da 53 a 50mm.
L’ impianto frenante è sostanzialmente di serie (è piu che sufficiente), mi sono limitato a modificare i dischi anteriori originali per renderli flottanti con gli appositi nottolini, ed ho montato una pompa radiale PT con tubi in treccia metallica. Anche per la frizione ho scelto una pompa radiale PT.
Le pedane rialzate sono fatte dal pieno artigianalmente con il pedale del cambio fatto in fibra di carbonio come pure le staffette dei serbatoi olio freno e frizione ed il parafango anteriore.
La viteria è completamente in acciaio inox con testa tornita. Le ruote sono di serie come anche la forcella e le relative piastre che per fortuna ho trovato usate a buon prezzo.



venerdì 14 novembre 2008

C.E.S.F.T.






Cari blogger,
un po' di tempo fa é nata per scherzo, discutendo di meccanica, moto ,forcelloni, sul Desmoblog, una iniziativa benefica senza scopo di lucro atta a far si che la bella meccanica possa tornare a far da padrona sulle motociclette italiche.
Lo scopo é quello di promuovere la ricerca della purezza meccanica, vorremmo cercare di far tornare in mente agli appassionati che una volta le moto erano costruite pensando prima di tutto a farle funzionare. La bellezza estetica era poi una conseguenza naturale di questa ricerca della massima funzionalità con la minima complicazione.
Il massimo simbolo di questa filosofia costruttiva e progettuale secondo me (e molti altri) fu il geniale Ing. Fabio Taglioni.
Il massimo simbolo della moderna tendenza a fare esattamente l'opposto secondo me é il forcellone monobraccio. Un male dilagante, inventato anni fa con scopi allora sinceri di miglioramento, ha preso poi piede e per molti addetti allo sviluppo dei nuovi prodotti é diventato indispensabile per far si che una moto sia un prodotto di consumo fashion, cool, reduce to the max, e chi piu ne ha piu ne metta.

Questa iniziativa si chiama Comitato Europeo Salvaguardia Forcelloni Tradizionali.
La prima riunuine si é tenuta in Germania il 2 Giugno 2008 presso il mitico circuito del Nurburgring, ed eravamo presenti in tre, due italiani (Sauro che sarei io ed Enrico presidente del C.E.S.F.T) e a rappresentare il Belgio il nostro amico Marc Poels, giornalista e grande esperto della storia Ducati nonche presidente del club Ducati Sud Belgio. (http://www.ducati-sud-belgio.be/).
Recentemente si é aggiunto alla compagnia a rappresentare la Spagna il mitico Pepo Rosell di Radical Ducati (http://www.radicalducati.com/), esperto meccanico e creatore di motociclette eccezionali con i motori bolognesi.

Questo neonato blog nasce con l'intento di parlare di belle moto, in particolare belle Ducati, di raccontare storie, fatti, esperienze. Poi andando avanti si vedrà.

Viva la Desmoresistencia!!!!!!!!!!!!