mercoledì 19 novembre 2008

IL RING






Andare al Nurburgring crea dipendenza.






Erano anni che ci volevo andare, e quest'anno insieme a Sauro finalmente ce l'ho fatta, scoprendo in un attimo che ogni motociclista che pretenda di essere rispettato ha come dovere morale di andare almeno una volta nella vita al Nurburgring; come un maomettano alla Mecca. Penso che le tappe fondamentali della vita di un motociclista siano fondamentalmente tre: Capo Nord, il Tourist Trophy e appunto il Nurburgring, e per adesso ne abbiamo fatta una.






Il problema è che non ci si riesce ad accontentare di andarci una volta. La prima è quella più carica di significati, quella che resta come esperienza (non mi scorderò mai nella vita quel cazzo di cavalcavia sotto cui ci fermammo di nuovo fradici a cento chilometri dalla meta...), ma quando torni non riesci ad essere appagato. Vai a letto la sera, sei appena tornato stanco morto e l'ultimo pensiero che ti passa per la mente prima di addormentarti è "ok... siamo tornati a casa... è stato un bel viaggio... ma vediamo quando sono le prossime ferie". Pensi a quella "cosa" tanto strana e tanto bella che non è una strada e non è una pista ma è il posto più spettacolare dove ti sia capitato di guidare una moto... e sai che devi tornarci. Presto. E noi abbiamo fatto così. La seconda volta ci ha accompagnati anche la Luna... l'amico Reinhard ci ha sistemati in modo spettacolare... e ci ha fatto venir voglia di tornare ancora. E ancora... E ancora...






Merda... quanto manca a primavera????
P.S.: mi scuso per il francesismo... ma qui non ci son tolomelle che tengano... :-)

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